Melba Escobar – La casa della bellezza

1871

Editore Marsilio / Collana Farfalle / I gialli
Anno 2018
Genere Giallo
221 pagine – brossura e ebook
Traduzione di G. Zavagna

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La prima impressione, a volte può trarre in inganno. Non parlo di un pregiudizio, ma di ciò che ti trasmette una persona, un fatto o un libro, così appena ti ci imbatti. Senza volerlo, ci facciamo un’idea di quello che ci sta davanti. Un’idea che poi, andando avanti nella conoscenza o nella lettura, si può rivelare giusta o sbagliata. In questo caso, complice la copertina ed il titolo del libro mi ero immaginata una sorta di giallo che metteva le sue radici nel mondo delle donne. Prima impressione non del tutto sbagliata. Ma questo romanzo è molto di più.
Siamo a Bogotà, Colombia, una città la cui bellezza sembra venata di tristezza ma capace di sorprendere con un’atmosfera solare e splendente, quanto rara. La casa della bellezza è un centro estetico di lusso dove si reca buona parte della classe agiata femminile della città. Per questo, all’interno vigono regole ferree e personale scelto. Tra queste, Karen, una giovane ragazza dai modi impeccabili e di una bellezza particolare e selvaggia che si alimenta delle sue origine indie. Una delle più richieste del centro. Tra le sue clienti una ragazza di 17 anni, Sabrina Guzmàn, studentessa del gimnasio femenino, che si reca da lei per un servizio prima di un appuntamento. Un paio di giorni dopo, Karen scoprirà che la ragazza è morta, sembra per un aneurisma, ma la famiglia di questo non è convinta e mentre le indagini ufficiali sono arenate a causa del referto medico, le indagini ufficiose di una madre che non può arrendersi, se non dopo aver scoperto la verità, si fanno strada a fatica coinvolgendo, suo malgrado, la giovane estetista, in quanto ultima ad averla vista viva.

“La verità è necessaria quando c’è giustizia. Ma la verità senza rimedio non fa che avvelenare l’anima.”

Questo romanzo di Melba Escobar, è molto di più che l’intricato disvelarsi ai nostri occhi di una verità scomoda attraverso la trama di un giallo. Questo romanzo è anche un affresco ben tratteggiato di una terra lontana dalla nostra realtà. Una terra di grandi città con aree molto diverse tra loro ma anche di zone costiere dove la bellezza selvaggia della natura resta immutata. Una terra dove le tradizioni ed anche le antiche credenze lottano senza sosta per non essere cancellate da una modernità famelica e densa di stereotipi che minaccia di divorare tutto quello che ingoia. Questo romanzo è anche un ritratto di una società, dove gli uomini fanno quello che vogliono mentre le donne quello che gli tocca, dove le classi sociali sono ben inquadrate in dettagli e cliché di cui non intendono liberarsi, dove i potenti riescono a muoversi liberamente al di fuori della legge senza pagare per i propri crimini. Nemmeno per quelli più spregevoli ed abbietti.
Tra i personaggi femminili, Claire Dalvard, psicanalista di mezza età, nata in Colombia ma vissuta in Francia per poi tornare nella sua terra di origine, che non sa darsi un luogo di appartenenza e che si lega in maniera inconsueta ma salda alla giovane estetista. Karen, cresciuta nella provincia povera con il desiderio di risollevare le proprie sorti ribaltando la sua vita magari grazie anche all’amore che invece le porterà un figlio, per il quale dovrà scendere a patti con la realtà abbandonando i sogni. I personaggi maschili sono diversi, per lo più appartenenti al gioco dei potenti, ma anche alle classi meno abbienti. Uomini che si nascondono dietro ad una maschera, o che necessitano dell’ammirazione del prossimo per riconoscere se stessi. Uomini che padroneggiano il mondo della violenza come qualcosa di normale e scontato. Uomini che si servono delle donne, a loro piacimento. Uomini che hanno paura, che non vogliono assumersi responsabilità e men che meno colpe.

“Che qualcuno si deve assumere qualche responsabilità, Clairecita. Qualcuno deve essere colpevole.”

Sono felice di aver avuto occasione di leggere questo romanzo. E sono felice che la prima impressione si sia rivelata in parte sbagliata. Perché sì, si parla di donne ma partendo dalla leggerezza per arrivare molto in profondità. Prendendo in considerazione sia i pregi che i difetti di personaggi complessi che non si possono analizzare se non in relazione al luogo e al tempo in cui vivono e rispetto alle radici dalle quali si sviluppano e crescono.
Attraverso capitoli brevi il cui punto di vista cambia in base a chi ne è protagonista di volta in volta, arriveremo a scoprire la verità, una verità amara perché fin troppo spesso, come nella vita, anche in questo romanzo, sono i più deboli a pagare per le colpe altrui.

Federica Politi

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La scrittrice:
Melba Escobar (1976) vive a Bogotá. Scrittrice e giornalista, è editorialista dei quotidiani colombiani El Espectador e El País. La Casa della bellezza, in uscita in diciotto paesi, è stato selezionato tra i migliori libri colombiani del 2016.