Carmen Mola – La rete porpora. Il secondo caso dell’ispettrice Elena Blanco

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Editore Salani / Collana Le Stanze
Anno 2024
Genere Thriller
432 pagine – brossura e ebook
Traduzione di Sara Cavarero


Sono passati solo pochi mesi da quando, su queste stesse pagine, vi parlavo entusiasta di “La sposa gitana” di Carmen Mola, il primo noir della trilogia che vede come protagonista l’ispettrice Elena Blanco e la sua squadra speciale, la BAC (Brigada de Analisis de Casos). E ora eccomi qui, soddisfatta, a parlarvi del secondo volume, La rete porpora (Salani editore), che riprende le fila esattamente là dove ci eravamo lasciati.
Qui, ancor più che nella prima storia, il centro della vicenda è Lucas, il figlio della Blanco, rapito quasi nove anni prima dalla Rete Porpora, una misteriosa rete dalla quale, però, il ragazzo non sembra voler uscire. Ma sua madre non è disposta a cedere, non si dà per vinta: ha trovato una traccia delle attività della Rete e la seguirà, costi quel che costi, ovunque la porterà… Così facendo scoperchierà un vaso di pandora fatto di crudeltà e sotterfugi, una dimensione altra della realtà dove le convenzioni morali e sociali sono invertite quando non completamente abolite. Sarà pronta, Elena, ad affrontare tutto questo? E la sua squadra, la BAC, è davvero pronta a seguirla? Quanto costerà a tutti loro questa caccia piena di incognite e segreti?

Già nel primo capitolo di questa serie avevo ammirato la sicurezza e insieme la spregiudicatezza narrativa e stilistica dei tre autori-sceneggiatori che rispondono al nom de plume di Carmen Mola. Ebbene, questo secondo romanzo non ha affatto deluso le aspettative, anche se, comprensibilmente, è venuto meno l’effetto sorpresa che nel primo libro era garantito dalla “novità” e dal mio non aver mai letto Carmen Mola. Ci sono, tuttavia, delle differenze nei personaggi fra i due romanzi: se nel primo – molto più descrittivo e caratterizzante – ciascuno esprimeva al meglio le sue caratteristiche e peculiarità, qui sembra che tutti – Elena Blanco in primis – vivano una fase calante, una confusione intrinseca, una specie di crisi di identità.

Tutto è più stemperato, i confini sono meno netti, i ruoli più sfumati, il che farebbe un po’ perdere di mordente alla storia se non ci pensasse la storia stessa a risollevare le sorti della narrazione. La protagonista qui è l’azione: i momenti di stasi, di pausa che nel primo libro erano utili a descrivere le abitudini e i pensieri dei personaggi e a cementare la fidelizzazione del lettore, qui sono ridotti di molto per lasciare spazio al racconto dei fatti in costante svolgimento… E d’altra parte, in una caccia così spietata, in un inseguimento continuo, c’è poco tempo per le dietrologie, bisogna stare sul pezzo, sul qui e ora.
Detto questo, non so bene cosa aspettarmi dal prossimo volume, giacché il finale parrebbe quasi conclusivo… Che Carmen Mola sia destinata a sorprenderci ancora? Intanto, il terzo volume, “La bambina senza nome”, è già prenotabile su tutti gli stores online.

Rossella Lazzari


La scrittrice:
Carmen Mola è lo pseudonimo dei tre scrittori e sceneggiatori spagnoli Jorge Díaz, Antonio Mercero e Agustín Martínez, che hanno rivelato la loro identità con grande scalpore durante la cerimonia di assegnazione del Premio Planeta, il più importante premio letterario iberico. A lungo è stata considerata l’Elena Ferrante spagnola. Frutto di una scrittura collaborativa moderna, di cui i tre autori sono tra gli esponenti più acclamati a livello internazionale, La Bestia ha venduto oltre un milione di copie e sarà pubblicato in quindici Paesi.