Editore E/O – Collana Dal Mondo
Anno 2026
Genere thriller
384 pagine – brossura e ebook
Traduzione di Alberto Bracci Testasecca
Riecco sui nostri scaffali Ian Manook, autore francese che ha raggiunto la fama, nel suo Paese e nel nostro (e non solo), con la fortunata e splendida trilogia dedicata a Yeruldelgger, il poliziotto di Ulaanbaatar, capitale della Mongolia.
Stavolta, l’autore ci accompagna in una nazione altrettanto remota geograficamente ma tutto sommato più nota, ovvero la Corea del Sud. Incontriamo subito Marc Verneuil, un turista francese cinquantenne in visita a Seoul con l’amatissima moglie Madeleine. Marc, un ex poliziotto diventato un noto giallista in patria, va a visitare uno storico mercato del pesce lasciando la moglie, appassionatissima di K-pop, in auto. Quando ne esce, però, l’auto non c’è più. E nemmeno Madeleine.
Furioso, Verneuil affronta a muso duro l’anziana custode del parcheggio, un’anziana signora che non parla né il francese né l’inglese, e questo suo atteggiamento fa scattare un’enorme rissa dalla quale il turista viene salvato da Lee Min-ho (lo stesso nome di un notissimo attore, noto rubacuori, cui non assomiglia per nulla), un ex poliziotto che parla francese caduto in disgrazia perché, dopo anni come infiltrato nella malavita locale, ha contribuito all’incarcerazione di vari colleghi e superiori corrotti. Per evitare battute dovute all’omonimia, Lee Min-ho è noto a tutti con il soprannome di Gangnam. Già, è lui a dare il titolo al romanzo, non il noto quartiere raffinato della capitale sudcoreana.
Le indagini sul rapimento della donna vengono all’inizio affidate a un’ispettrice che ce l’ha con Gangnam perché uno dei poliziotti arrestati è suo padre, ma costei le delega a Park, una giovane collega con l’aria da ragazzina, con la scusa che sa parlare il francese. Gangnam, nel frattempo, si ritrova costretto a contattare alcuni dei suoi vecchi “amici” malavitosi, in particolare il pericolosissimo boss Lupo Blu.
Una lettura veramente avvincente, immersa in una cultura che nell’ultimo decennio abbiamo iniziato a conoscere sempre di più ma che mantiene zone d’ombra, nelle quali Manook cerca di condurci guidati dal suo protagonista. Un protagonista, peraltro, che sembra avere non pochi punti di contatto con il già menzionato Yeruldelgger e anche con Kornelius, protagonista di due romanzi (e, speriamo, di un terzo che ci è stato promesso). Pur non essendo più un poliziotto come invece sono gli altri due, infatti, Gangnam ha in comune con loro l’atteggiamento da “lupo solitario” e la volontà di esporsi al pericolo per chi è loro vicino, anche in questo caso un turista straniero mai incontrato prima. Ma anche Marc Verneuil mostra alcune di quelle caratteristiche, dall’impazienza di fronte alla burocrazia al voler prendere l’iniziativa senza curarsi delle possibili conseguenze, personali e non solo. Allo stesso tempo, però, si tratta di un romanzo di tipo nuovo rispetto alla produzione precedente dell’autore, con moltissimi aspetti originali.
Confrontato con i precedenti romanzi di Ian Manook, questo “Gangnam” è un po’ meno concentrato sul regalarci un ambiente nuovo, vagamente selvaggio ma comunque estremamente esotico e pericoloso. Stavolta infatti siamo a Seoul, una megalopoli, circondati da persone, da cose che succedono. La trama centrale, quella che parte dal rapimento di Madeleine e finisce per coinvolgere, tra gli altri, una giovane stella del K-pop e per causare disordini gravissimi, è veramente interessante, piena di sorprese che il lettore davvero non poteva aspettarsi.
Da notare anche la vitalità della lingua, almeno nella bella traduzione dell’ottimo ed esperto Alberto Bracci Testasecca.
“Gangnam” è un thriller davvero apprezzabile, nello stile delle opere precedenti di Ian Manook ma allo stesso tempo decisamente diverso e separato da esse. La possibilità di un seguito resta, ma potrebbe anche trattarsi di un romanzo a sé stante.
Aspettiamo di scoprire dove l’autore vorrà portarci la prossima volta.
Marco A. Piva
Lo scrittore:
Ian Manook è scrittore, giornalista, e editore francese di origini armene. Autore di numerosi romanzi, è noto in particolare come autore della trilogia Yeruldelgger, per la quale ha ricevuto il Gran Prix delle lettrici di Elle, il premio SNCF per il romanzo poliziesco e il premio Quais du Polar.












