Giorgio De Maria – I Trasgressionisti

2037

Editore Frassinelli
Anno 2019
Genere Noir
128 pagine – brossura e epub
Edizione originale: Mondadori, 1968

[divider] [/divider]

Dieci anni dopo la morte in età avanzata dell’autore, la Frassinelli continua nell’opera di riedizione dei romanzi del critico, musicista, autore televisivo e drammaturgo torinese Giorgio De Maria, iniziata nel 2017 con “Le venti giornate di Torino”, ri-pubblicando a cinquantun anni dalla prima uscita il suo romanzo d’esordio, “I Trasgressionisti”.
Il protagonista e narratore, il cui nome non viene mai menzionato, è un uomo come tanti, impegnato nel lavoro e nelle ultime fasi dell’organizzazione del matrimonio con l’amata Liliana; non è contento della piega che la società contemporanea sta prendendo, ma sopporta con pazienza e rassegnazione.
Un pomeriggio, è a passeggio nel centro di Torino con un amico quando nota un fatto molto curioso: uomo distinto, sulla cinquantina, entra in un raffinato negozio, incrocia lo sguardo di un giovane commesso e i due rimangono a fissarsi, in mezzo ai clienti e sotto le luci, per oltre un quarto d’ora, per poi allontanarsi l’uno dall’altro senza un cenno. Silvio, l’amico del protagonista, gli spiega che si tratta di due Trasgressionisti; anzi, l’uomo meno giovane è il Maestro dei Trasgressionisti torinesi.

Qualche giorno dopo il protagonista incontra nuovamente, per caso, il Maestro, e lo segue curioso, notando che per la maggior parte del tempo questi si comporta in maniera assolutamente normale, anche in un ambiente per il narratore intollerabile come un bar di moda nel fine settimana. Ma poi il Maestro compie una minuscola azione inattesa, e il protagonista vede la sua attenzione ridestata.
Ritrovato l’amico che gli aveva menzionato i Trasgressionisti, lo convince a presentarlo al gruppo, che si incontra nel retro di un fumoso locale jazz. Lì, il protagonista scopre uno stile di vita completamente nuovo, diventando a sua volta un Trasgressionista. E qui mi interrompo per non anticipare troppo.

“I Trasgressionisti” è un romanzo piuttosto breve, ma onestamente fatico a immaginare come avrebbe potuto essere più lungo. De Maria lo narra in maniera piuttosto essenziale, mantenendo sempre e comunque il punto di vista del protagonista, la cui esperienza nel Trasgressionismo si fa sempre più intensa.
Visto l’anno in cui il romanzo è stato originariamente pubblicato, non è difficile intuire (o forse forzare con il senno di poi?) il fatto che con il Trasgressionismo De Maria ha voluto ritrarre i movimenti sociali e politici di quegli anni, con i loro principi sicuramente giusti e necessari ma anche con conseguenze che, in alcuni casi, si sono rivelate eccessive e pericolose non soltanto per gli individui che le hanno provocate.
Che la metafora sul movimento del Sessantotto sia voluta o semplicemente causata dall’atmosfera che certamente l’autore, politicamente attivo, respirava durante la stesura del romanzo, comunque, l’impressione resta forte.
“I Trasgressionisti” non è esattamente una lettura scorrevole, visto che spesso il narratore si perde nei propri pensieri contorti da Trasgressionista, ma è sicuramente un interessante specchio dei suoi tempi e senza dubbio anche di un autore molto originale.

Marco A. Piva

[divider] [/divider]

Lo scrittore:
Giorgio De Maria è nato nel 1924 a Torino. È stato critico teatrale per l’Unità torinese dal 1958 al 1965. Nel 1958 ha fatto parte con Liberovici, Straniero, Calvino, Fortini e Amodei del gruppo «Cantacronache» per il rinnovamento della canzone italiana. Ha pubblicato, tra l’altro, Le canzoni della cattiva coscienza (1964, in collaborazione con Eco, Straniero, Liberovici e Jona) e i romanzi I trasgressionisti (1968), I dorsi dei bufali (1973), La morte segreta di Josif Giugasvili (1976). Le venti giornate di Torino uscì per le edizioni Il Formichiere nel 1977. In seguito Giorgio De Maria non ha più pubblicato nulla, ed è morto nel 2009.