William Raineri – Chi porta le ombre

948

Editore SEM
Anno 2023
Genere Noir
288 pagine – brossura e ebook


Un titolo evocativo, un richiamo alle ombre che possono essere rifugio, ma anche zone oscure mai esplorate o tragici fatti del passato che non si vuole riportare alla luce. Segreti scomodi da celare sotto il peso di una coscienza ferita e dilaniata dalla guerra, dai bombardamenti, dalla resistenza, ma soprattutto dalle lotte interne, quelle più difficili da combattere. Un noir camuffato da romanzo storico che traccia un linea di congiunzione immaginaria tra le barbarie del secondo conflitto mondiale e la brulicante tranquillità del dopoguerra attraverso una fitta rete di misteri che collegano una serie di suicidi alle macabre nefandezze di azioni militari del passato.

Mugno, Val Tenebrina (un luogo indefinito nella provincia di Brescia). Benito Pietra percorre “lo stradone” immerso nel verde vibrante della vallata, tra abitazioni dormienti e profumi di bosco. La nebbia mattutina non è paragonabile alle nebbie che il suo passato nasconde sotto il profumo del bagno domenicale e del latte appena munto. Benito è un uomo ormai, non più il ragazzo che ha partecipato alla resistenza. Un uomo che vive all’ombra del suo passato, ma guarda al presente con quell’atteggiamento amaro in parte ereditato dalle genti della sua vallata e in parte conquistato sul campo con il nome di battaglia “Olmo”, che richiama la simbologia di protezione, sostegno e amore attribuita all’albero. Olmo è Benito e Benito è Olmo, due persone distinte, ma fuse in un continuum temporale che lega il passato al presente e lo proietta al futuro. Cosa è successo nei rifugi della resistenza durante la guerra è un segreto che pochi conoscono e ancora meno le persone che sanno cosa li lega ai fatti del presente, agli strani suicidi che un giornalista ritiene correlati, la magistratura ha del tutto accantonato e una piccola caserma dei Carabinieri sperduta nella tranquillità dei monti ha deciso di seguire per trovare il colpevole.

Olmo e Benito sono il/i protagonista/i del romanzo. È difficile parlarne come un’unica persona, sono entità differenti, plasmate sugli eventi vissuti. Ci viene data una descrizione dell’uno e dell’altro, della bontà d’animo dell’uomo e allo stesso tempo della freddezza calcolatrice del cecchino. Benito Pietra è fondamentalmente un giusto, un uomo capace di amare, di sorridere alla vita, ma allo stesso tempo si è reso capace (e ancora lo fa) di azioni violente, raccapriccianti in nome di un ideale, del desiderio di riscatto della voglia di proteggere i suoi cari e in senso più ampio l’intera popolazione da un nemico che in guerra era il “Crucco” e nella vita presente il fantasma del passato. Un uomo carismatico e autoritario, crudele e spietato, ma anche fragile e vulnerabile quando si tratta della sfera più intima dei suoi sentimenti.

Intorno a Benito ruotano una serie di personaggi del passato e del presente egregiamente caratterizzati, resi ancora più veri dall’intreccio delle loro vite, dai sentimenti che rilegano o li dividono, dagli ideali perseguiti fino alla morte e dalla morte stessa che è un legante eterno e insolubile.

L’ambientazione, la descrizione dei luoghi è, a mio parere, uno dei punti di forza, quella musica di sottofondo che ha in primis lo scopo di collocare gli eventi in uno spazio reale, ma che serve soprattutto a sostenere l’azione, a creare l’atmosfera di suspense e inquietudine base delle vicende narrate, senza rubare la scena ai protagonisti ma fornendo la sapiente spalla a sostegno.
Mugno non esiste, tanto meno la Val Tenebrina, ma sono luoghi tangibili, fatti di strade assonnate, boschi cupi e fenditure nella roccia che fungono da grembo protettore della rivolta. Luoghi chiusi, ostili, ma al contempo protettori, specchio o forgia degli abitanti che ospitano.

La base storica, i grandi eventi di guerra su cui è adagiata la trama, è ampiamente documentata. Uno stralcio della storia moderna che è ombra cupa nella coscienza collettiva, il dolore e la determinazione di uomini che hanno fatto la resistenza, di famiglia dilaniate dall’oscurità bellica, stritolate nella morsa di un conflitto a loro oscuro ma che le ha rese protagonisti inconsapevoli.

Un libro con una trama complessa e imprevedibile supportata da un intreccio ben congegnato che lascia poco all’immaginazione, ma non svela il finale prima dell’ultima pagina. Buona la scrittura, scorrevole, mai scontata. Descrizioni di personaggi, luoghi ed eventi che si fondono insieme senza soluzione di continuità, creando un’unicità.

Matteo Bordoni


Lo scrittore:
Nato a Brescia nel 1970 da genitori imprenditori, William Raineri è cresciuto con la passione per le storie grazie alle fiabe epiche e paurose della nonna paterna che scaturivano da un’immagine: un ritaglio di giornale nascosto in un cassetto con la foto di una casa sperduta chissà in quale bosco. Grazie alla passione smodata per il disegno da ragazzo voleva diventare autore di graphic novel per soddisfare i due aspetti creativi: la storia e le immagini.
Ma è con la pubblicità – un concentrato di storia, personalità e trama – che inizia a sperimentare l’originalità arrivando in breve a vincere il premio Best of Nation all’European design award.
Dato che la creatività non ha confini, oggi William Raineri scrive racconti, progetta personaggi, crea mondi narrativi per film, videogame o strisce comiche. Nel 2014 ha ottenuto il Master in Storytelling della Holden. “Chi porta le ombre” è il suo primo romanzo con il Comandante Olmo protagonista.