Jack Carr – Terminal List

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Editore Longanesi / Collana I Maestri dell’Avventura
Anno 2019
Genere Thriller
416 pagine – rilegato e epub
Traduzione di L. Bernardi

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C’è una discreta tradizione di membri di corpi militari d’elite che, di solito a fine carriera, si dedicano con buon successo allo scrivere thriller. Alla schiera guidata dal veterano Andy McNab si aggiunge adesso Jack Carr, ex membro dei Navy SEAL, con il romanzo d’esordio Terminal List, in Italia per Longanesi.
Trama e soggetto sono molto semplici, il secondo ben riassunto dal titolo.
James Reece è un tenente comandante di un team SEAL impegnato in una complessa operazione in Afghanistan che si trasforma in un autentico massacro per le truppe comandate dal protagonista.

«Eh sì» disse Boozer. «Fino a qui tutto giusto. Poi tutta la valle è esplosa. Era una trappola, Reece. Una delle trappole meglio congegnate che abbia mai visto. Sapevano esattamente cosa avremmo fatto dopo la prima esplosione. Sapevano che avremmo ordinato l’attacco aereo e poi saremmo entrati con la cavalleria a prendere morti e feriti. Il suolo della valle, proprio nel punto esatto in cui ci trovavamo noi, era pieno di mine. Hanno aspettato che gli elicotteri atterrassero e poi bum, addio. Il primo ha sbarcato i Ranger e si è allontanato, il secondo appena ha toccato il suolo è saltato in aria, tenente. Con dentro tutti i ranger. Tutti.»

Reece viene richiamato negli Stati Uniti e il suo mondo dopo la strage dei commilitoni crolla del tutto contro una cospirazione che coinvolge le più alte sfere del governo e della Marina americana, in un quasi classico eroe vs Deep State.

Aveva l’aria di un soldato che si prepari ad andare in guerra: esattamente ciò che stava per fare. Chiunque fossero i colpevoli, gli avevano tolto tutto. Tutto tranne la forza di combattere. Ma l’avrebbero pagata cara.

Pur non mancando ampie descrizioni di tattiche, armi e dispositivi -una carrellata tipica che ci si aspetta considerato il background dell’autore e la tradizione citata- Terminal list è un “romanzo di vendetta”. Gli avversari di Reece, i cospiratori, andranno a comporre una kill list, una lista di morte che il protagonista, dopo aver compilato, comincerà ad accorciare a colpi di attentati e omicidi eclatanti. Nel romanzo la guerra contemporanea segue Reece a casa in California e questo protagonista, poeta-guerriero, esperto di tattica e controguerriglia, subirà una serie di trasformazioni radicali lungo il corso del romanzo: da soldato a vittima a patriota tradito a vendicatore, da onorato membro del corpo militare di elite più famoso del mondo a rinnegato terrorista.
Terminal List è anche e soprattutto un romanzo in cui neanche tanto nascosto nella fiction si trova la storia americana, anche politica, degli ultimi anni vista con gli occhi di un soldato.
Il protagonista si radicalizza capitolo dopo capitolo e non cade nelle trappole di politici e ammiragli, piuttosto è lui stesso a tenderle come già “addestrato” a certe insidie.
Per meglio comprendere questo processo, tocca spendere qualche parola sul background.
James Reece è un cittadino-soldato nell’epoca delle cospirazioni, uno per nulla “ingenuo”.

«Eh sì. È stato proprio il caso di Stanford, insieme allo studio di Tuskegee sulla sifilide, agli esperimenti medici dei nazisti processati a Norimberga, e dei test fatti dalla CIA sul controllo mentale indagati nel ’75 dal comitato Church, a portare alla luce una sorta di rete scientifica segreta composta da istituzioni finanziarie, esercito, agenzie d’intelligence, aziende farmaceutiche, ospedali e università che come cavie ignare utilizzavano detenuti, studenti e, guarda un po’, soldati.»

Fatti storici e cospirazioni reali come quelle sopra citate compongono l’immaginario dell’autore e non soltanto il suo. Dalla strage del Team Six dei Navy SEAL (vedi Lone Survivor di Peter Berg 2013), proprio lo stesso team che aveva catturato e ucciso Osama Bin Laden, in Afghanistan nel 2011. O la morte, per mano di un ex militare con un gravissimo disturbo post traumatico (uno dei temi essenziali di Terminal List), del cecchino eroe dei SEAL, Chris Kyle, sul grande schermo in American Sniper (2014) con la regia di Clint Eastwood. Ancora, anche questa storia vera e recente, in 13 Hours: the secret soldiers of Benghazi, film di Michael Bay tratto dal quasi omonimo libro, in cui ex militari di corpi d’elite si ritrovano ad affrontare attacchi e assalti à la Alamo da parte di spietati jihadisti, oltre che l’abbandono da parte di politici e apparato d’intelligence.

È la guerra, Reece.

Pur esagerando con il plot armor per il protagonista -Reece è a tratti troppo super soldato e grande stratega e incredibilmente fortunato in eventi e amicizie- e non concedendo neanche pochi cenni al “al vendicatore che riflette”, l’esordiente Jack Carr riesce a mantenere il thrilling per tutto il romanzo pur svelando nelle prime pagine gli antagonisti e le loro macchinazioni contro il protagonista, lo spirito dell’America e la sua “casta guerriera”. Il lettore assiste alle riunioni dei cospiratori, non c’è alcun mistero, ha presto un organigramma chiarissimo della minaccia.
Tocca alla metodica ira della guerra privata di James Reece lottare contro il Sistema e intrattenere il lettore, due missioni che vanno considerate ben compiute.

Antonio Vena

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Lo scrittore:
Jack Carr è stato per anni un tiratore sceltodei Navy Seal. Da quando si è ritirato dallacarriera militare, vive con la moglie e i trefigli nello Utah. Terminal List è il suo primo romanzo.

officialjackcarr.com