Mariolina Venezia – Rione Serra Venerdì

2070

Editore Einaudi / Collana I coralli
Anno 2018
Genere Giallo
280 pagine – brossura e ebook
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Terza (e mi sento di dire indovinata) avventura di Imma (Immacolata) Tataranni, una specie di Calamity Jane della Basilicata, armata di codice penale invece che di pistola, scritta da Mariolina Venezia. Sì e sì ancora lei, la dottoressa Tataranni, sostituto procuratore di Matera, quarantatré anni, alta uno e un barattolo (a conti fatti uno e cinquanta) più zeppe o tacchi a spillo, mente acuta più di uno spillo, naso a patata, capelli rosso mogano oppure fiamma o carota, o qualche volta di “un infido color melanzana”, dipende dall’umore e da come le gira. E di sicuro non un figurino di moda, le sue scelte di abbigliamento sono a dir bene stravaganti. Anzi, secondo sua suocera poi: sicuramente Imma è “la donna peggio vestita di tutta la provincia”.
Comunque l’abbiamo inquadrata e proprio per tutte le sue caratteristiche o pregi che dir si voglia, Imma è la protagonista principe e, “napoleonicamente” al di là della macchietta, insomma al centro e fulcro della trama, si rivela quel tipo di personaggio che ammalia il lettore e lo costringe ad andare avanti a leggere. Ossignore, certo anche per scoprire come si dipana la storia, sempre rigorosamente gialla e soprattutto poi per scoprire come andrà a finire.

Ma intanto andiamo a vedere cosa succede in questo terzo libro, in cui Imma si troverà di fronte all’assassinio di Stella Pisicchio, classe 1962, sua ex timidissima compagna di scuola, rinvenuta in completino da sexy shop, morta strangolata nel letto del suo appartamento con porta sbarrata dal paletto. Sesso sadomaso finito male? Certo ci sarebbe un abbaino che sbuca sul tetto ma di là, a prima vista potrebbe essere passato solo un ragazzetto o un contorsionista alla Houdini. Quindi, se non bastasse, potremmo essere davanti al classico irrisolvibile delitto della camera chiusa? E poi Stella, la compagna e amica di scuola un tempo solitaria, impacciata che scopre, man mano che fruga nella sua vita, è diventata da un giorno all’altro molto diversa da allora. Un’altra persona. Ma perché mai? Cosa le era successo? Tante idee e ricordi che si mischiano vorticosamente e fanno a cazzotti in testa e nell’animo di Imma per tutta l’indagine. Il tutto piazzato nel quartiere di Serra Venerdí che, dopo l’esodo degli anni ’50, ospita gli abitanti dei Sassi, il cuore antico di Matera. Ma i sogni degli urbanisti si sono scontrati con la realtà e Serra Venerdí è diventato Rione Apache, dove la povertà spesso si sposa con il degrado.

L’omicidio di Stella Pisicchio, accompagnato da altri episodi a dir poco strani, vedi la sparizione di un ragazzino vicino di casa della morta e probabilmente un testimone del fattaccio, punta il dito su una Storia che sembra sempre di più travolgere i piú fragili. Non basta, in pochi giorni la parola bondage sembra diventare la più famosa tra gli abitanti della zona tanto da soverchiare persino le tipiche espressioni quotidiane. Saremo scaraventati nel semiproibito mondo delle chat, tra antiche lastre fotografiche, polverosi faldoni da consultare, nobili decaduti e le classiche figure della zona, vivacizzate dal dialetto, tra grotte preistoriche e pietre di villaggi distrutti e abbandonati. Arrampicata, traballando sull’immancabile tacco dodici, toccherà a Imma correre su e giù per la Basilicata, nell’intento di ricostruire un episodio del periodo postunità Italiana, che può nascondere la ferocia più abietta.

Certo comunque lo si guardi l’omicidio della Pisicchio pare affondare le radici nel passato, e magari costringerà Imma a confrontarsi con se stessa. Perché la sua indagine oltre che a costringerla a vagare nei favolosi scenari delle Dolomiti Lucane, e negli “ambigui vicinati” dei Sassi, la spinge a scavare negli angoli oscuri dei suoi ricordi E se proprio lei involontariamente… Per fortuna suo marito Pietro e Valentina, la figlia adolescente quindicenne, bene o male le stanno accanto. Ma stavolta la dottoressa Tataranni rischia persino di perdere quanto ha di caro. E deve fare i conti con il bel maresciallo dagli occhi azzurri, appena promosso, Ippazio Calogiuri. In una Matera, pronta ad accogliere l’avvento della Citta internazionale della cultura e a spalancare le porte al turismo, il fantasma del passato fa paura. E ancora Imma Tataranni al centro della scena, persino ai fornelli affaccendata nella preparazione di delizie culinarie locali. Cito a caso, con l’acquolina in bocca: i lampascioni…. Insomma una piacevole lettura, dove regnano buon gusto e ironia. Il paesaggio, sempre presente, è contemporaneamente scenario e coprotagonista di qualità: la Basilicata è una terra suggestiva, con i suo paesi dove sembra che il tempo si sia fermato, con il suo bizzarro clima che passa dal cupo e gelido inverno al trionfo di colori che accompagnano la primavera, alle brucianti estati arse dal sole, al giallo rosso che domina in autunno. Presto, sono annunciate, vedremo le avventure di Imma Tataranni inquadrate in una fiction televisiva ambientata tra Matera e Metaponto: le aspettiamo.

Patrizia Debicke

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La scrittrice:
Mariolina Venezia è nata a Matera. Attualmente vive a Roma, dove lavora per teatro, cinema e televisione. Ha pubblicato alcuni libri di poesie in Francia e, per Einaudi, i romanzi Mille anni che sto qui, vincitore del Premio Campiello 2007, Come piante tra i sassi (2009 e 2018), la raccolta di racconti Altri miracoli (Theoria 1998, Einaudi 2009), Da dove viene il vento (2011), Maltempo (2013 e 2018) e Rione Serra Venerdì (2018).