Johana Gustawsson – L’emulatore

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Editore La Corte Editore / Collana Underground
Anno 2018
Genere Thriller
352 pagine – rilegato e epub
Traduzione di Stefano Cresti

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“L’emulatore” di Johana Gustawsson è un thriller crudo, di forte impatto emotivo. Il lettore può farsi un’idea di ciò che l’aspetta fin dall’incipit, dov’è descritto un imputato alla sbarra che fissa le orecchie della Giudice fantasticando su come cucinarne i lobi; per essere precisi, c’è tanto di ricetta: “Lobi a modo mio”, così il killer cannibale cataloga mentalmente la pietanza. Bene, sorridete ora, perché se vi arrischiate a proseguire la lettura, di sorridere vi passerà la voglia.
Si entra nel vivo della storia con la detective Karla Hansen, chiamata sulla scena di un crimine efferato: il cadavere della ragazza trovato sulle rive del lago Torvsjön, alla periferia della cittadina svedese di Halmstad, mostra terribili mutilazioni. Come se non bastasse l’asportazione di grossi pezzi di carne, il corpo nudo è stato addossato contro un tronco d’albero, con braccia e gambe, o quel che ne rimane, sistemate in una posa oscena. Altri macabri dettagli sulla fine della vittima, fanno pensare a un preciso rituale.
Due giorni dopo il ritrovamento della ragazza in riva al lago, a Londra sparisce una donna, la famosa attrice Julianne Bell, rapita mentre si reca negli studi televisivi della BBC.
Il fatto desta scalpore, inoltre il Capo della Polizia di Scotland Yard è amico della famiglia Bell, perciò, a coadiuvare l’ispettore Pierce incaricato delle indagini, viene chiamata la profiler Emily Roy, una donna ombrosa, ma dotata di un fiuto investigativo fuori dal comune. Sarà infatti Emily a notare un collegamento sconcertante tra la sparizione della Bell e la morte di sei donne uccise dieci anni prima da Richard Hemfield, il serial killer cannibale rinchiuso in un ospedale psichiatrico di massima sicurezza.

L’ispettore Pierce sospetta l’esistenza di un emulatore, decide perciò di rispolverare il caso Hemfield. In seguito ai controlli incrociati, si scopre un altro omicidio caratterizzato dal modus operandi del killer cannibale: quello della ragazza svedese di Halmstad. Una seconda ipotesi si aggiunge alla presunta esistenza di un emulatore, e cioè che Richard Hemfield sia stato condannato ingiustamente.
Le indagini sono complesse, piene di contraddizioni e di lati oscuri. Indizi fumosi suggeriscono un percorso a ritroso che mira a un’epoca lontana, intanto i giorni passano, e Julienne Bell resta prigioniera del mostro.
La soluzione del caso arriva in seguito a un’operazione investigativa concordata tra la polizia svedese e quella inglese. Viene così svelata l’origine dell’aberrante ossessione che ha dato impulso ai crimini, un’ossessione antica che negli anni non ha perso la sua forza, anzi, si è rigenerata e ha fatto proseliti.
Il romanzo si avvale di tre livelli narrativi: il più esteso è riferito a un presente dinamico, quello dell’azione; il secondo racconta un presente statico, cioè la prigionia di Julienne Bell, dove il terrore è una costante in primo piano; il terzo livello riguarda il passato, e si svolge nella Londra ottocentesca che fu teatro delle gesta di Jack lo Squartatore.
Per quanto non ami l’uso di diversi piani narrativi, devo dire che l’autrice è stata molto brava a gestirne tre insieme. Forse non era nel suo intento rappresentare la prigionia di Julienne Bell come qualcosa a sé stante, eppure così mi è parso per l’intensità dello specifico narrato, perché lo sguardo che Julienne getta sull’orrore che la circonda è lucido, disperato e al tempo stesso colmo di volontà di vivere.

In conclusione, “L’emulatore” mi è piaciuto; l’ho trovato ben scritto e orchestrato magistralmente, cosa non scontata considerando la complessità della trama. Alcuni argomenti trattati possono suscitare raccapriccio nel lettore, la Gustawsson tuttavia non eccede in descrizioni ad effetto; traspare la matrice giornalistica della formazione dell’autrice, il che rappresenta a mio avviso un valore aggiunto del romanzo, del quale consiglio senz’altro la lettura.

Maria Teresa Casella

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La scrittrice:
Nata nel 1978 a Marsiglia e con una laurea in scienze politiche, Johana Gustawsson ha lavorato come giornalista per la stampa francese e la televisione. Ha sposato uno svedese e ora vive a Londra. È stata la co-autrice di un best-seller, On se Retrouvera, il cui adattamento televisivo ha attirato oltre 7 milioni di spettatori la scorsa estate.