Jeff VanderMeer – Assoluzione

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Editore Einaudi / Collana Supercoralli
Anno 2026
Genere Sci-Fi
464 pagine – brossura e ebook
Traduzione di Cristiana Mennella


Vent’anni prima della comparsa del Confine, prima che quattro scienziate lo oltrepassino verso una torre che è un tunnel, prima dell’Area X, ci sono gli eventi di Città morta. Una grande spedizione di militari e scienziati, con le migliori attrezzature e una serie di progetti scientifici da compiere, entra nella foresta, nella palude, stabiliscono un perimetro e montano l’accampamento. Gli abitanti della Costa dimenticata inventano cospirazioni su quello che i forestieri fanno nell’area e come al solito sentono che c’è qualcosa di strano ma sbagliano completamente il cosa. Nessuno si chiede del perché Città morta sia stata abbandonata, forse non credono nei fantasmi delle cose e del paesaggio. Qualcosa poi succede ai membri della spedizione, tutti i prodromi e le conseguenze di quello che è successo e quello che succederà. La spedizione comincia a notare comportamenti abberranti nella fauna locale fino a diventare loro stessi aberrazione. Il vecchio Jim, un operativo della Centrale che conosce quei luoghi, un uomo violento in cerca forse di redenzione, è incaricato di capire cosa è andato, ancora una volta, orribilmente storto.

– Ricordi altri particolari?
– Non era un disastro nucleare o roba del genere. Più come se tutti stessero facendo la loro vita e il giorno dopo non ci fossero più. Com’è possibile? Come sarebbe mai possibile?
E il freddo, il vecchio Jim ce lo aveva addosso o era il vento dal mare? La «profezia» di Jack, che gli era stata annunciata da fonti illegittime, precognizioni e ciarlatani a cui gli altri della Centrale non credevano.
– E quando le hai guardate tu, cosa hai visto?
Un tic pulsò sotto l’occhio sinistro di Raga Spillo, come se qualcosa di piccolo sottopelle stesse cercando di uscire.
– Ho visto un esercito combattere una luce strana tra due montagne, – disse.

Assoluzione è il quarto libro della Trilogia dell’Area X, capolavoro-monumento del New Weird di Jeff VanderMeer. Un capitolo inatteso e (apparentemente) non necessario di una saga perfetta porta al lettore e alla lettrice un momento di spaesamento. Scrittura e immaginario di VanderMeer sono infatti andati avanti rispetto all’opera che lo ha consacrato. Borne è un altro capolavoro, Colibrì salamandra è un collapse thriller maestoso e Dead Astronauts, ancora inedito in Italia, è superiore per struttura e potenza letteraria a tutti i titoli sunnominati. Perché VanderMeer ha riaperto l’Area X riguarda il suo autore ed è un mistero che sembra bene non venga esplorato. Detto questo, Assoluzione è diviso in tre parti, tre momenti che si avvicinano all’ora X della spedizione della biologa in Annientamento. Nella timeline degli eventi Assoluzione appare come un prequel di Annientamento, una missione secondaria nella trama di Autorità, un seguito di Accettazione. Questa descrizione schematica della struttura del libro è approssimativa e allo stesso tempo adeguata. Assoluzione è in ogni caso un ulteriore strato geologico-narrativo su cui disastri e catastrofi del fronte interiore e su tutto lo psicopaesaggio hanno reso quasi impossibile una del tutto coerente linearità. Quello che è successo nella trilogia compromette lo svolgersi del passato di Assoluzione. Una volta realizzato questo, il senso complessivo del romanzo comincia a brillare, in modo potente. L’area X è in formazione ed è già formata, non compone ancora i suoi poemi criptici ma sta cominciando; l’assimilazione non è cominciata, i conigli bianchi non sono ancora stati introdotti eppure sono lì. Passato e futuro riversano nel presente conati di possibilità. L’originaria spedizione delle quattro donne sembra studiata per rispondere agli eventi di Assoluzione. In qualche modo così, un ciclo si conclude ma ogni tentativo di contenere la trama dell’Area X in una circolare è sintetico oltre che errato. Assoluzione non è un innesto, è organico alla trilogia, VanderMeer svolge ancora una volta quello che promette: questa è una guerra tra futuro e passato, il presente è testimone e campo di battaglia. Il lettore e la lettrice assistono infatti su pagina alla formazione di un iperoggetto.

Eppure il vecchio Jim non sarebbe arrivato in fondo al mistero, anche se aveva superato tutte le prove, anche se ne aveva appreso i contorni principali. Un agente del futuro che agiva sul passato, ma perso tra le variabili, tra gli inattesi danni collaterali, ferito a morte mentre tentava di cambiare… cosa? Costretto a entrare in letargo, a nascondersi nel sottosuolo, per sfuggire al nemico, per sottrarsi proprio al destino che desiderava cambiare – il futuro che colonizza il passato, come se ogni momento avesse una permeabilità che non si può negare né controllare, come una mano tesa nell’acqua che le scorre a lato tornando al fiume. Un uomo che attraversa i canneti con un enorme rettile al fianco. Con tutta la storia davanti.

Importanti e allo stesso tempo non necessari chiarimenti ed evocazioni per la lore dell’Area X. La Centrale viene mostrata nella sua forma più rapace, brutale. Questo giocare con il paranormale, questo sperimentare sugli umani e sugli habitat per il controllo scatena l’ulteriore perturbante ambientale. A forza di giocare con progetti di ipnotismo, condizionamento, allucinogeni e tutto il baraccone da MkUltra uomini e donne della Southern Reach sono inciampati su qualcosa che cambia la natura del tempo e la natura stessa. Ecco ulteriormente delineata la lotta per il controllo, per il contenimento, fino al collasso. Bellissime sono molte pagine di puro orrore cosmico ma ancora più rilevanti se possibile sono le continue rotture del fronte interiore dei personaggi, delle entità che vagano, di quello che pagina dopo pagina si compone come uno psicopaesaggio non umano, non comprensibile ma solo percepibile. I riferimenti letterari al surrealismo, alle visioni dei poeti maledetti, danno delle coordinate ulteriori sulla traditio lampadis dell’imaginative fiction di VanderMeer. Ottimo ancora il personaggio di Lowry, torrente di profanità contro l’unheimlich diffuso e fluido, percepibile e non comprensibile, il più umano dei personaggi, che sembra continuare a gridare cosa diavolo stiamo facendo qui. Cosa è qui, in questo pianeta alieno chiamato Terra, stabilisce il livello di spaesamento o negazione che il lettore e la lettrice vogliono accettare. Fazioni si delineano e di fronte alla limitata comprensibilità del reale non possono non degradarsi immediatamente in culti.

Nel titolo di un saggio-intervista a Jeff VanderMeer, inedito in Italia, c’è l’immagine e la chiave per l’immersione nella lettura di Assoluzione: None of this is normal (University of Minnesota Press, 2018). Questo è un balsamo per chi legge, come riscoprire una direttiva cognitiva e svegliarsi da un condizionamento; questo non è normale come antidoto contro gli scrittori della negazione di cui parlava Amitav Gosh, che spingono per la normalizzazione del cambiamento climatico, delle catastrofi umanitarie, della degradazione delle istituzioni umane tutte. Assoluzione è un altro importante momento dell’utopia oscura che è la saga dell’Area X, grande struttura metaforica della condizione antropocenica. Anche in questo libro VanderMeer prosegue con altri mezzi il lavoro di Ballard e Burroughs.

Antonio Vena


Lo scrittore:
Jeff VanderMeer è autore di racconti e romanzi con cui ha vinto il BSFA Award, il World Fantasy Award, il Nebula Award, e con cui è stato finalista allo Hugo Award. Scrive per numerose testate fra cui il «New York Times», il «Guardian» e il «Washington Post». Einaudi ha pubblicato l’intera trilogia dell’Area X: Annientamento, Autorità e Accettazione (nei Supercoralli nel 2015 e nei Super ET, in un unico volume, nel 2018), tradotta in trentasette lingue, che ne ha fatto uno dei massimi esponenti del genere fantascientifico, Borne (2018), Colibrí Salamandra (2022) e Assoluzione (2026). Nel 2018, Alex Garland da Annientamento ha tratto l’omonimo film distribuito da Netflix.