Thomas Ligotti – Nottuario

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Editore Il Saggiatore Collana La Cultura
Anno 2017
Genere Horror/Sci-fi
301 pagine – brossura e ebook
Traduzione di Luca Fusari


Colgo, con molto piacere, il suggerimento di Cecilia di darvi conto di questa mia lettura che non scaturisce dallo stream di Contorni, ma che promana dall’altra parte della mia biblioteca, quella in cui horror e sci-fi (più il primo che la seconda) contendono lo spazio al giallo e al thriller (la lettura classica ha già una sua collocazione altrove). In realtà se dovessi parlarvi in modo esaustivo di un personaggio come Ligotti un post sarebbe una mera introduzione, ma cercherò di darvene conto in breve con la speranza di accendere l’interesse per un autore contemporaneo veramente rimarchevole. Se non ne sapete nulla, è presto detto: Ligotti non è mai apparso in televisione, non ha mai fatto un firmacopie, mai presenziato ad un dibattito, pochissime – e datate – le foto che lo ritraggono, sporadiche alla stregua di acquazzoni nel deserto le sue interviste sulla stampa specializzata tanto che qualcuno si è pure chiesto se esistesse davvero. Sì, esiste, e le sue uniche tracce nel mondo letterario le trovate solo quando incappate nelle sue opere.

In realtà, nel 2014, accade qualcosa che permette al suo nome di ottenere il giusto riconoscimento della sua genialità ed originalità: Nic Pizzolatto – sceneggiatore – concepisce il noir True Detective che farcisce di incredibili rimandi al Re in Giallo di Robert W. Chambers (che viene ristampato per l’occasione) e che ha, tra i suoi protagonisti, il malsano, ma potentemente carismatico detective Rust Cohle (che Matthew McConaughey interpreta in modo magistrale) il quale – nei suoi dialoghi – porta una visione cupa, disperata ed altamente nichilista del mondo, discutendo con il suo partner Martin Hart (interpretato da Woody Harlestone) in merito a posizioni potentemente antinataliste (dovremmo smettere oggi di fare figli). Bene. Il serial ha un grande successo, ma un giornalista si rende conto che la stragrande maggioranza dei dialoghi di Cohle non sono altro se non la pressoché letterale parafrasi di parti dell’unico saggio che Ligotti ha scritto “La Cospirazione Contro La Razza Umana”. Viene pubblicato online un articolo che mette a confronto sceneggiatura e testo e quindi Pizzolatto – che fino ad allora non aveve MAI fatto menzione di Ligotti – si trova costretto a dichiarare di aver reso omaggio a quello che ritiene uno dei suoi “maestri”. La mossa – quella della “citazione onorifica” – avrebbe gli aspetti di un plagio, ma non tali da tribunale. Ligotti non interviene e rimane lontano, come al solito.

Cosa succede però? Che questo fatto strappa Ligotti dal suo nascondiglio. In pochissimo tempo vengono pubblicate opere introvabili. In Italia fino ad allora pochi  se ne erano accorti (Elara editrice), per poi arrivare al Saggiatore che inizia prima da Teatro Grottesco (Grimscribe) per poi arrivare a “La Cospirazione contro la razza umana” e a “Nottuario”.

Ligotti è un contemporaneo che dà sostanza all’aggettivo “weird”, quello un tempo usato per le antologie dei “Weird Tales”, ma sono tratti che hanno la pura formalità di tentare di nascondere le sue indiscusse qualità di narratore. Certo, per apprezzarlo appieno sarebbe d’uopo leggerlo in lingua – la sua perizia linguistica è notevole – ma Luca Fusari ha fatto un ottimo lavoro di traduzione di cui bisogna rendergli pieno merito. Nottuario è una antologia di racconti, più o meno brevi, nella tradizione dei “Weird Tales” che furono il palcoscenico di Lovecraft e sodali. Realtà ed irrealtà si mischiano alla normale vita quotidiana di cui Ligotti esplora le zone d’ombra, quelle che rifuggono la logica e da cui l’incubo entra nel mondo “normale”. Tutta la raccolta è un viaggio in discesa verso il basso, verso le origini degli incubi su cui aleggia un buio costante: la luce non passa mai, al massimo si tratta di lucore,

Cose che rimangono opache anche se inondate dalla luce del sole, con la luce che agisce come a carta inumidita prima dell’acquerello, stemperando la brillantezza e la nitidezza, confondendo e fondendo i contorni.

L’incubo promana da noi, vive alimentato da noi e si diffonde a causa nostra. Tutto questo raccontato con chirugica scrittura, dove ogni termine, ogni similitudine, vengono cauterizzate al vivo, sulla pagina. Horror is more real than we are.

Michele Finelli

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Lo scrittore:
Thomas Ligotti (1953), vincitore di tre Bram Stoker Award, è considerato uno dei più significativi e immaginifici scrittori della sua generazione. Il Saggiatore ha pubblicato Teatro grottesco (2015) e La cospirazione contro la razza umana (2016).