Tullio Avoledo – Come navi nella notte

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Editore Marsilio / Collana Farfalle
Genere Noir
Anno 2021
464 pagine – epub e brossura


Tullio Avoledo è un maestro delle parole, le usa con intelligenza e consapevolezza, le mescola con sapienza, le fa quasi aleggiare sul testo in una sospensione che è data da un utilizzo della punteggiatura da grande narratore, ma anche da quella sua propensione all’ironia che induce a rileggere la stessa frase almeno due volte per capire se si è letto bene.
Io ho amato visceralmente Nero come la notte, ne ho amato ogni dialogo, ogni descrizione ambientale, ogni personaggio e forse è per questo che in Come navi nella notte mi sono ritrovata come appassionata lettrice. Come “cultrice” di Avoledo.
Intendiamoci, il romanzo è magnifico, colto, con un fascino distopico che lo rende una lettura indubbiamente interessante. Ma il protagonista è vincente, e questo lo rende un filo meno credibile del romanzo precedente, le ambientazioni sono dettagliate, ma troppe, e questo a volte fa smarrire il filo della lettura, il tema post pandemia troppo predominante per far gustare appieno l’azione.
Una azione a sua volta che arriva quasi a metà del romanzo, dopo una presentazione particolareggiata del protagonista e un viaggio dalla Germania al Friuli dello stesso altrettanto particolareggiata.

Marco Ferrari, dopo un passato da poliziotto nel quale si è autodenunciato per un pestaggio e ha lasciato il proprio lavoro, si è rifatto completamente una vita in Germania, dove è diventato uno scrittore di successo e ha anche trovato certa stabilità sentimentale. Al seguito della morte dei genitori torna in Italia, in Friuli, sua terra natia, per vendere la casa di famiglia. Qui assiste al rapimento di un uomo anziano che sta passeggiando con il proprio cane in riva al mare. E dato che quando si è stati sbirri una volta poi lo si rimane per sempre, malgrado tutto, si fa coinvolgere in un intrigo internazionale che vede le superpotenze mondiali contendersi la supremazia economia e produttiva.

La grandiosità di “Come navi nella notte”, allora, poggia sull’indiscusso coraggio autoriale di affrontare in un noir argomenti di una contemporaneità spaventosa, di scattare una diapositiva vivida e reale di un mondo in cui l’impotenza delle persone comuni si infrange quotidianamente sul muro di cemento armato dei cosiddetti “poteri forti”. Questo il fil rouge dell’intero romanzo di Avoledo, ed è questo che alla fine fa più paura e lascia i lettori incollati alle pagine.

Antonia del Sambro


Lo scrittore:
Tullio Avoledo friulano, è nato a Valvasone nel 1957 e vive e lavora a Pordenone. Ha pubblicato Mare di Bering (Sironi 2003, Einaudi 2004), Tre sono le cose misteriose (Einaudi 2005), Breve storia di lunghi tradimenti (Einaudi 2007), La ragazza di Vajont (Einaudi 2008), L’ultimo giorno felice (Edizioni Ambiente 2008, Einaudi 2011), L’anno dei dodici inverni (Einaudi 2009), Le radici del cielo (Multiplayer.it 2011) e La crociata dei bambini (Multiplayer.it 2014) – due romanzi ambientati nel Metro 2033 Universe inventato da Dmitrij Gluchovskij –, Furland® (chiare lettere 2018). Insieme a Davide Boosta Dileo ha scritto Un buon posto per morire (Einaudi 2011). Per Marsilio ha pubblicato anche i romanzi Chiedi alla luce (2016), Lo stato dell’unione (2020), L’elenco telefonico di Atlantide (2021) e Nero come la notte (2020, premio Scerbanenco).