Antonio Lanzetta – I figli del male

1981

Editore La Corte Editore Collana Underground
Anno 2018
Genere Thriller
356 pagine – rilegato e ebook

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Lo dico spesso. Anzi, sempre. Ogni libro è un viaggio. Un viaggio lontano dal mio presente. Un viaggio attraverso il tempo. Alla scoperta di luoghi sconosciuti. Non sai mai come sarà il viaggio che stai per intraprendere. Se sarà eccitante. Se sarà doloroso. Se sarà noioso. Se ti sentirai accolta, al sicuro o ti sentirai in pericolo. Se sarà un viaggio dal quale non vorresti più fare ritorno. O un viaggio che vorresti finisse subito. Leggere questo ultimo libro di Antonio Lanzetta “ I figli del male”, edito da La Corte Editore è stato un lungo viaggio nell’anima oscura dove il male si annida in ogni angolo. Leggere questo libro è stato bello e terribile. Terribile, proprio per quel male, che ho visto affiorare dalle pagine ed inondare oggetti e persone sino a mettere le sue grinfie su ogni cosa. Per il buio. Ma soprattutto per quel pianto di neonato che riecheggia nel silenzio del bosco.

Damiano Valente, detto “Lo Sciacallo”, scrittore che ha fatto la sua fortuna sui fatti di cronaca nera, dopo gli ultimi avvenimenti che si è trovato ad affrontare con i suoi amici, nel libro precedente “Il buio dentro”, si era ripromesso di non occuparsi più di questioni legate ad omicidi e morti sospette. Un modo per esorcizzare le esperienze vissute. Un modo per dimenticare. Un modo per provarci. Malgrado questa decisione, convocato dal commissario De Vivo, si trova di nuovo su una scena del crimine. Il cadavere di un uomo con la gola tagliata e un foglietto inserito nel collo con sopra scritte solo due parole. Lui vede. L’iniziale impressione di una rapina finita male viene subito scartata e l’indagine porterà i nostri protagonisti ad indagare su un passato che non è possibile cancellare. Intanto Flavio, amico di Valente, ha iniziato a lavorare in una clinica “La Quiete”, considerata l’eccellenza del Cilento nella psichiatria femminile. Fin da subito il caso ereditato da un collega che è in malattia, attira la sua attenzione per le circostanze poco chiare che lo riguardano: quale trauma si nasconde dietro allo straniamento e al mutismo della ragazza?

La storia si sviluppa su tre livelli temporali: l’oggi, il 1950, e una manciata di anni a cavallo tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90. Ed è proprio grazie a questo viaggio nel tempo che si arriva a scoprire l’ origine del male che nell’oggi sembra dilagare senza un motivo apparente.

La scrittura dell’autore scorre pagina dopo pagina senza difficoltà da un anno all’altro con descrizioni dettagliate e particolareggiate che ci portano proprio in quel luogo, nell’esatto momento dello svolgersi dell’azione. Il paese di Castellaccio, con i boschi, con la montagna, con il vecchio mulino e il salice bianco, diventa il protagonista principale. Il luogo dove tutto ha origine. Il luogo degli incubi. Dove il male si espande e si infiltra in ogni crepa, in ogni fessura, attraversando l’aria, filtrando tra le foglie degli alberi investendo animali e persone. Ricorderò quel bosco come un incubo dal quale non è facile riaversi.

Secondo me, uno degli argomenti che fa da tirante non solo in questo ma anche nel primo romanzo è l’amicizia. Questi ragazzini che si sono conosciuti in un’estate di tanto tempo prima, trascorsa all’aperto tra la montagna e il mare, in sella alle loro biciclette, ognuno con i suoi problemi e con i suoi sogni. Legami nati e cresciuti in un’atmosfera che mi ha ricordato i ragazzini creati da Stephen King, nel celebre libro It, la banda dei perdenti. E come loro Damiano, Flavio e Stefano sono riusciti ad andare avanti nella loro vita senza perdere il profondo legame che li ha uniti, pur conservando le cicatrici, visibili e non, che la vita incide sulla pelle.

Le cicatrici che ti fai a quell’età restano per sempre.”

Quindi, il viaggio compiuto all’interno di questo ultimo libro di Lanzetta, è un viaggio che non dimenticherò. Per il rapporto di amicizia che lega i protagonisti ma soprattutto per l’atmosfera misteriosa e spaventosa che aleggia nei luoghi della storia. E lascerò questo ricordo affiorare nella mente senza permettergli di raggiungermi dentro, per paura che il male ed il buio invadano anche me!

Federica Politi

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Lo scrittore:
Antonio Lanzetta è nato a Salerno e, se con Warrior e Revolution, sempre pubblicati per La Corte Editore, ha conquistato pubblico e critica, affermandosi come uno dei più talentuosi scrittori italiani della nuova generazione, con questo romanzo cambia genere, ma riconferma il suo talento.
Già vincitore del “Premio Cittadella” con il suo primo romanzo “Ulthemar – La forgia della vita”,  è sempre suo il racconto thriller Nella pioggia, del 2015, finalista al premio Gran Giallo di Cattolica e arrivato al primo posto della classifica dei racconti più venduti su ebook.
Con le sue opere si è rivelato un autore capace di tenere incollati i propri lettori dalla prima all’ultima pagina grazie ad una scrittura testosteronica e adrenalinica che non potrà non entusiasmare i suoi lettori e i fan di autori come George RR Martin o Terry Brooks.