Carlo Lucarelli – Navi a Perdere

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Editore Einaudi / Collana Stile libero big
Anno 2018
Genere Giallo – Inchiesta
75 pagine – brossura

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Nel 1990 c’è una motonave da carico che gira per il mar mediterraneo e che si chiama Rosso e che un tempo si chiamava Jolly Rosso. Questa imbarcazione è piuttosto nota tra i marittimi che la chiamano “la nave dei veleni”. Il perché viene scoperto, in parte, il 14 dicembre 1990 mentre la motonave partita da La Spezia con il suo misterioso carico e diretta a Malta fa naufragio sulle coste calabresi, a 15 chilometri da Amantea. Il comandate Pestarino aveva già richiesto i soccorsi via radio perché la nave stava imbarcando acqua e da Catania erano partiti i soccorsi. L’imbarcazione, però, non affonda e sospita dal vento si incaglia sulla spiaggia. Il giorno dopo quando arrivano i demolitori da Crotone scoprono un buco nella struttura. Non una falla da cui ha imbarcato acqua. Ma proprio un buco preciso fatto manualmente e probabilmente con volontà, come se da quel buco in fretta e furia fosse stato trafugato materiale compromettente che mai sarebbe dovuto finire in mani estranee. Soprattutto non nelle mani degli inquirenti.
Cosa trasportava Rosso? E come mai il 12 dicembre 1995 il comandante della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria, che sta indagando sul naufragio della motonave sospetta, viene colto da malore sulla Salerno – Reggio Calabria e muore sul colpo proprio mentre si sta recando a La Spezia per approfondire le sue indagini?

Navi a perdere si chiama l’ultima fatica letteraria di Carlo Lucarelli che è più di un giallo e più di un libro di inchiesta. In realtà sono meno di cento pagine ma così fitte di racconti di cronaca vera e di misteri celati che il lettore non può che rimanere a bocca aperta per tutta la durata della narrazione. Quanto successo a Rosso non è né raro né unico purtroppo ma uno dei tanti misteri che ruotano intorno al viaggio delle merci nel mondo e che dagli anni Ottanta in poi ha visto container sparire, navi affondare per avarie misteriose e naufragi calcolati talmente al dettaglio che chi indaga si ritrova a scommettere sulla mala fede di tutto l’equipaggio alla prima occhiata.
E perché tutto questo? Perché riempire ogni oltre limite motonavi di scorie e altre schifezze e poi farle misteriosamente affondare è il modo più veloce e redditizio di liberarsi di carichi illegali e rischiosi. Solitamente le navi affondano con le loro merci dichiarate solo parzialmente e buonanotte.
Succede da decenni. È una tecnica collaudata. Tanto che Rosso e ancor prima Jolly Rosso era conosciuta appunto come la nave dei veleni. Solo che nel 1990 per la motonave dell’armatore genovese è andata altrimenti e qualcuno ha scoperto o fiutato l’inganno. E ci ha rimesso probabilmente con la vita.

Il romanzo inchiesta di Lucarelli è magnifico, fortissimo, accattivante. L’autore racconta fin dalla prima pagina con l’attitudine che ha di narrare i fatti e le vicende e prima ancora di parlare di traffici pericolosi, di illegalità, di scorie e veleni presenta al lettore un uomo, un servitore dello Stato, un carabiniere eroe. Chi legge si emoziona, così, fin da subito per poi appassionarsi alla lettura pagina dopo pagina. Navi a perdere è quel tipo di libro che vai a sfogliare nuovamente anche dopo che lo hai letto e riletto perché anche se i fatti narrati sono documentati cerchi ancora di non crederci e di pensare alla meschinità umana come solo sporadica. Carlo Lucarelli, invece, scrive appunto per denunciare, anche se la sua straordinaria e bellissima capacità di narrare affascina il lettore e rende meno agghiacciante le storie di questo libro.
Quanti traffici illeciti ignoriamo ancora nel mondo e quante volte continueremo ancora a stupirci davanti al tornaconto personale a danno di tutti gli altri?

Antonia del Sambro

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Lo scrittore:
Carlo Lucarelli è scrittore, regista, conduttore televisivo e giornalista. Impegnato in molteplici attiva fin dalla sua giovinezza si è fatto conoscere al grande pubblico per le sue inchieste e per i suoi romanzi gialli. Nel 2008 ha fondato Bottega Finzioni, una scuola di scrittura creativa (sezioni: Fiction, Non fiction, Letteratura, Produzioni per Bambini e Ragazzi) e nello stesso anno, insieme a Paola De Martiis, ha firmato uno spettacolo teatrale rappresentato a Cracovia il 27 gennaio 2008, diventato poi un documentario in onda su Rai Tre, Un treno per Auschwitz: un viaggio nella memoria e per la memoria della Shoah, organizzato dalla Fondazione ex campo Fossoli che, ogni anno, si rivolge principalmente a circa 600 studenti delle scuole superiori della provincia di Modena.