Editore Einaudi / Collana Stile libero big
Anno 2018
Genere noir
304 pagine – brossura e ebook
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“In piedi, davanti alla finestra. Mentre la notte di maggio cantava la sua canzone di vento e di musica, mentre un pianista da qualche parte suonava pezzi di qualcosa, mentre l’aria era piena di silenzio e di ciliegie”.
Eccolo. Eccolo, il Maurizio de Giovanni, che conosciamo bene, che aspettavamo. Quello che in poche righe, con poesia, ti racconta un mondo. Ed ecco i nostri meravigliosi personaggi che ad uno ad uno ritroviamo e, nello stesso momento, godendoli, ci chiediamo come abbiamo fatto a starne senza…e soprattutto: come faremo a perderli? E’ la stessa, triste domanda che si pone il commissario Ricciardi, ad un certo punto della storia, quando è certo che perderà Enrica: per questo lo comprendiamo bene. Il “caso” di questo romanzo è il ritrovamento di un sacerdote, Padre Angelo, da tutti ritenuto un sant’uomo, ucciso con un colpo alla nuca in un posto solitario, di notte. Che cosa faceva là? A quell’ora poi? E, soprattutto, chi poteva volere la sua morte?
L’indagine non si presenta di facile risoluzione. L’ambiente del clero è chiuso e poco incline a confidenze, anche se qualcosa, qualche nome, trapela, tra un incontro e l’altro. Può essere un debole inizio. E Ricciardi, pazientemente, segue questo bandolo, aiutato dal fedele Maione.
Un altro caso, intanto, perseguita le notti di quest’ultimo: quattro rapinatori che riescono sempre a portare a termine i loro colpi, nonostante le ronde. Maione, con la collaborazione del suo aiutante preferito Vaccaro, indaga, convinto di avere la meglio sui ladri; ma brutte sorprese lo attenderanno, prima di mettere la parola fine a questa triste storia. Tra racconti di vicendevoli confessioni, prove di fede quasi disumane, scoperte sconcertanti, il commissario Ricciardi procede a lento passo verso la risoluzione finale, che riporta ad un passato lontano e doloroso. Di pari passo, vanno le storie private di ciascuno dei nostri beniamini, che abbiamo imparato ad amare così tanto. Ricciardi, preso dall’amore per Enrica, è però combattuto sul rivelarle la verità sul suo DONO. O è una maledizione?
Si può pensare di dividere la vita con un pazzo? Perchè così si crede lui.
Ci sono momenti di dolore così intenso, in queste pagine, da respirarlo. Non è da meno il tormento di Maione, che sente, nel suo affetto per il vice Vaccaro, quasi un sentimento filiale. E allora, come non ricordare il figlio Luca, ucciso nel compimento del dovere, che ha spezzato per sempre la felicità della sua famiglia. La disperazione, il vuoto di quei momenti. Questo nuovo affetto rischia di minare la ritrovata intesa con la moglie Lucia, ed altri momenti intensamente tristi ci attendono. Bambinella, il femminiello informatore di Maione, ha poca parte in questa vicenda, ma di grande importanza ai fini dell’indagine sui rapinatori; nulla gli sfugge, e, travestito stavolta da Marlene – Angelo azzurro, riesce ancora a sorprenderci con l’arguzia delle sue confidenze. E naturalmente con la sua simpatia!
La Napoli anni ’30 a cui siamo abituati, è in questa storia quasi ridente: il mese di maggio porta, oltre al profumo delle rose, al tepore delle sere, una nuova speranza, l’estate alle porte. E magari un poco di felicità per tutti, chissà. Ritroviamo, in questo romanzo , gli incisi propri di de Giovanni a cui eravamo abituati. Sono pochi, ma dei veri gioielli incastonati nell’opera.
“Certe domeniche sembrano perfette, ci avete fatto caso?
Arrivano in una stagione né fredda né calda, e si rivelano dalle prime ore del mattino semplicemente giuste: il cielo stellato si illumina un po’ alla volta, ma senza movimenti bruschi, lasciando avanzare la luce nella notte dolce e gentile, animata dalla brezza del mare e da quella del bosco. Erba e sale insieme nell’aria”.
Si può unire romanzo e poesia , in simbiosi perfetta? Si può: de Giovanni ne è la prova. Oltre alla meravigliosa introspezione dei personaggi tutti, in questa storia la parte gialla non è per nulla in sordina: è necessario un lungo lavoro di indagine per arrivare al groviglio di sentimenti che hanno portato ad una tremenda vendetta. Una vendetta che viene da lontano e che mai il lettore potrebbe indovinare, fuorviato dall’etereo ambiente del clero, fatto di preghiere, amore divino, confessioni compulsive (ma quali gravi peccati avranno mai da confessarsi tutti i giorni i preti, l’un l’altro, si interroga l’ignaro lettore). Alla fine del romanzo ci si domanda: Come faremo a farne senza? Se è vero, come ha annunciato l’autore, che la serie sia sul finire, sarà veramente come essere ORFANI. Perché ai personaggi belli si vuole bene, alfine; si sentono vicini a noi nei sentimenti, nelle debolezze, anche se sono inventati, vissuti novant’anni prima, irreali col loro “dono”. E allora, caro Maurizio de Giovanni: PENSACI BENE.
E grazie, comunque tu decida, per averci regalato Ricciardi.
Rosy Volta
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Lo scrittore:
Maurizio de Giovanni (Napoli, 1958) ha raggiunto la fama con i romanzi che hanno come protagonista il commissario Ricciardi, attivo nella Napoli degli anni Trenta. Su questo personaggio si incentrano Il senso del dolore, La condanna del sangue, Il posto di ognuno, Il giorno dei morti, Per mano mia, Vipera (Premio Viareggio, Premio Camaiore), In fondo al tuo cuore, Anime di vetro, Serenata senza nome, Rondini d’inverno e Il purgatorio dell’angelo (tutti pubblicati da Einaudi Stile Libero).
Dopo Il metodo del Coccodrillo (Mondadori 2012; Einaudi Stile Libero 2016; Premio Scerbanenco), con I Bastardi di Pizzofalcone (2013) ha dato inizio a un nuovo ciclo contemporaneo (sempre pubblicato da Einaudi Stile Libero e diventato una serie Tv per Rai 1), continuato con Buio, Gelo, Cuccioli, Pane e Souvenir, che segue le vicende di una squadra investigativa partenopea.
Ha partecipato, con Giancarlo De Cataldo, Diego De Silva e Carlo Lucarelli, all’antologia Giochi criminali (2014). Per Rizzoli sono usciti Il resto della settimana (2015), I Guardiani (2017) e Sara al tramonto(2018). I libri di Maurizio de Giovanni sono tradotti in tutto il mondo. Molto legato alla squadra di calcio della sua città, di cui è visceralmente tifoso, de Giovanni è anche autore di opere teatrali.












