Carlotto, De Cataldo, de Giovanni – Sbirre

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Massimo Carlotto è uno dei più affermati autori italiani di noir. Ha esordito nel 1994 con il libro autobiografico Il fuggiasco e ha creato la serie che ha per protagonista Marco Buratti detto “l’Alligatore”. È autore anche di testi per la radio e il teatro, di saggi, graphic novel, racconti, sceneggiature per il cinema e la tv.

Giancarlo De Cataldo è magistrato, drammaturgo, sceneggiatore. Ha scritto il bestseller “Romanzo criminale” (2002) e numerosi altri romanzi, il più recente dei quali è “Suburra” (2013) con Carlo Bonini. Per Rizzoli ha pubblicato “L’India, l’elefante e me” (2008) e “In giustizia” (2011), entrambi disponibili in BUR e “Il combattente” (2014) per Rizzoli. È tra i giudici del programma televisivo Masterpiece.

Maurizio de Giovanni è l’inventore del ciclo di Marco Buratti, detto l’Alligatore. Ha scritto numerosi romanzi tra cui Arrivederci amore, ciao, L’oscura immensità della morte e Blues per cuori fuorilegge e vecchie puttane. Per Rizzoli ha pubblicato Il Turista.

Ce lo aveva annunciato, Massimo Carlotto, durante l’intervista al Salone di Torino di maggio e siamo molto contenti di annunciare questo lavoro à trois insieme a Giancarlo De Cataldo e Maurizio de Giovanni. L’editore è Rizzoli e il titolo è “Sbirre”.
Dal 3 luglio in libreria, vi diamo un anticipo raccontandovi la sinossi:

Ci sono poliziotti che combattono il crimine e difendono la legge. A volte pagano con la vita. E ci sono poliziotti corrotti che tradiscono, diventando peggio dei peggiori banditi. Poi ci sono loro: le donne in divisa. Fragili e determinate, vittime e carnefici, le sbirre di questi racconti sono creature di confine, paladine mancate, guerriere comunque sconfitte, sedotte dal delitto, soggiogate dalla vendetta, in bilico tra bene e male. Il commissario Alba Doria indaga nel magma ribollente della rete telematica, tra le pieghe più segrete del dark web, laddove alligna l’odio che consuma il Paese. Il vicequestore Anna Santarossa è già passata dall’altra parte e vende informazioni alla mafia bulgara. Sara Morozzi legge le labbra della gente e interpreta il linguaggio del corpo. Ha i capelli grigi e un passato tra i ranghi di un’unità impegnata in intercettazioni non autorizzate: ora ha anche un conto da regolare. Dall’estremo Nordest di una frontiera selvaggia fino alla Napoli anonima di sobborghi e quartieri residenziali, passando per una Roma in cui davvero aprile è il più crudele dei mesi e la primavera ha smesso di riscaldare i cuori, Massimo Carlotto, Giancarlo De Cataldo e Maurizio de Giovanni raccontano l’Italia al tempo dell’illegalità globalizzata, delle fake news, del condizionamento di massa. Svelano le ossessioni, le paure e la privata ferocia di coloro che dovrebbero difendere l’ordine pubblico. Inaugurano una new wave della letteratura nera, in cui la donna non ha più nulla di fatale, ha rinunciato alle pose marziali della giustiziera e, lontana dall’eroismo inquirente, restituisce la cupezza di una realtà quanto mai controversa.