Editore Baldini+Castoldi
Anno 2019
Genere Narrativa
348 pagine – brossura e epub
Protagonista della storia è Milo Molteni, un pubblicitario specializzato in campagne sociali, che dopo aver acquistato l’appartamento sopra il suo, visto che la coppia anziana che ci abitava era morta, scopre che non esiste solo una porta di entrata, ma una seconda, all’interno della casa, che conduce chissà dove.
Da quella porta entra un giovane extracomunitario, Adam, in fuga da varie situazioni nelle quali si troverà coinvolto, ahimè, anche Milo.
Montanari riesce a descrivere la storia senza cadere nella retorica o nella demagogia. Si punta l’accento sulla repulsione iniziale per il corpo estraneo entrato nella propria casa, che lascia il posto a sentimenti contrastanti. A pensare che tutti ci facciamo cullare dall’idea che a essere anormale sia la vita degli altri e non la nostra.
Di quanto possa commuovere più un bambino dagli occhi sgranati che da trecento uomini, del sentirsi giudici del destino di altre persone senza pensare alle conseguenze di tale sentenza. E’ un libro che affronta da vicino cosa potrebbe accadere se “l’uomo nero” ce lo trovassimo in casa e non visto alla televisione, se dovessimo condividere con lui le sue paure e le sue angosce.
Milo è un personaggio controverso, con luci e ombre che lo accompagnano, immerso in un ordine del mondo che non può essere quello di Adam e che lentamente lo trasformerà in qualcosa di concreto, di tangibile. Ritroveremo anche il detective Velardi, apparso per la prima volta nel 2009 in “Strane cose, domani”. Un personaggio che può sembrare invadente e che metta in difficoltà, ma al contrario sa essere sempre al posto giusto nel momento giusto.
Raul Montanari ha la capacità di non rendere mai banale un dialogo, un atto, un gesto. Disegna con pochi tratti i personaggi, lasciando all’immaginazione del lettore cosa potrebbero celare una porta o l’animo di un fuggitivo con una storia che travalica i muri di un appartamento e gli stereotipi di alcuni. Perché non esiste una verità assoluta, ma tante sfaccettature della stessa. Come dice Kundera in “L’arte del romanzo”, “il mondo basato su una sola verità e il mondo ambiguo e relativo del romanzo sono fatti di due materie diversissime l’una dall’altra. La Verità totalitaria esclude la relatività, il dubbio, l’interrogativo, ed è quindi inconciliabile con quello che chiamerei lo spirito del romanzo.”
Ed è proprio questo lo spirito del romanzo, presentarci più verità, instillare un dubbio, un interrogativo.
Concludo citando una frase del libro mi ha colpita in particolare:
Siamo fatti di passato molto più che di presente, perché il presente si sbriciola fra le nostre mani, attimo dopo attimo. Mentre il passato è un nocciolo duro, roccioso.
Il passato è quella parte del presente che ha meritato di rimanere dentro di noi per sempre.
Da leggere.
Ascoltate la recensione in podcast su OnBooX Radio
Cecilia Lavopa
Lo scrittore:
Raul Montanari ha pubblicato una ventina fra romanzi, saggi e libri di racconti. Fra i più noti, i romanzi La perfezione (1994), Chiudi gli occhi (2004), L’esistenza di dio (2006), La prima notte (2008), Strane cose, domani (2009, Premio Bari, Premio Siderno e Premio Strega Giovani), tutti pubblicati da Baldini & Castoldi, oltre che Il regno degli amici (2015, premio Vigevano, finalista premio Scerbanenco), e il saggio Il Cristo zen (2012). Con Aldo Nove e Tiziano Scarpa ha scritto Nelle galassie oggi come oggi (2001), insolito bestseller nel campo della poesia. Ha firmato opere teatrali, sceneggiature e importanti traduzioni dalle lingue classiche e moderne, da Sofocle a Shakespeare, da Poe a Cormac McCarthy.
Dirige a Milano una famosa scuola di scrittura creativa.












