Roland Topor – L’inquilino del terzo piano

1982

Editore Bompiani
Anno 2021
Genere horror
182 pagine – brossura e epub
Traduzione di Giovanni Gandini


Topor scrive questo romanzo breve nel 1964, due anni prima insieme a due dei suoi compagni di vita e di scrittura più stretti dà vita al “Movimento panico”, che nell’idea dei fondatori è una sorta di superamento del surrealismo classico perché in esso trova ampio spazio perfino l’ironia e il caos.
Ebbene, L’inquilino del terzo piano possiede tutti questi elementi con in più un tocco di sociale che spinge i lettori a chiedersi come mai anche le persone che di solito si frequentano di più, che dovrebbero conoscerci meglio, alla fine non si accorgono mai sul serio che stiamo sprofondando.
Trelkvosky unico e vero protagonista di questo scritto è l’emblema di una società cattiva, egoista e distratta. E finisce per soccombere a essa nell’indifferenza generale e insieme aiutato un tantino, con una piccola spinta, da presenze malvagie e mostruose.

Fa paura tutto questo al lettore? Assolutamente sì!
Fa paura leggere di presenze inquietanti e ostili e fa paura leggere di indifferenza, individualismo, insensibilità. Perché è per questo che lo sfortunato, grottesco, fragile e sciocco Trelkvosky si trova catapultato in un incubo a occhi aperti.
Lui, in realtà, sarebbe stato anche un semplice, insignificante e banale impiegato, in una vita adeguata alla sua indole. Ma la società prima innesca una crisi che colpisce gli affitti, con appartamenti introvabili e prezzi alle stelle, poi induce il suo primo padrone di casa a sfrattarlo per mero interesse finanziario e infine lo costringe a prendere in locazione un altro appartamento dove solo qualche settimana prima una donna aveva deciso di suicidarsi. La donna, si chiamava Simonetta Choule e Trelkvosky non sapeva proprio nulla di lei prima di andare a vivere in quello che era stato il suo appartamento, al terzo piano di uno stabile solo all’apparenza normale. Qui Trelkvosky è letteralmente costretto dal mondo reale e da quello surreale a diventare “altro”, a soccombere a forze oscure e perfino ad adattarsi ad esse per non crollare. Ma i mostri sono nella società indifferente ed egoista o nei muri e nell’aria dello stabile dove è morta Choule?

Tra l’onirico e il confusionario Topor decide di regalare ai lettori anche molti passaggi di umorismo puro che invece di spezzare il ritmo lo rinforzano rendendo ancora più spaventose le pagine spaventose. Da leggere assolutamente insieme all’amico o all’amica del cuore, magari con un caminetto accesso e le luci soffuse…pensateci…i consigli di Contorni di Noir per il 14 febbraio sono differenti. E buona lettura!

Antonia Del Sambro


Lo scrittore:
Roland Topor (1938-1997) ha studiato alla Scuola Nazionale di Belle Arti di Parigi. Attore, apprezzato incisore e grande disegnatore, ha fondato con Fernando Arrabal il gruppo surrealista “Panique”, collaborato a diverse riviste, realizzato sculture e partecipato a diverse esposizioni in Francia e in Europa. Ha realizzato serie televisive e numerose opere teatrali. Autore di commedie caustiche e irriverenti contro la società borghese, ha scritto fiabe e romanzi (L’inquilino del terzo piano, 1964; Café panique, 1982) e con la collaborazione del regista René Laloux creato innovativi film d’animazione (Les temps morts, 1964; Les escargots, 1965; La planète sauvage, 1972).