Petra Klabouchová – Le sorgenti della Moldava

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Edizioni Le Assassine / Collana Oltreconfine
Anno 2025
Genere Giallo
384 pagine – brossura e ebook
Traduzione di Raffaella Belletti


Ci sono libri che serbano al loro interno una musica segreta: in questo romanzo è costituita dalle vibrazioni profonde di un organo da chiesa suonato nella oscurità glaciale di una cattedrale abbandonata.
Il romanzo si mostra come una pièce teatrale: inizialmente la presentazione dei personaggi cui seguono brevi paragrafi come esposizione di quadri. Ogni scena ha il proprio titolo generalmente rapportato a uno dei protagonisti.

La storia si impernia su vicende realmente accadute nel territorio della Sumava, zona di confine tra Germania orientale e Cechia occidentale. Un vasta porzione di terra la cui primitiva bellezza è stata più e più volte aggredita da eserciti tedeschi, americani, bolscevichi e cechi portandosi dietro tutte le devastazioni sterilizzanti di ogni guerra.
Le popolazioni locali hanno subito ogni genere di oppressione: per anni la delazione ha serpeggiato in ogni casa, in ogni strada seminando terrore e diffidenza. Indifferenza nelle migliori occasioni. Il tessuto umano si è disgregato in miriadi di frammenti dimostrando l’impossibilità di potersi ricomporre.

Se i personaggi sono immaginari, la storia è reale e angosciante quanto può esserlo in tempi di guerra, di fame e di miseria dove si viene uccisi in gallerie buie per restare presenti solo in una memoria vendicativa. La morale si perde in boschi di betulle tra alberi piantati con cognizione, amati e poi lasciati seccare nella desolazione e se necessario utilizzati per l’impiccagione. L’amore della terra di origine viene distrutto nel tempo per non lasciare testimoni.

Il video della presentazione a cura di Cecilia Lavopa, con Rinaldo Picciotto:

I quadri dipingono ambienti in cui si muove a rilento una umanità che vuole una spalla a cui appoggiarsi per non dover affrontare da sola la grigia disperazione di una vita distrutta. Molte pagine sono dense di uno sconforto che si rispecchia in gelide stanze illuminate da neon troppo crudi di sale autoptiche. La trama ruota intorno al decesso prima sospetto poi chiaramente criminale di una giovanissima adolescente ritrovata assiderata nel gelo della notte in mezzo alla neve. C’è una girandola di protagonisti che si alternano scagionandosi per la disperazione o accusandosi per interesse ed è scandita con la crudezza di un rapporto di polizia in un linguaggio spesso freddo e volutamente impersonale al cui interno non mancano colpi di scena che ribaltano più volte la prospettiva.

La scrittura è veloce e contemporaneamente rallentata dal rimescolamento della cronologia che obbliga a tornare sulle date elencate in ordine sparso. Il tutto presentato su un piano freddo e distaccato. In contraltare una televisione che appare come messia di pensionati e casalinghe dispensa un vangelo ateo intercalato da pubblicità e carpisce in modi subdoli l’attenzione di un pubblico che desidera solo evasione o vendetta per compensare le proprie frustrazioni.
Le emozioni si palpano grossolane quanto un odio profondo che rispecchia le foreste cresciute su terreni intrisi di sangue per stendere infine un sentimento avverso che non avrà mai fine.

I luoghi sono tutti posti in cui non è difficile morire ma dove è difficile vivere benché gli uomini alla fine muoiano, si ubriachino fino a crepare, scappino o crollino.
In sottofondo permane un cupo suono che viene portato via da un vento gelido dal quale è difficile proteggersi e dove la fede fatica a farsi strada.

Rinaldo Picciotto


La scrittrice:
Petra Klabouchová è nata a Prachatice, nella Cechia del sud, nel 1980. Dopo avere studiato giornalismo, psicologia e relazioni internazionali all’Università Masaryk, a Brno, ha lavorato parecchi anni per la stampa locale e la televisione. Oltre a Le sorgenti della Moldava (2021), che ha riscosso molto successo in patria, ha pubblicato il romanzo La parete est (2023) e l’horror Ignis fatuus (2024), nonché alcuni libri per bambini. All’attività di giornalista e scrittrice affianca quella di manager di gruppi rock, dividendosi tra l’Italia, gli Stati Uniti e la Repubblica Ceca.