Editore Feltrinelli / Collana Fluo
Anno 2026
Genere Giallo
304 pagine – brossura e ebook
Maria Pia Baroncelli, classe 1958, è il vero nome della scrittrice Viola Veloce, ex impiegata cresciuta a Milano, autrice di diversi libri inquadrabili in un ambito di “cosy crime” caratterizzato da humour e riscatto sociale. Laureata in Economia Politica, realizza in età adulta la propria neuro divergenza decidendo di descrivere il suo vissuto nel saggio “Tutta la vita all’ultimo banco” (Zolfo Editore) pubblicandolo con il proprio nome.
Questo nuovo romanzo è costituito da trentadue capitoli, nove dei quali hanno trama poliziesca per un 28% di tutta la narrazione. Il restante 72% è una spassosa digressione in chiave dislessica di una donna sessantenne, divorziata da una ventina di anni che scopre finalmente che nella vita non c’è solo il lavoro, il dovere, l’educazione del figlio e il grigiore quotidiano. Questa donna matura, la protagonista Margherita Fiori che è impossibile non sovrapporre alla figura stessa dell’autrice, realizza che l’intera sua vita è impostata sulla solitudine e sulla rinuncia per quindi avere una improvvisa voglia di riallinearsi su uno stile di vita più sociale, divertente e perché no un po’ più erotico.
Il talento da cui il titolo è la particolare forma mentis della protagonista che scopre essere dislessica solo in età matura e realizza che i suoi meccanismi mentali si avvalgono di schemi particolari, oggi denominati “mappe concettuali” che le permettono di associare eventi indipendenti apparentemente incompatibili fra loro per dedurre un movente o un meccanismo che li metta in connessione. Questa caratteristica deduttiva diventa molto preziosa nel suo ambito lavorativo per scoprire moventi e connessioni criminali che possano portare ai relativi responsabili.
Nel libro si entra subito nel vivo: il suono scandito dei tacchi alti di scarpe da donna che riecheggia come un passo militare in piena dimensione di iperacusia con relativa misofonia tipica di una mente neuro divergente si associa mirabilmente con descrizioni, frasi e parole che devono essere collegate fra loro in modo logico e intellegibile: miele per la mente dei lettori neuro atipici. Pur essendo vari e diversi i personaggi che entrano in gioco, la struttura del romanzo non crea un affastellamento di figure come in molta altra letteratura evitando quel senso di affollamento che disorienta chi ama l’ordine anche nel testo. Il filo conduttore è proprio la dislessia della protagonista nonché autrice ed è presente come una musica di sottofondo gradevole e invitante allo scritto ponendo la mente di chi legge in una dimensione logica e consequenziale, perché dimostra lo sforzo al quale chi è neuro divergente deve sottostare ogni giorno nel consesso umano dei non-diversi.
La mente della protagonista è inoltre afflitta da varie situazioni cliniche riguardanti il proprio corpo e la propria situazione clinica: micosi ungueali, problemi legati alla menopausa con relativa questione di secchezza vaginale o della “farfallina” ripetutamente citata, slogature inopportune, problemi di sovrappeso, couperose e ansie varie. E’ un catalogo di clinica medica spassoso per l’autoironia dimostrata senza per questo scadere nel banale. Le situazioni imbarazzanti sono vissute con leggerezza e saggezza: i rimandi a un dessert soffice e spugnoso per descrivere il membro maschile in coma irreversibile si leggono con divertimento mettendosi nei panni dei vari personaggi.
La forza della intera lettura è proprio quella di saper descrivere le situazioni più diverse e banali con grande sensibilità. Gli incontri disastrosi con uomini banali o egoisti, accentratori e individualisti mettono in evidenza proprio le fragilità e debolezze di tali persone esaltando il buon senso della donna ormai matura che assiste con tolleranza ai ragionamenti di queste piccole figure gonfie di amor proprio. La ricerca spasmodica di una anima gemella con cui condividere gli ultimi anni della vita sono un catalogo di situazioni comiche e allucinanti di appuntamenti al buio e scambi di annunci tramite messaggistiche per incontri che terminano in uno squallore che può solo rappresentare un momento di riscatto e rinascita per la protagonista.
La necessità di trovare affinità intellettuale, passione e interessi comuni in persone decisamente indifferenti e focalizzate su obiettivi tanto meschini quanto inconsistenti di “toccata e fuga” mette la nostra in uno stato d’animo immediatamente comprensibile e solidale in cui non solo non si può non fare il tifo per questa deliziosa figura femminile ma suscita in chi legge la voglia di poterla davvero incontrare un giorno, giusto per dirle quanto la si comprende per il suo modo magistrale di esporre la propria divergenza.
Rinaldo Picciotto
La scrittrice:
Viola Veloce è lo pseudonimo di un’impiegata dislessica con la passione per la scrittura. Ha conquistato il pubblico in rete con la serie “Omicidi”, quattro gialli ironici ambientati in ufficio, in condominio, a scuola e in parrocchia. Con la sua dark comedy ha trasformato la routine in un teatro degli equivoci a colpi di crimini e humor nero.












