Dario Correnti – Nostalgia del sangue

1100

Editore Giunti Collana M
Anno 2018
Genere Noir/Giallo
544 pagine – rilegato e ebook

[divider] [/divider]

L’atmosfera del giallo d’esordio di Dario Correnti ricorda quella dei primi noir americani, dove un detective con il sorriso storto, tra le labbra un mezzo sigaro e in testa un borsalino ben calzato, soffre il Male a cui dà la caccia, lo stesso che infligge alla sua vita solitudine e cinismo.

Nel caso di “Nostalgia del sangue”, non di un detective si tratta, ma di un giornalista di cronaca nera con trent’anni di mestiere sulle spalle, ormai alle soglie del pensionamento: Marco Besana. Besana scrive i suoi articoli negli autogrill del milanese, dove è capace di ingozzarsi a volontà anche dopo aver visto il cadavere di una donna trucidata da un assassino folle; ha il cellulare sempre scarico, poco senso dell’umorismo, pessimi rapporti con l’ex moglie e con il figlio adolescente, per non parlare dei colleghi della redazione, che non vedono l’ora di toglierselo di torno.

Insomma non è ben visto, il Besana, proprio come Ilaria Piatti, la giovane stagista che al giornale tutti evitano come la peste. La ragazza è goffa, irritante e sprovveduta, ma possiede una discreta capacità di analisi, oltre a una tenacia esasperante, perciò Besana decide di darle l’occasione tanto ambita, e accetta che segua insieme a lui il caso di omicidio del momento. L’omicidio in questione è di straordinaria ferocia, tanto che gli inquirenti ipotizzano la pista satanica. Il corpo della vittima, una giovane romena, è stato massacrato e morsicato, quindi sistemato al centro di una rappresentazione scenica che fa pensare a un rituale.

Ma per Ilaria Piatti il satanismo non c’entra: è convinta che l’assassino sia un imitatore di Vincenzo Verzeni, un omicida seriale vissuto nell’ottocento nel bergamasco, soprannominato “il vampiro di Bottanuco” perché mordeva il corpo delle sue vittime e ne beveva il sangue. La notorietà del personaggio si deve al fatto che Verzeni fu il primo serial killer italiano studiato da Lombroso. A un’appassionata di criminologia come la Piatti, non potevano sfuggire le corrispondenze tra il modus operandi del “vampiro di Bottanuco” e quello del Soggetto Ignoto nel mirino della Polizia.

Marco Besana riconosce che, per quanto stravagante, la teoria della stagista è plausibile e va approfondita. Poi sarà l’assassino stesso, con un secondo omicidio, a convincerlo che il fiuto di Ilaria punta la giusta direzione. Dopo una laboriosa fase di collaudo, Besana e la Piatti uniscono le forze e formano una squadra, una squadra vincente. Dovessi scegliere il mio preferito tra i due protagonisti, sceglierei Ilaria Piatti, perché risente meno, a differenza di Besana, dell’aderenza a certi stereotipi del genere letterario. Proprio per le sue stramberie, per quella grinta così ben nascosta dalla riservatezza, Ilaria supera il collega anziano sul podio della simpatia.

L’aggancio alle gesta di Verzeni e all’opera di Lombroso comprende alcuni approfondimenti storici che ho trovato interessanti ma verbosi, tanto da intaccare la tensione narrativa. A mio parere, le parti documentaristiche potevano essere contenute.  “Nostalgia del sangue” è tuttavia un buon giallo, scorrevole, venato di pacato umorismo, con un finale inaspettato che si legge trattenendo il fiato. Aspetto con curiosità la seconda prova di questo autore, per meglio dire questi autori. Dario Correnti è infatti uno pseudonimo che rappresenta due scrittori, pare una coppia di giornalisti. In attesa di svelare il mistero, buona lettura!

Terri Casella Melville

[divider] [/divider]

Lo scrittore:
Dario Correnti è uno pseudonimo. Anzi, un doppio pseudonimo, perché nasconde due autori. Ancora prima di uscire in Italia, “Nostalgia del sangue” è diventato un caso editoriale internazionale, in corso di traduzione in quindici paesi.