Ludovico Paganelli – Il seme della violenza

1980

Editore Mondadori Electa / Collana Madeleines
Anno 2018
Genere Giallo
356 pagine – brossura e ebook

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È la vigilia di Natale del 2015, e Milano è avvolta in una coltre di nebbia quasi surreale. Il commissario Margot Blanchard, una donna raffinata e affascinante che però nasconde a tutti (anche ai lettori) la memoria incredibilmente dolorosa di un fatto misterioso avvenuto mentre era in Spagna diversi anni prima, è finalmente in ferie e potrà passare qualche giorno con il marito, Achille, e la figlia Isabel.
Proprio nel bel mezzo della notte di Natale, però, Margot è svegliata da una telefonata del questore, un suo ex amante che, almeno secondo l’opinione della stessa Margot, ha scelto di affidare a lei un caso spinoso nonostante sia in ferie al solo scopo di infastidirla. C’è stato infatti un omicidio in piazza degli Affari, proprio sotto al monumento del “Dito” di Cattelan: un uomo è stato pugnalato a morte, evidentemente con rabbia. Presto si scopre che si tratta di un certo Mario Pittaluga, un consulente finanziario piuttosto noto nel suo ambiente ma che, in segreto, gestiva anche investimenti illegali e altamente rischiosi a causa dei quali alcuni importanti professionisti milanesi hanno perso gran parte dei propri patrimoni. Questo, naturalmente, spinge Margot a sospettarli tutti; dovrà quindi, con le sue capacità investigative, scoprire quale di quegli individui è l’assassino, coadiuvata dall’ispettore Colasanti, innamorato perdutamente di lei e piuttosto viscido nei suoi metodi ma assolutamente efficiente, e il precisissimo ma leggermente impetuoso agente Mantovani.

Nella lettura del romanzo, devo dire, la parte “gialla” è finita per passare un po’ in sordina, dominata dai processi mentali della protagonista, che si ritrova a gestire, parallelamente al lavoro, una certa tensione con il marito dovuta all’impossibilità di passare le vacanze con lui; un litigio con la suocera, che la critica come madre; il padre triste perché la madre è morta, qualche anno prima, proprio a Natale; l’eccessiva competitività tra Colasanti e Mantovani; il segreto di quanto è successo una dozzina di anni prima in Spagna, che torna a tormentarla; la fortissima, improvvisa attrazione sessuale nei confronti di una donna, sorella della vittima. Tutto questo lo leggiamo tramite le riflessioni di Margot, che per tutti questi motivi fatica a concentrarsi sul caso. Rimane comunque una donna di una grande raffinatezza, e l’autore si sofferma più di una volta a descrivere le sue scelte, soprattutto in materia di cibo e vino, e incredibilmente sexy, fatto di cui la protagonista stessa ne è consapevole – tanto da utilizzare, a volte, il proprio fascino per innervosire o distrarre altri. A volte Margot cede alle proprie pulsioni sessuali, con il marito ma non solo, e il sesso che ne consegue è descritto abbastanza nel dettaglio ma non in maniera indecente o inutile.

I lunghi passaggi in cui il ritmo della narrazione si spezza per concentrarsi sulle considerazioni o sulle inquietudini di Margot potrebbero distrarre alcuni lettori meno pazienti, ma per il resto questo ritratto di un personaggio particolare come il commissario Blanchard, che vive in una Milano ben raccontata, finisce per essere incantevole. Un altro ostacolo che qualche lettore potrebbe incontrare è la scelta da parte dell’autore di mantenere costante un linguaggio piuttosto “alto”, forbito, spesso diverso da quello che ci si potrebbe aspettare in certe situazioni tese descritte nel romanzo; ma anche qui si tratta di qualcosa di soggettivo, che la maggioranza dei lettori potrebbe tranquillamente non notare.

“Il seme della violenza”, esordio letterario di Ludovico Paganelli, è insomma un thriller atipico, in cui l’investigazione, sia pur presente e complessa, non è al centro della trama. È un libro che parla, soprattutto, di una “donna in carriera” e dei suoi dubbi personali, delle sue sfide e dei suoi problemi.

Marco A. Piva

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Lo scrittore:
Ludovico Paganelli (Milano, 1978), laureato in Scienze Politiche, è Dirigente Sindacale Fabi all’interno del Gruppo Banco BPM. Fin dai tempi dell’università coltiva la passione per la scrittura e l’enogastronomia. Nel 2009 viene ammesso all’albo dei giornalisti e nel 2011 fonda “Viaggi & Tentazioni”, periodico on line che ospita reportage di viaggi, oltre a recensioni di ristoranti, cantine vinicole e prestigiose strutture alberghiere. Nel tempo libero ama dedicarsi al ciclismo su strada. Vive oggi con la moglie Paola e la figlia Elisa a Santa Margherita Ligure, dopo aver condotto per diversi anni una vita da pendolare per amore tra il capoluogo lombardo e la perla del Tigullio. Ed è proprio durante i continui viaggi in treno che ha scritto Il seme della violenza, il suo primo romanzo (fonte: www.ibs.it).