Editore Marsilio / Collana Farfalle
Anno 2020
Genere Giallo
320 pagine – brossura e epub
Traduzione di Valeria Raimondi
Quando si muore si muore per sempre. Quando si scompare no. Quando si scompare è come se tutto il mondo al quale si apparteneva si sospende all’infinito. I familiari, gli amici, i conoscenti, i vicini di casa, chi si è occupato della scomparsa, tutti, si cristallizzano nel momento esatto in cui la persona scompare. E tutti in un modo o nell’altro si sentono responsabili. Come se avessero potuto fare di più, fare meglio, fare il necessario affinché quella tragedia non capitasse nelle loro vite. Quando si muore chi resta si dà pace. Quando si scompare chi resta la pace non la trova mai.
Cornelia è una ragazza bella e viziata, presuntuosa e arrogante come lo sanno essere solo le adolescenti e in particolar modo quelle che hanno sempre avuto tutto nella vita. Cornelia riesce a mantenere la sua aria di superiorità anche con le sue stesse compagne di scuola. Una scuola ovviamente per ricche signorine, di quelle che si ritengano possano formare la classe dirigente del futuro. In un istituto come questo, però, c’è una insegnante che un giorno decide di “educare” le proprie allieve anche dal punto di vista sociale. E decide di portarle in gita di istruzione a El Paraje, un piccolo posto ai piedi del vulcano Tunik, in Patagonia. Il piccolo paese è stato distrutto tempo prima da una eruzione che ha messo in ginocchio abitanti e ambiente circostante, una vera tragedia che avrebbe decretato la fine di tutto. E invece i sopravvissuti hanno trovato un coraggio che neppure pensavano di avere dentro di loro e si sono ricostruiti un futuro e una vita. Questo è precisamente ciò che l’insegnate vuole che venga appreso da quel gruppo di studentesse adolescenti, viziate, immature, incoscienti delle difficoltà impreviste che la vita può riservare. Un intento del tutto encomiabile se non fosse che El Paraje, sperduto posto nella Patagonia più ancestrale, è il posto più pericoloso e sbagliato dove portare delle sprovvedute e carine adolescenti. Proprio qui una sera, eludendo i controlli dell’insegnante, Cornelia va a ballare con il resto delle amiche del suo gruppo, ma senza che le altre si accorgano quasi di nulla scompare. E scompare per sempre. Nei dieci anni successivi a ogni anniversario della sua scomparsa appare un necrologio di ricordo sul giornale locale della sua città, ma non è la sua famiglia a farlo. In più c’è un misterioso ex ospedale psichiatrico che sembra nascondere infiniti misteri. Che fine ha fatto Cornelia e quanti crimini vengono perpetrati ancora nel piccolo villaggio della Patagonia?
Scomparsa è un giallo intenso. Una storia complessa e sfaccettata che affronta allo stesso tempo la violenza contro le donne, i complicati rapporti familiari, le differenze sociali che in Sudamerica sembrano essere ancora più dure a morire che nel resto del mondo, e la solitudine degli esseri umani, anche quando gli stessi sembrano vivere circondati da tante persone. Nel romanzo della Etcheves c’è una madre che non si rassegna alla scomparsa della figlia e un’altra che deve proteggere i propri ragazzi nonostante l’oscurità delle loro anime. C’è una poliziotta ostinata che deve il suo percorso scolastico a una borsa di studio e una donna con poche possibilità economiche che raccoglie ritagli di necrologi per sentirsi in comunione con le altre anime sole e perse come lei.
Ci sono uomini malvagi e con il buio dentro che trattano gli altri esseri umani come carne da macello. C’è l’esasperato culto del denaro a cui sacrificare persone e valori. C’è quella parte del Sudamerica oscura e ancestrale che nessuno vorrebbe mai visitare e conoscere perché in essa si nasconde ancora il Male primordiale. Ogni sfaccettatura trattata in Scomparsa è una occasione per il lettore di riflessione sulla vita umana e sulla cattiveria degli uomini, poi ovviamente c’è anche la narrazione del giallo in sé, ma la tensione parte da altro, parte dal buio in cui ogni essere umano può cadere. E questo fa più paura di qualsiasi altra cosa.
Antonia del Sambro
La scrittrice:
Florencia Etcheves è nata a Buenos Aires nel 1971, ed è una nota giornalista argentina di cronaca nera che si è occupata dei casi criminali più clamorosi del suo paese, anche come autrice di trasmissioni televisive. Per ben due volte ha ricevuto il Premio Martín Fierro come miglior giornalista donna. Scomparsa ha ispirato il film Perdida (2018), prodotto da Netflix.












