Il libro:
Editore Marsilio / Collana Farfalle I gialli
Anno 2013
352 pagine – brossura con alette
Editore Marsilio / Collana Farfalle I gialli
Anno 2013
352 pagine – brossura con alette
Trama e recensione:
Un’indagine è un cammino nel dolore. Non solo il dolore delle vittime, quello dei loro familiari, quello di cui ha commesso un delitto, quello di chi cerca di dare un nome a un assassino e non ci riesce. Se ci credi, in quello che fai. Se fai il poliziotto solo per avere lo stipendio a fine mese, allora non te ne frega niente.
Un’indagine è un cammino nel dolore. Non solo il dolore delle vittime, quello dei loro familiari, quello di cui ha commesso un delitto, quello di chi cerca di dare un nome a un assassino e non ci riesce. Se ci credi, in quello che fai. Se fai il poliziotto solo per avere lo stipendio a fine mese, allora non te ne frega niente.
Udine: in pieno centro, all’interno di un appartamento, viene ritrovato il cadavere di un transessuale – Barbie, all’anagrafe Saverio Riccardi – ucciso con uno sparo alla testa. Il fuoco gli ha inoltre sfigurato il volto. Sul letto e sul comodino tracce di polvere bianca. Cocaina.
Raul Cavani, ispettore di polizia arrivato da qualche mese in città, indaga sul caso e in poco tempo sembra aver trovato il colpevole, che viene arrestato con l’accusa di omicidio. Ma la famiglia dell’indiziato non ci crede e incarica l’ex agente Alex Nero di procedere a un’indagine parallela a quella della polizia.
Rilevati i primi indizi, Alex scopre che Barbie filmava gli incontri con i suoi clienti più illustri e conservava i dvd per arrotondare le sue entrate con qualche ricatto.
Le indagini sembrano sollevare il coperchio di una città corrotta fino al midollo, in balìa della prostituzione e della criminalità. Un Nordest ricettacolo di droga e illegalità.
La particolarità di questo romanzo, per cominciare, è l’apparenza. Ogni personaggio non è quello che sembra essere, a partire dalla stessa Barbie, una donna mancata all’interno di un corpo maschile. Una trans che frequenta uomini rispettabili e senza macchia, i quali celano i lati oscuri della loro anima. Gli stessi poliziotti, quelli che dovrebbero far rispettare la legge e difendere i cittadini dal male, sono quelli che rimestano nel torbido. Alex Nero, dal passato difficile da dimenticare – una moglie e una figlia uccise – copre il suo dolore con una maschera.
Ultimo, ma non meno importante, è l’ispettore Raul Cavani, controverso al principio e altro personaggio chiave per la risoluzione delle indagini.
Una città dal doppio volto: uno di operosità, di onestà, di benessere e l’altra di corruzione, criminalità e prostituzione. La crisi economica che striscia e che “costringe” a cercare rimedi alternativi per arrotondare i miseri stipendi. Rimedi che spesso rientrano nell’illecito.
Lo stile di Pierluigi Porazzi mi piace, non lascia spazio a riflessioni e incalza con le frasi, spesso fulminee, volte a incitare il lettore a proseguire speditamente. Quasi a voler tenere in sospeso una conclusione che tarda a presentarsi, in un immaginario collettivo che porta a quella sbagliata.
Come a dire: La fine la decido io, non tu. Nemmeno il tempo di…
Raul Cavani, ispettore di polizia arrivato da qualche mese in città, indaga sul caso e in poco tempo sembra aver trovato il colpevole, che viene arrestato con l’accusa di omicidio. Ma la famiglia dell’indiziato non ci crede e incarica l’ex agente Alex Nero di procedere a un’indagine parallela a quella della polizia.
Rilevati i primi indizi, Alex scopre che Barbie filmava gli incontri con i suoi clienti più illustri e conservava i dvd per arrotondare le sue entrate con qualche ricatto.
Le indagini sembrano sollevare il coperchio di una città corrotta fino al midollo, in balìa della prostituzione e della criminalità. Un Nordest ricettacolo di droga e illegalità.
La particolarità di questo romanzo, per cominciare, è l’apparenza. Ogni personaggio non è quello che sembra essere, a partire dalla stessa Barbie, una donna mancata all’interno di un corpo maschile. Una trans che frequenta uomini rispettabili e senza macchia, i quali celano i lati oscuri della loro anima. Gli stessi poliziotti, quelli che dovrebbero far rispettare la legge e difendere i cittadini dal male, sono quelli che rimestano nel torbido. Alex Nero, dal passato difficile da dimenticare – una moglie e una figlia uccise – copre il suo dolore con una maschera.
Ultimo, ma non meno importante, è l’ispettore Raul Cavani, controverso al principio e altro personaggio chiave per la risoluzione delle indagini.
Una città dal doppio volto: uno di operosità, di onestà, di benessere e l’altra di corruzione, criminalità e prostituzione. La crisi economica che striscia e che “costringe” a cercare rimedi alternativi per arrotondare i miseri stipendi. Rimedi che spesso rientrano nell’illecito.
Lo stile di Pierluigi Porazzi mi piace, non lascia spazio a riflessioni e incalza con le frasi, spesso fulminee, volte a incitare il lettore a proseguire speditamente. Quasi a voler tenere in sospeso una conclusione che tarda a presentarsi, in un immaginario collettivo che porta a quella sbagliata.
Come a dire: La fine la decido io, non tu. Nemmeno il tempo di…
Lo scrittore:
Pierluigi Porazzi , laureato in giurisprudenza, ha conseguito il titolo di avvocato e lavora presso la Regione Friuli Venezia Giulia. È iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2003. Suoi racconti sono apparsi su riviste letterarie, in antologie e raccolte e in rete. Fa parte del progetto Sugarpulp. Nel 2010 ha pubblicato per Marsilio il romanzo L’ombra del falco (due edizioni).
Pierluigi Porazzi , laureato in giurisprudenza, ha conseguito il titolo di avvocato e lavora presso la Regione Friuli Venezia Giulia. È iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti dal 2003. Suoi racconti sono apparsi su riviste letterarie, in antologie e raccolte e in rete. Fa parte del progetto Sugarpulp. Nel 2010 ha pubblicato per Marsilio il romanzo L’ombra del falco (due edizioni).













