Don Winslow – Il confine

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Don Winslow, ex investigatore privato, uomo di mille mestieri, è tra gli autori di crime piú importanti al mondo. Einaudi Stile libero ha pubblicato L’inverno di Frankie Machine (ultima edizione Super ET, 2017), diventato un vero e proprio caso letterario, Il potere del cane, primo romanzo con protagonista Art Keller, La pattuglia dell’alba, La lingua del fuoco e, nel 2011, Le belve, da cui Oliver Stone ha tratto l’omonimo film. Nel 2012, sempre per Einaudi Stile libero, è uscito I re del mondo, prequel de Le belve; nel 2013, Morte e vita di Bobby Z; nel 2014 Missing. New York, primo capitolo di una nuova serie poliziesca con protagonista il detective Frank Decker; nel 2015, Il cartello, secondo romanzo della serie con Art Keller; nel 2016, i primi due romanzi che hanno come protagonista Neal Carey, London Underground e China Girl, e L’ora dei gentiluomini. Nel 2017, Corruzione e il terzo romanzo con protagonista Neal Carey, Nevada Connection. Nel 2018, il quarto romanzo della serie con Neal Carey, Lady Las Vegas e il quinto, Palm Desert. Nel 2019, l’ultimo atto della trilogia con protagonista Art Keller, Il confine.

Sarà disponibile in libreria dal 18 giugno il suo nuovo romanzo “Il confine” edito da Einaudi, di cui vi riportiamo la trama:

Art Keller pensava che una volta scomparso Adán Barrera avrebbe trovato pace. Si sbagliava. A prendere il posto che è stato di Adán, e prima ancora di suo zio don Miguel Ángel, ci sono già Los Hijos, la terza generazione. E ora, a capo della Dea, Art si rende conto che in realtà i nemici sono dappertutto: nei campi di papavero messicani, a Wall Street, alla Casa Bianca. Gente che cerca di farlo tacere, di sbatterlo in galera, di distruggerlo. Gente che vuole ucciderlo. Con Il confine Don Winslow tira le fila di una storia di violenza e vendetta, corruzione e giustizia, ormai divenuta leggenda. E dipinge un ritratto di straordinaria potenza dell’America d’oggi.

«Il confine mi ha totalmente conquistato. Tutti dovrebbero leggerlo. È un romanzo sociale al livello di Tom Wolfe e John Steinbeck. Attento, furente, pieno di suspence, a tratti comico, e sempre avvincente. Un libro duro ma importantissimo».
Stephen King