Solène Bakowski – La borsa

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Editore Le Assassine Collana Oltreconfine
Anno 2018
Genere noir
224 pagine – brossura e ebook
Traduzione di R. Sabatini

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Ogni giorno, sentendo le notizie di cronaca, rabbrividisco al numero continuo e costante dei femminicidi che vengono commessi da uomini deboli, possessivi e privi di qualsiasi senso di etica o morale. Questo viene spesso trasposto in letteratura, dove il ciclo della violenza si ripete e, in qualche modo, si cerca di dare un messaggio, un invito al mutamento della categoria. Il romanzo di Solène Bakowski, invece, ci presenta una trama quasi antesignana all’argomento: una storia che ha come protagoniste le donne e nella quale gli uomini non solo hanno un ruolo secondario, ma diventano in qualche modo funzionali alla trama.
Chi sono queste donne? Protagonista, intanto è Anne-Marie Caravelle:  nata con una voglia gigantesca color vinaccia nel bel mezzo del volto, come una ferita di guerra. Una neonata piuttosto brutta, messa al mondo come gettare in mare un uomo: senza boe, senza salvagente, senza speranza.

La madre Elise, bruna e minuta, aveva capricci da diva e bizze da prima donna. La famiglia l’aveva allontanata anche a causa dell’uomo che si era sposata. Incinta e in prossimità del parto il marito, esasperato da scenate domestiche e stufo del lavoro di piccolo contabile, sentiva il peso di troppe responsabilità e, a distanza di otto mesi dal matrimonio, ingerisce quattro tubetti di antidepressivi e tre di sonniferi, togliendosi la vita.

Elise diventa catatonica dopo aver visto il cadavere del marito e Monique Bonneuil, vicina di casa, vedova e senza figli, si prende cura di lei. Una sopravvive alle spalle dell’altra e l’altra conta sul futuro della prima. Erano diventate interdipendenti. Nasce la bimba e per il suo bene Monique – Moni – decide che la madre è di troppo, non potrebbe occuparsi di entrambe e senza troppi scrupoli, fa internare la madre. Monique: una vita vuota, ma non a sufficienza per sfuggire all’angoscia dell’esistenza; stupida, ma non abbastanza, da essere priva di cattiveria.
Si crea così questa strana famiglia composta da una vedova ultrasessantenne, uno yorkshire – Poupoune – e una neonata dai capelli rossi con una voglia color vinaccia in viso. Così Anna-Marie cresce con una donna che non è sua madre e per dieci anni non vede la luce, segregata in casa e, quando uscirà, l’impatto sarà violento, inaudito, nuovo e spaventoso.

Raccontato tutto in prima persona, questo romanzo parla di maternità, di abbandono e di solitudine. Anna-Marie è nata nel posto sbagliato, al momento sbagliato. I bambini non scelgono quando e dove nascere, sono sempre gli adulti i responsabili. Spesso inconsapevoli, o forse semplicemente egoisti, mettono al mondo delle creature  che devono fare i conti con la vita o, addirittura, con la morte. Genitore è chi mette al mondo o chi si prende cura del proprio bambino? E’ più madre Elise, scioccata dalla morte del marito e per questo distaccata dalla realtà che la circonda, o Monique, donna infertile ma col senso di maternità e di invidia verso chi può vedere germogliare un seme dal proprio ventre?
In questo caso, è sempre un rapporto malato, quello tra la donna adulta e la bambina, creatura che cresce con il male dentro di sé e quel male sembra voler trasparire dal suo aspetto, dalla voglia color vinaccia che le deturpa il viso. Quel viso che Anna-Marie stessa non riconosce allo specchio, l’aria crudele e spietata priva di qualsiasi umanità.

Il libro ricorda a tratti lo stile di Amélie Nothomb, così fuori dagli schemi, così inaspettato nell’avvilupparsi della storia. Molto delicato e cupo come “Il sole dei morenti”, di Jean-Claude Izzo, re incontrastato del noir mediterraneo francese, nel quale metteva a nudo i clochard e la loro vita spezzata. Solène non lo fa con la stessa intensità, perché non è quello il fulcro della storia, ma l’empatia con cui li descrive, mi fa immaginare una Parigi dagli angoli nascosti, dalle miserie malcelate.
E’ un romanzo sull’amore, in fin dei conti, ma ricordandoci che può avere mille facce, anche quella di un mostro. Chi lo è in questo romanzo, lascio a voi deciderlo.

Cecilia Lavopa

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La scrittrice:
Vi rimandiamo al sito della casa editrice Le Assassine per la sua biografia. Noi vi anticipiamo che il romanzo di Solène Bakowski è stato autopubblicato su Amazon, perché nessuno sembrava credere in quel testo. Nel giro di qualche mese ha incontrato il favore di più di 15.000 lettori, ed è grazie a loro che è arrivata al suo editore attuale, Bragelonne/Milady. E poi il premo speciale della giuria di Amazon nel 2015 è stato l’avvio di un percorso molto positivo per lei.
http://edizionileassassine.it/autore/solene-bakowski/