Elisabeth Sanxay Holding – Il capro espiatorio

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Editore Le Assassine / Collana Vintage
Anno 2026
Genere Noir/Giallo
224 pagine – brossura
Traduzione di Paola De Camillis Thomas


Da sempre seguo la casa editrice Le Assassine, che nel tempo ha saputo regalarci romanzi che vanno al di là della storia e narrano un tempo e uno spazio distribuiti in tutti i Paesi del mondo, facendoci entrare in realtà sconosciute ai più attraverso le voci delle scrittrici che si sono avvicendate. Siamo andati in Marocco, Corea del Sud, Malesia, Repubblica Ceca, Turchia, Iran.
Donne che hanno lottato per i loro diritti, donne che entrano nel cuore di noi lettori e che ci amplificano le notizie che forse arrivano a noi filtrate e edulcorate.
Le sue collane – dichiara – non seguono una formula: cercano invece la sorpresa, la complessità.
E ogni storia scivola come un’auto su una macchia d’olio, capace di tenerci comunque incollati al sedile e non sbandare, lasciandoci testimoni consapevoli della realtà che ci circonda.

Elisabeth Sanxay Holding, nata nel 1889 a New York, scrisse romanzi rosa nel 1920 ma, a seguito del crollo della borsa nel 1929, si dedicò essenzialmente alla narrativa hardboiled, più proficua e vantaggiosa, incentrandosi soprattutto al sottogenere dei romanzi polizieschi. Ne scrisse diciotto tra il 1929 e il 1954 e tutti con protagonista il tenente Levy, che peraltro troveremo anche in questo romanzo, Il capro espiatorio, dal titolo originale di The Innocent Mrs. Duff.

Qui la storia parte da Jacob Duff, siamo negli Stati Uniti nel 1946. Un uomo qualunque rimasto vedovo e con un figlio, risposatosi con Reggie, ex modella e moglie premurosa e devota. Lo tormenta una sorte di insofferenza a tutto e tutti, si sente in qualche modo perseguitato e, seppure non abbia particolari problemi economici, una moglie che lo ama e una vita piuttosto agiata, sembra non bastargli. Vede complotti dappertutto, colpevolizza chiunque per la sua inettitudine e la sua grassezza e l’unica donna per cui sente un affetto “interessato” è sua zia Lou: sessantacinque anni, vedova vitale e sportiva, grande viaggiatrice e una situazione economica molto fiorente. Fierissimo di essere il suo futuro erede, fin da piccolo lei è sempre stata il suo punto di riferimento.
Mentre Reggie, la sua presenza, il suo entusiasmo, perfino il suo modo di salutare lo irritano, ma nel contempo lo terrorizzano. Ha perfino paura a rimanere solo con lei, sicuro di non avere argomenti di conversazione.
Ha il vizio del bere, Jacob, e più beve e più incolpa gli altri della sua condizione. Beve anche contro la sua volontà, dichiara, perché l’alcool lo aiuta a prendere coraggio. Non dorme e non mangia più, nasconde bottiglie di whisky e gin e nega di essere un alcolizzato, anzi. È convinto che l’alcool lo aiuti a mantenere la lucidità necessaria per i suoi piani malvagi.

In questa spirale di frasi non dette, di manie di persecuzione, ogni figura assume una doppia identità per il protagonista, ma in realtà l’unico ad averla è proprio Duff e gli altri personaggi agiscono di conseguenza a seguito delle sue azioni, innescando un vortice di eventi spaventosi in cui esso stesso sarà artefice del suo destino.
Nel panorama di investigatori e commissari, ogni tanto fa piacere una lettura nella quale l’aspetto procedurale e la focalizzazione su un unico protagonista investigatore vengono accantonati per concentrarsi sull’animo umano e sulla sua mente, capace di generare nello stesso tempo il Male e la giustificazione delle azioni malvagie che vengono compiute per il proprio benessere.
Un domestic noir che non risente assolutamente del tempo intercorso dalla sua prima pubblicazione, con il mirino puntato verso una classe sociale molto attenta all’apparenza che cela una grave fragilità di fondo.
Una scrittrice molto apprezzata ai suoi tempi, e se Raymond Chandler disse di lei che era la migliore scrittrice di suspense di tutti i tempi, non faccio fatica a crederci.

Cecilia Lavopa


La scrittrice:
Elisabeth Sanxay Holding è nata nel 1889 a New York, dove ha vissuto e studiato. Nel 1913 sposa George Holding un diplomatico inglese e con lui vive in diversi Paesi del Sud America. Inizialmente scrive romanzi rosa, ma con la crisi del ’29 passa alle storie gialle, più remunerative: tra il 1929 e il 1954 ne scrive diciotto più racconti per le varie riviste. Nel 1949 Raymond Chandler, acclamato scrittore dell’hard-boiled la incorna “migliore scrittrice di suspense”. Muore a New York nel 1955.