Editore Amazon Publishing / Collana I casi dell’avvocato Berni
Anno 2019
Genere Thriller
297 pagine – brossura e ebook
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“Oggi due miei clienti mi hanno pagato l’onorario con un disco, una bustina di marijuana e un po’ di soldi. Su un tavolo del bar, perché non ho uno studio. Alla fine non credo di essere proprio un avvocato. Sono più uno che risolve i casini a un branco di disperati. Solo che certe sere è più disperato di loro e avrebbe bisogno di qualcuno che risolvesse i suoi di casini.”
Ecco a voi Leo Berni, personaggio creato dalle sapienti mani di Riccardo Bruni, tornato alle stampe con Una sera di foglie rosse.
La storia che Bruni ci racconta si svolge nella bella Siena. A suonare un giorno al campanello di casa di Berni, sarà Saverio Boncelli – primario al policlinico Le Scotte – un vecchio amico che non ha mai sopportato perché gli ha portato via l’amore della sua vita, Gabriella Gabellieri, diventata proprio la moglie di Saverio. Una sofferenza indicibile per Berni. Gabriella è scomparsa e Saverio chiede proprio a Leo una consulenza legale. Gabriella è una critica d’arte, stava organizzando una mostra delle opere di Duccio di Portaluce, pittore che ritraeva il diavolo. E proprio il giorno della scomparsa della donna al Santa Maria della Scala, luogo dove sarebbe stata allestita la mostra, Gabriella e Saverio hanno avuto un forte litigio davanti a diversi testimoni. Complici alcune prove che la polizia riscontra all’interno dell’abitazione della coppia, aggiunte al litigio, faranno si che Saverio diventi il primo indiziato per la scomparsa di sua moglie.
“Ma poi per cosa ? Ma davvero voglio infilarmi in questa storia?
Faccio bene a chiedermelo, perché in genere difendo microcriminali tutti consapevolmente colpevoli che cercano solo di evitare pene severe. Questo è quello che faccio, ormai da anni. E non ho più avuto intenzione di cambiare. Motivo per cui una storia come quella di Saverio l’avrei rimbalzata in cinque minuti, se non fosse che…
E’ sempre quel dannato “se non fosse che” a mandarti nei casini. Anche quando tracci una rotta semplice, che sarebbe facile da seguire, così, lineare, fino in fondo: potresti davvero rigare dritto senza ostacoli, se non fosse che. Gabri è il mio “se non fosse che” di oggi”.
Come si intuisce Leo ha accettato l’incarico, e lo ha fatto solo per Gabri. Vuole capire e scoprire cosa le è successo, è il suo obiettivo primario. I ricordi riaffiorano, non sono mai andati via. La loro storia, il loro amore, la loro passione, tutto è tracciato in maniera indelebile nella sua anima. Gabri è stata troppo importante per lui, non può rifiutarsi, non può desistere.
Riccardo Bruni ci regala tante informazioni su Leo Berni.
Di Leo sappiamo che adora quando rientra a casa indossare la sua vestaglia, mettere su uno dei suoi amati vinili, quelli dei Pink Floyd in particolare, e sdraiarsi sul divano. Descrive in maniera sublime la bellezza e l’unicità dei vinili, l’incanto e il fascino che emana il suono che scaturisce . Lasciarsi cullare dalla musica, sognare, immaginare, ma anche fare i conti con se stesso nella più completa solitudine nel mondo, in quello spazio che ci ritagliamo una volta chiusa la porta di casa.
Sappiamo che ha dei carissimi amici, quelli con cui condividere chiacchiere, prese in giro, serate, momenti importanti. Quegli amici con i quali basta uno sguardo per capirsi, quando le parole non servono e guardarsi negli occhi è sufficiente per sentirsi vicini .
Sappiamo che ama camminare e raccogliere i pensieri, anche quelli brutti, soprattutto quelli brutti, quelli che fanno male, perché siamo probabilmente i maggiori nemici di noi stessi e i sensi di colpa la fanno da padroni.
Sappiamo che ha una figlia, Nora, che non vive con lui, con la quale è difficile comunicare. Certo Leo non fa i passi giusti, ogni scusa è buona per rimandare una telefonata, c’è sempre altro da fare e posticipa sempre il momento da dedicare a quella benedetta telefonata. Ogni volta sembra che debba scalare l’Everest e, forse, paradossalmente sarebbe più facile rispetto al dover chiamare e instaurare un dialogo con la propria figlia. I sentimenti sono sempre i più difficili da affrontare, costa fatica, è un allenamento costante e continuo che non sempre rende gli effetti sperati.
Sappiamo che conoscerà Claudia Perrone, giornalista di cronaca, che segue il caso della scomparsa di Gabriella. Claudia contatterà Leo per avere informazioni, ma la loro sarà una vera e propria collaborazione. Claudia è una ragazza che crede nel suo lavoro, che vuole fare il meglio e ha degli obiettivi. Insomma, è una tosta. Molto interessante il rapporto che si instaurerà tra i due.
Questo e altro scoprirete suo Leo Berni quando leggerete Una sera di foglie rosse.
Riccardo Bruni ci racconta di una persona non certo facile, non perfetta, che non si nasconde, consapevole dei propri difetti, che si punisce abbastanza, ma non esita nonostante tutto ad affrontare una situazione difficilissima perché quell’amore che si porta dentro dal passato lo scuote ancora. E sa essere anche divertente e sagace in tante delle sue esternazioni.
E’ un libro molto intimista, ho sottolineato ed evidenziato tante di quelle frasi e di quei pensieri che mi hanno particolarmente colpita, che sono andate a toccare certe corde. E’ una storia legata si alla ricerca di una persona scomparsa, ma che pone il suo accento anche sulla sfera legata ai sentimenti umani, alla difficoltà di vivere con se stessi.
I risultati delle indagini, come spesso accade, lasceranno l’amaro in bocca per la sempre più inquietante cattiveria umana.
Vi lascio l’incantevole descrizione legata al titolo del libro.
“E certe cose diventano bellissime proprio quando si avvicinano alla fine. Pensa alle foglie degli alberi. C’era un marasco, vicino a casa dei miei. Non era un bell’albero. Insomma, non era come, non so, una quercia o un tiglio. Era un albero, tutto qui. Anche un po’ storto. D’inverno era spoglio, in primavera si copriva di fiori bianchi, poi foglie verdi e in estate frutti rossi. In autunno, le foglie diventano tipo gialle e poi arancioni e poi sempre più rosse. Ecco, quando arrivano ad essere rosse erano meravigliose. Solo che cadevano poco dopo. Da un giorno all’altro, pum, l’albero era spoglio. Il tramonto è la stessa cosa. Un gran bel finale. “
Cecilia Dilorenzo
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Lo scrittore:
Trovate la sua biografia qui: http://www.riccardobruni.com/biografia












