Chris Whitaker – Tutti i colori del buio

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Editore Giulio Einaudi Editore / Collana Stile Libero
Anno 2026
Genere mistery, thriller
752 pagine – brossura e ebook
Traduzione di Alfredo Colitto


Chris Whitaker è uno scrittore britannico che ha trovato nell’America profonda il territorio naturale della propria immaginazione. Nato a Londra e residente nel Regno Unito, si è imposto nel crime contemporaneo con Tall Oaks, All the Wicked Girls e soprattutto We Begin at the End, pubblicato in Italia da Einaudi con il titolo I confini del cielo. I suoi romanzi, tradotti in oltre trenta lingue, hanno ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui il CWA Gold Dagger e il CWA John Creasey Dagger.
La sua bibliografia è ancora relativamente compatta, ma attraversata da un’idea precisa: il delitto interessa a Whitaker meno delle persone costrette a continuare a vivere dopo che il delitto è avvenuto. Tutti i colori del buio (All the Colours of the Dark, 2024) porta questa vocazione alle sue conseguenze più ambiziose.

La trama in breve. Monta Clare, Missouri, 1975. Joseph Macauley, detto Patch, ha tredici anni, un occhio solo e l’abitudine di immaginarsi un pirata. La sua migliore amica è Saint Brown, una ragazza solitaria e intelligentissima che vive con la nonna e alleva api. Quando Patch interviene per salvare una coetanea, viene rapito al suo posto. Da quel momento l’infanzia di entrambi finisce.
Il ragazzo trascorre quasi un anno prigioniero in uno scantinato immerso nel buio. È lì che incontra — o crede di incontrare — Grace, una ragazza che gli parla nell’oscurità e diventa il suo unico legame con il mondo. Dopo la liberazione, Patch non riesce a lasciarla alle spalle: cercare Grace diventa la bussola della sua esistenza. Saint, intanto, dedica la propria vita alla ricerca dell’amico, alla sua protezione e alla verità sulle ragazze scomparse attorno a Monta Clare.

“Gli errori sono le deviazioni che ti ricordano la vera strada.”

Da questa premessa Whitaker amplia progressivamente l’orizzonte del romanzo, trasformando una storia di rapimento in una vicenda che attraversa circa trent’anni. Dire molto altro significherebbe sottrarre al lettore parte del piacere della scoperta. Basti sapere che Tutti i colori del buio non è davvero il thriller che sembra nelle prime pagine: è insieme mystery, romanzo di formazione, storia d’amore, racconto criminale e melodramma americano.
Whitaker mette il crimine al centro della trama per poi spostare continuamente lo sguardo altrove. La domanda convenzionale — chi è stato? — finisce per essere meno importante di un’altra: che cosa accade a una vita quando un singolo evento ne modifica per sempre la traiettoria?
Patch sopravvive, ma sopravvivere non equivale a essere salvo. Saint cerca, ma anche cercare può diventare una forma di prigionia. È in questa simmetria che il romanzo trova il suo nucleo più potente: lui insegue una ragazza conosciuta nel buio; lei insegue l’amico che ama, mentre lo vede allontanarsi dentro la propria ossessione.
In uno dei passaggi più rivelatori, Patch dice: «Io ero cieco, laggiù». Saint gli ricorda la differenza decisiva: «Tu hai sofferto. Ma sei sopravvissuto». E Patch aggiunge soltanto: «In parte». Queste tre parole potrebbero funzionare da epigrafe all’intero romanzo. Per Whitaker nessuno esce intero dalla sofferenza; essere incompleti, tuttavia, non significa necessariamente essere perduti.

“Non possiamo più tornare indietro.”

È qui che Tutti i colori del buio si allontana dal thriller tradizionale e si avvicina a una certa narrativa americana del trauma e della colpa. Vengono in mente, con le dovute differenze, Dennis Lehane di Mystic River, per l’idea di un’infanzia violata che continua a determinare la vita adulta, e Gillian Flynn, per il modo in cui la provincia americana può nascondere la violenza dietro una superficie di normalità. Ma si avverte anche qualcosa dell’America elegiaca di John Irving: personaggi eccentrici, destini che si incrociano, decenni che passano, coincidenze, perdite e amori tenuti insieme da un narratore che non teme il sentimento.
Whitaker, però, appartiene soprattutto alla propria genealogia. Chi ha letto I confini del cielo riconoscerà la sua attrazione per gli outsider, per i ragazzi costretti a diventare adulti troppo presto e per le comunità in cui colpa e innocenza non sono mai distribuite in modo ordinato. Anche in quel romanzo il crime era soltanto l’impalcatura. Il vero edificio era il dolore umano. In Tutti i colori del buio quella costruzione diventa più vasta e ambiziosa.
Particolarmente riuscito è il motivo della pittura. Patch trasforma l’assenza in immagini: dipingere significa dare forma a ciò che non può vedere e rendere visibile ciò che rischierebbe di restare soltanto memoria.

“Se il viaggio era diventato il suo grido nel vuoto, i dipinti erano ormai il nord della sua bussola.”

Il libro accumula svolte, disgrazie, incontri, separazioni, rivelazioni e coincidenze. Alcuni lettori lo troveranno irresistibile; altri sentiranno l’autore premere con troppa decisione sui meccanismi emotivi. La macchina narrativa è talvolta troppo perfetta. Il destino interviene con una puntualità che nella vita sarebbe sospetta, ma che nella narrativa di impronta ottocentesca può risultare perfettamente legittima.
Giudicare il romanzo soltanto secondo il metro del procedural, però, significherebbe fraintenderlo. Whitaker non cerca il realismo geometrico del giallo a enigma: sta scrivendo una saga romantica travestita da thriller. Le coincidenze, pur restando il suo punto più vulnerabile, appartengono alla logica profonda della storia. Patch e Saint vivono in un universo in cui le persone continuano a sfiorarsi, perdersi e ritrovarsi. Il caso assume quasi la funzione che il fato aveva nella tragedia.
Anche la struttura rivela questa ambizione. Il romanzo attraversa anni e decenni mediante capitoli spesso brevi e sezioni scandite temporalmente: 1975, 1976, 1978, 1982 e oltre. Il risultato ricorda a tratti un montaggio cinematografico. Whitaker sorvola su ciò che un altro romanziere avrebbe raccontato e si sofferma invece su un fiore, un quadro, un alveare o una stanza. La natura diventa così una sorta di vocabolario morale.

“La foresta intorno si trasformò in notte, ma non vide né luna né stelle.”

Saint è probabilmente il personaggio più compiuto del romanzo. Patch possiede il magnetismo dell’eroe romantico — ferito, ossessivo, artista, condannato a inseguire ciò che ha perduto — ma Saint ne costituisce la forza gravitazionale. Le api che cura, la sua intelligenza pratica e la fedeltà quasi feroce all’amico fanno da contrappeso alla sua vocazione autodistruttiva. Se Patch cerca continuamente qualcosa che non c’è più, Saint tenta di proteggere ciò che ancora esiste.
Da qui nasce la domanda morale più interessante del libro: quanto di noi è lecito sacrificare per salvare qualcuno che amiamo?
Whitaker non offre una risposta rassicurante. L’amore, in queste pagine, non coincide necessariamente con la felicità: può significare aspettare, inseguire, rinunciare, perfino permettere all’altro di sbagliare.
Tutti i colori del buio è dunque un romanzo eccessivo. È troppo lungo in alcuni passaggi, troppo innamorato delle coincidenze e, occasionalmente, troppo consapevole del proprio desiderio di spezzare il cuore al lettore. Ma possiede qualcosa che molti thriller tecnicamente impeccabili non hanno: un autentico senso della vita che passa.
Whitaker parte da uno scantinato buio e finisce per raccontare il tempo. Racconta ciò che facciamo delle ferite ricevute da ragazzi, le persone che continuiamo ad amare quando amare diventa irragionevole e la sottile differenza tra ricordare qualcuno e lasciare che quel ricordo divori la nostra esistenza.
Il titolo smette allora di essere soltanto una bella metafora. Il buio di Whitaker non è nero: contiene davvero i colori della paura, della colpa, dell’ossessione, dell’amicizia, della fedeltà e della speranza. Il romanzo non sostiene che la luce possa cancellare ciò che è accaduto. Dice qualcosa di più difficile: che talvolta bisogna imparare a vedere anche nell’oscurità.

Andre Novelli


Lo scrittore:
Chris Whitaker vive in Hertfordshire con la moglie e i tre figli. Per Einaudi ha pubblicato I confini del cielo (2021) e Tutti i colori del buio (2026).