Danilo Pennone – Il cadavere del lago

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Editore Newton Compton / Collana Nuova Narrativa
Anno 2019
Genere Thriller
277 pagine – rilegato e ebook

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Il commissario Mario Ventura a quasi sessant’anni è un uomo solo. La moglie Antonia, sostituto procuratore presso il tribunale di Ragusa, è stata eliminata dalle mafie locali, lasciandolo solo a lavorare in polizia e a crescere una figlia. Nella sua vita ha avuto a disposizione poche scelte: quella, forse idealizzata, di diventare un pianista, ma era bravo, non geniale e ha rinunciato. E quella di doversi trasferire con Anchise Ventura, suo padre e la sua bambina orfana a Nord, a Marino, per poterla crescere al sicuro, credeva. Un scelta che purtroppo si è rivelata solo un‘illusione. E infatti nell’incipit del romanzo  Mario Ventura, sotto un’invernale pioggia battente  sta seppellendo sua figlia nella tomba del cimitero che cinque anni prima ha accolto, suo padre. E oggi in quella stessa tomba vede calare la bara di una ragazza di soli venticinque anni, che ha sbagliato tutto nella vita perché colta da follia ha ucciso credendo di amare e si è lasciata morire in un manicomio criminale. Ma a Ventura sarà concesso appena il tempo di una preghiera, di buttare qualche fiore nella bara prima dell’inumazione, di tornare a casa, asciugarsi, cambiarsi, dare da mangiare a Crimbo il fedele spinone, ormai suo unico compagno, quando a mezzogiorno lo squillo del cellulare lo costringe a rispondere.

Il suo insostituibile vice, l’irpino Antonio di Gennaro gli comunica che un pensionato mentre portava a spasso il cane ha trovato un cadavere, un uomo giovane, semisepolto nella spiaggetta di ponente del Lago di Albano. Il corpo seminudo e che esibisce anche vistose tracce di rossetto, presenta evidenti segni di soffocamento. I pantaloni del morto verranno rinvenuti più lontano, lasciati in un cespuglio. Con ogni evidenza si tratta di un brutto omicidio e le ipotesi sul movente lasciano ben poco spazio all’immaginazione. Non ci vorrà molto a capire che il caso si presenta spinoso, anzi sarebbe meglio dire da prendere con le molle.  Perché Ventura e i suoi uomini  scopriranno  presto che il cadavere del lago appartiene a un giovane seminarista irlandese, Eamon McCormac… Le indagini portano subito Ventura ad andare a indagare al Seminario Apostolico d’Irlanda, a Castel Gandolfo, istituzione che accoglie futuri preti di nazionalità irlandese e che ospitava da mesi  McCormac. Allusioni, parole a mezza bocca, faranno capire al volo che il giovanotto privilegiava un suo preciso orientamento omosessuale e che le sue frequentazioni locali erano abbastanza regolari e  movimentate. Si fa presto ad appurare che quella sponda del Lago d’Albano ospita una florida e molto frequentata colonia di prostituzione maschile. I primi  sospetti fanno puntare la mira degli inquirenti su un giovane che lavorava in quella  zona  e alcuni indizi sembrano confermare la sua colpevolezza.

Non basta, salta fuori a mo’ di terzo incomodo anche un rivale amoroso. La faccenda si fa sempre più difficile, complicata anche dai nefasti effetti sull’edificio di un terremoto locale che obbliga il commissariato a un trasloco in comune, a Palazzo Colonna. Ogni tanto, si sa, il Monte Cavo si risveglia, si leva il cappello ribolle e fa il suo comodo.  Mario Ventura, unico schiacciasassi all’opera in un’inchiesta che non fa piacere a nessuno,  e men che meno ai suoi superiori e alla chiesa, nonostante i bastoni che gli mettono tra le ruote, non vorrebbe chiudere l’inchiesta prima di aver sbrogliato il caso. Però… Il cadavere del lago è il romanzo amaro di un protagonista che si vorrebbe cinico ma in realtà è solo ammalato di una solitudine talmente penosa e frustrante da costringerlo persino a sognare un impossibile sorriso femminile. Ḕ anche la dolorosa presa di coscienza di chi  dovrà affrontare e accettare il proprio fallimento professionale, come troppo spesso ohimè accade a tanti di noi quotidianamente. Ventura si è dannato, si è dato da fare, ha veramente risolto il caso, sa di essere nel giusto, ma la sua storia non dipende solo da lui, dalla sua rettitudine morale o dalla sua sete di verità che  troppo spesso viene annegata nell’opportunismo.
La sua storia non può più essere soltanto sua, ma solo un compromesso accettabile di scelte, di religioni, di politica e di uomini. Insomma  sfortunatamente, come troppo spesso accade, uno sporco intreccio tra bene e male in cui i due estremi si toccano, si scontrano e alla fine si accordano a loro comodo.

Patrizia Debicke

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Danilo Pennone è nato a Roma, dove vive e insegna. Ha esordito nella narrativa con il romanzo Confessioni di una mente criminale, pubblicato dalla Newton Compton, da cui è stato tratto l’omonimo spettacolo teatrale, per la regia di Marcello Cotugno, rappresentato al Todi Arte Festival 2009. Ha lavorato come assistente alla cattedra di Storia del cinema presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Il cadavere del lago è il suo nuovo romanzo.