Tomás Bárbulo – L’assemblea dei morti

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Editore Marsilio / Collana
Anno 2018
Genere Giallo
395 pagine – brossura e ebook
Traduzione di S. Sichel
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L’assemblea dei morti, opera prima del giornalista spagnolo Tomás Bárbulo è una pubblicazione che ha avuto un notevole successo, complici un ritmo incalzante e la presenza di capitoli brevi che invogliano ad andare avanti. Qualche accenno alla trama.
Un gioielliere francese contatta il Guapo perché, con i suoi tre amici, esegua un colpo presso una banca di Marrakech, il bottino da recuperare è costituito da una notevole quantità di gioielli per un valore corrispondente di sei milioni di euro. Al Guapo e alla sua banda spetteranno due milioni di euro da spartirsi equamente tra di loro.
Guapo, Chiquitín , Chato e Yunque, ecco a voi la banda dei quattro scapestrati che immergendosi nelle fogne emergeranno all’interno della banca e metteranno in atto la rapina che frutterà loro due milioni di euro, somma che cambierà finalmente la loro vita piuttosto disgraziata.
In effetti la loro vita cambierà eccome…
Una figura importante che è parte fondamentale della storia è quella di Haibala, uno Sahrawi (sahariano), ha sia passaporto marocchino che spagnolo (suo nonno era spagnolo). Una figura importante perché è colui che accompagnerà i quattro e le loro rispettive fidanzate (tranne la moglie del Guapo, incinta di sette mesi, che rimane a Madrid ) in questo viaggio in apparenza da turisti. A dividere Spagna e Marocco in fondo c’è solo lo Stretto di Gibilterra, ma prima e dopo quel solo ci sono due mondi diversi, due culture diverse. Quindi Haibala è necessario perché conosce usi, abitudini e costumi, sa quindi districarsi tra burocrazia e vita quotidiana, sa come muoversi tra le strade ed i mercati, come affrontare i seccatori che tentano di aggirare i turisti. In più è colui che utilizzerà la lancia termica per aprire i tre armadi blindati che contengono i gioielli. E’ un personaggio molto enigmatico. Da una parte sembra molto servile, fa credere e concede a Guapo la consapevolezza di essere l’unico capo, lo asseconda quando esige espressamente che niente venga deciso senza il suo consenso. Ma dall’altra ha molto carisma, bastano le sue parole e un suo sguardo per mettere a tacere le persone importune e scocciatrici, basta la sua presenza per risolvere determinate situazioni. Una figura, quindi, che per queste caratteristiche mi ha colpita fin da subito.
Non sarà semplice affrontare il viaggio che porterà i nostri otto da Madrid a Marrakech. La convivenza sul pulmino tra una tappa e l’altra, la tensione e lo stress per quello che ci sarà da affrontare, la continua paura di essere scoperti prima o dopo la rapina. In più si aggiunge lo strano comportamento di Chiquitín, non sta bene, è sempre agitato e particolarmente nervoso. Fino a quando non confesserà ai suoi amici che prima di partire ha combinato un grosso pasticcio. Un pasticcio che influenzerà in qualche maniera la vicenda. Ma non è il solo. Perché anche i personaggi che non partecipano attivamente all’operazione, come il gioielliere che ha organizzato il tutto dal punto di vista logistico e la moglie del Guapo – entrambi rimasti a Madrid – avranno una parte importante nella storia.
L’assemblea dei morti è un libro d’azione che non lascia tregua al lettore, un libro che ci racconta di un viaggio in un paese vicino ma nello stesso tempo lontano, una storia che ci spiega come spesso possiamo ritrovarci dopo aver creduto in un miraggio, in qualcosa che siamo convinti cambierà una vita alquanto disgraziata. Quel miraggio è uno spiraglio di luce, ma quali implicazioni si possono palesare, quale potrà essere il prezzo da pagare.
Inseguimenti, fughe, paure. Tutto è parte integrante di una narrazione che dalla prima all’ultima pagina vi terrà incollati. Perché vorrete sapere come va a finire, perché vorrete capire chi si nasconde in realtà dietro determinati personaggi.
Non è un libro particolarmente introspettivo, lo dico ai lettori che amano specialmente questo aspetto, è un libro che fonda la sua forza sull’azione e sull’adrenalina. Uno di quei libri che ti fanno grande compagnia e ti aiutano a lasciare tutto fuori. Scegliete il vostro posto preferito per la lettura e sprofondate tra le pagine.
Aggiungo che L’assemblea dei morti ha un finale apertissimo. Sono convinta che Bárbulo ci regalerà un seguito, molte cose sono rimaste in sospeso e quindi no, non può finire proprio così.
Una curiosità, il titolo richiama una piazza di Marrakech.
Sai cosa vuol dire Jamaa el Fna”
“No.”
“Assemblea dei morti.”
“Un nome molto allegro.”
Il Sahrawi fece una risata.
“Un sultano tagliava le teste ai ladri e agli assassini e le metteva qui, conficcate sulle lance.”

Cecilia Dilorenzo

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Lo scrittore:
Tomás Bárbulo (1958), profondo conoscitore del mondo arabo, è un giornalista, fondatore di diverse testate, inviato di El País in Marocco, Algeria, Mauritania e Sahara occidentale, dove ha vissuto a lungo e sulla cui storia politica ha scritto un saggio. L’assemblea dei morti è il suo primo romanzo, già acclamato in Spagna come il miglior esordio nella narrativa di genere da lungo tempo.