R.J. Ellory – La Strada Per L’Inferno

1878

Editore 21editore Collana Peñarol
Anno 2017
Genere Thriller
499 pagine – brossura e ebook
Traduzione di Nicola Manuppelli


Credo che ognuno di voi abbia uno o più libri che, ogni tanto, rilegge. È un po’ come rivedere un film, o riguardare una serie. Ci sono personaggi, situazioni, descrizioni, che si stampano nel nostro DNA e che, a volte, ci aiutano a superare momenti tesi, o ci supportano quando ne abbiamo assolutamente bisogno. Libri, racconti, film, che ci riconciliano – in parte – con l’essere umano, o, molto più semplicemente, ci “mettono in bolla”. Alcuni ci fanno piangere e li rileggiamo, o li riguardiamo, proprio andando a cercare quell’aspetto. Con altri ci sbellichiamo, altri ancora li cerchiamo proprio per la loro capacità di descrivere lo stato delle cose, la vita, la società, i rapporti interpersonali, le vicende terribili e terrificanti del mondo comune. Sono libri che nella loro crudezza ci aiutano a toglierci dagli occhi quei veli di falsità, quella forma ingenua ed infantile con cui ricopriamo le brutture con colori pastello. Libri che sprigionano malessere, che sono intelligenti, bui, terribili, inquietanti ed ipnotici, la cui tensione costante ci serve in modo taumaturgico per tirare un sospiro di sollievo nel momento in cui tutto finisce. E li cerchiamo proprio per questo, oppure – come in questo caso – ti arrivano inaspettati tra capo e collo.

Dopo un “Inferno in Church Street”, sono capitato in un altro “Inferno” e anche qui abbiamo un viaggio terribile. “La strada per l’inferno” è, come dicevo poco fa, un libro intelligente, incredibilmente intelligente, cupo e spaventoso sul quale puoi azzardare un ragionamento solo a bocce ferme, solo quando il libro lo hai terminato e c’hai pensato un po’ su. Il racconto ti mette davanti due fratellastri che subiscono dalla vita la situazione più orrenda – vedono uccidere la loro madre  – e poi si ritrovano sbattuti nel mondo. E voi, con l’occhio metodico del narratore, sarete spettatori del loro inferno e di come cerchino in tutti i modi di evolvere da bambini in persone sperimentano il degrado e la disperazione dei Servizi Sociali, facendo scelte in base alla loro età e al ruolo che la vita ha loro assegnato senza chiederlo. L’inferno di Clarence Clay Luckman ed Elliott Dazinger comincia quando i due si ritrovano soggiogati a Earl Sheridan, un serial killer come pochi avete letto.

Perché non scelga di ucciderli, all’indomani della sua fuga, rimane nell’ambito della follia dell’uomo. I due si trovano trascinati in giro per il paese come pupazzi, dovendo assistere agli efferati omicidi che Sheridan ammannisce senza alcuna remora, uccidendo senza alcuna pietà tutti quelli che incontra. Ma. nonostante ogni capitolo si chiuda preannunciando l’orrore in arrivo nel successivo, il messaggio nascosto – a volte molto bene, ma è per questo che bisogna ragionarci a libro finito – è un messaggio di speranza. Iniziate inconsapevolmente a percepirla quando i due ragazzi iniziano a reagire, a “scegliere”. Ve ne accorgerete sempre più quando l’inquietudine diverrà sempre più elevata perché verrete portati senza preavviso e brutalmente nella mente dei due ragazzi. E allora ecco che questo nascosto senso di speranza si muterà in tensione, fortissima tensione, perché vi chiederete se riusciranno, sarete nervosi e tesi come corde di violino subendo l’attesa delle possibili conseguenze.

Quando quel poco di speranza che avevate accumulato, inconsapevoli, apparirà quasi come inesistente, ecco che troverete altri segni – amore, sfida, coraggio, empatia – che vi rinsalderanno, ma il libro metterà a dura prova la vostra costanza di lettori, perché vi butterà in faccia situazioni terribili che potrebbero anche disturbare i più sensibili. Ma in fondo, molto in fondo, eccovi il filo di speranza, lasciato come un biglietto sul frigo, che vi ricorda che è l’uomo l’artefice di se stesso – il sallustiano homo faber fortunae suae – e che la sorte è una mera scusante.

Come dicevo, ci sono punti in cui la violenza è molto forte, così forte che potrebbe mettere a disagio, ma non vi è nulla di gratuito: la psicopatia di Earl è ai massimi e tutto serve solo a mettere in giusta prospettiva in quale girone dell’inferno siano capitati i due ragazzi. Se volete un libro che vi porti, a volte vi trascini per i capelli, in posti molto difficili e che vi sfidi ad ogni pagina, sarete accontentati.

Michele Finelli

[divider] [/divider]

Lo scrittore:
Roger Jon Ellory è un famoso scrittore inglese di romanzi thriller. La sua lunga ed interessante biografia lo colloca nelle classifiche internazionali di best-sellers e potrete leggere tutto questo sul suo sito: http://www.rjellory.com/about/biography/
Abbiamo avuto il piacere di intervistarlo nel 2012 e l’abbiamo incontrato a Milano nuovamente nel 2016 durante il tour di presentazioni in Italia dei suoi ultimi romanzi che portano il marchio della casa editrice 21 Editore: Il circo delle ombre e Il diavolo e il fiume. Se volete leggere gli articoli, cercateli sul blog.