Editore Compagnia dei Santi Bevitori
Anno 2023
184 pagine – brossura
Curatrice Elisabetta Camerlo
Titolo: quando le dimensioni non hanno importanza
Stiamo parlando di un libretto di 12 cm. x 17 cm., lungo 184 pagine compreso l’indice, che vale quanto un’enciclopedia del giallo.
In occasione del centenario della nascita di Oreste Del Buono, la Compagnia dei Santi Bevitori di Pistoia, con un racconto di Loriano Macchiavelli e la presentazione di Luca Crovi, pubblica questo che possiamo chiamare saggio, a cura di Elisabetta Camerlo (con la complicità di Loris Rambelli), intitolato “Giallo all’italiana” che posso paragonare a una bomboniera. Nel senso di inutile, penserete? Esattamente al contrario, bomboniera perché è piccolo e prezioso e contiene numerosi consigli sulla letteratura gialla e sulle sue origini.
OdB, come soleva firmarsi, costruisce una disamina del giallo italiano rispetto al suo preferito genere hard boiled, a cominciare dal dopoguerra fino all’inizio degli anni novanta.
Molto critico (asciutto e privo di compiacimenti) nei confronti degli scrittori nazionali, ma anche obiettivo nel soffermarsi su alcuni autori che hanno contribuito positivamente allo sviluppo della narrativa italiana di genere. Cita così Augusto De Angelis, Giorgio Scerbanenco, Loriano Macchiavelli, Renato Olivieri e Fruttero & Lucentini, senza dimenticare alcuni esordienti che hanno trovato accoglimento nei
Luca Crovi descrive all’inizio le tre passioni di Oreste del Buono: il calcio (tifoso milanista), il disegno-fumetto e il giallo-noir. Loriano Macchiavelli, che apre questo volume con un racconto non tagliato né censurato rispetto alla versione pubblicata su TV Sorrisi e canzoni del 1982, condensa questi tre fattori con un racconto che vede come protagonista il suo affezionato Sarti Antonio, agente, in compagnia di Felice Cantoni, agente e Rosas, intitolato “L’intricata storia dell’omicidio di Oreste Del Buono”, dopo aver consultato la “vittima” della sua storia per l’approvazione. Il titolo doveva essere “Hanno ucciso Oreste del Buono”, poi modificato. La vicenda si svolge non in una giornata qualunque, ma esattamente domenica 16 maggio 1982: due squadre, il Milan e il Bologna, furono retrocesse in serie B nella giornata finale del campionato. I tifosi restarono in ansia fino all’ultimo minuto. Il racconto si conclude con un finale alla Raymond Chandler.
Solo per questo varrebbe la pena di accaparrarsi questo libro, ma c’è tanto altro! Un bel modo di cominciare la lettura (preparate il portafoglio! Non ne uscirete indenni) e immergersi in consigli preziosi che riportano alle origini del giallo, alle non velate critiche di Del Buono verso un certo genere di gialli rassicuranti e privi di originalità. Come farebbero a regalare brividi ai lettori e convincerli?
Una cosa in assoluto mi è piaciuta di questo libro: di ritrovare una critica che ormai si sta perdendo (anzi, si è ormai persa del tutto), di recensioni fatte per compiacere, di libri scritti senz’anima.
Sono passati vent’anni da quando Oreste Del Buono è scomparso, ma ciò di cui parlava è e rimane di attualità. Vorrei tanto ritrovare quel contraddittorio anche oggi, ma se dovesse esistere ancora, felice di poter essere smentita.
Libro che non dovreste lasciarvi sfuggire.
Cecilia Lavopa
Lo scrittore:
Oreste Del Buono è stato per oltre cinquant’anni protagonista dell’editoria italiana, nelle molteplici vesti di scrittore, traduttore, giornalista, recensore, editor, scout, direttore di riviste e collane presso le più importanti case editrici e testate nazionali. Significativo il suo legame di amicizia con Giorgio Scerbanenco di cui fu collega, nonché promotore delle avventure con protagonista Duca Lamberti. Tra le numerose pubblicazioni (di narrativa parzialmente autobiografica o di saggistica che tocca i più vari interessi), si ricordano La parte difficile (1947), La debolezza di scrivere (1987), Amici, amici degli amici, maestri (1994).












