James Rollins – Il segreto dell’inquisitore

1849

Editore Nord / Narrativa Nord
Anno 2019
Genere Thriller
469 pagine – rilegato e epub
Traduzione di Paolo Falcone

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Visto che il segreto dell’inquisitore è la quattordicesima avventura della squadra della Delta Force, vuol dire che Rollins in questi anni ha scritto una poderosa serie di thriller, ma francamente finora niente di paragonabile a Il segreto dell’inquisitore. Sempre molto abile nel costruire le sue storie, basate anche su dati scientifici, stavolta Rollins si supera e tira fuori il suo scenario più terrificante. Un possibile scenario di crisi mondiale, anticipato anche dai timori di Elon Musk, Stephen Hawking e dal presidente russo Vladimir Putin. Una intelligenza artificiale priva di qualunque controllo… E James Rollins comincia subito a metterci in guardia. Secondo un approfondito sondaggio, infatti, il quarantadue per cento degli esperti informatici ritiene che la creazione di una IA diventerà una realtà entro un decennio, anzi la metà tra loro sostiene addirittura che basteranno cinque anni. Ma perché questo fatto deve essere considerato «il più pericoloso nella storia della civiltà»? Beh, a voi la spiegazione: intanto non si pensa che la prima intelligenza artificiale starà buona buona ad aspettare ordini, ma che si darà parecchio da fare. Insomma, in brevissimo tempo: settimane, giorni, o magari ore, si trasformerà in una superintelligenza impenetrabile, in una creatura molto superiore e che probabilmente non saprà che farsene degli esseri umani. E purtroppo non possiamo sapere se questa nuova superintelligenza sarà un dio indulgente o un demone distruttore. A ogni modo, è pronta, in dirittura d’arrivo. Niente da fare per fermarla.

Anzi, c’è chi sostiene che addirittura sia già tra noi. Perciò vi avverto: celata tra le pagine del romanzo c’è una maledizione. E voi leggendo il libro, potreste mettere la firma sulla vostra condanna. Quindi se volete continuare, sarà a vostro rischio e pericolo. Ma se volete continuare lo stesso… Spagna, Paesi Baschi 23 giugno 1611. Siamo ancora nel delirio di condanne al rogo comminate dai membri più fanatici del’inquisizione sulle orme di Torquemada. Solo padre Alonso de Salazar Frias, dopo aver convinto l’inquisitore capo di Spagna, ha intrapreso un diverso percorso teso a distinguere i casi di isteria e atroci confessioni estorte solo per mezzo della tortura, da reali stregonerie. L’interrogatorio all’accusato padre Ibarra lo mette di fronte a un uomo distrutto fisicamente ma pronto a morire pur di non dover confessare il falso e cioè di essere uno stregone. Frias gli crede, ciò nondimeno neppure la sua presenza a la sua autorità basteranno a impedire agli adepti della setta, ai seguaci del Crucibulun, di eseguire l’empia condanna, Ma mentre padre Ibarra viene trascinato verso il rogo, riesce a fa scivolare un amuleto, una “nomina” tra le mani dell’inquisitore: un dito perfettamente conservato che pare una reliquia.

Coimbra, 21 dicembre del nostro anno e secolo. È sera, cinque donne, ciascuna conosciuta nel suo campo, sono riunite nella cripta sotto la biblioteca dell’antica e famosissima Università di Coimbra, pronte a dare il via a un eccezionale esperimento scientifico che ha visto anni di preparazione. Sono davanti a un computer e in collegamento con Mariana, una giovane studiosa portoghese. La geniale mente della ragazza, avvalendosi di enorme supporto economico anche americano, è arrivata a creare un programma che si chiama Xenese, ha per simbolo il pentacolo e mira a creare un’intelligenza artificiale in grado di auto controllarsi e regolarsi.

Ne “Il segreto dell’inquisitore”, il rogo, Ibarra, il programma Xenese, Monk, Kat, Seichan e Grey Pierce sono tutti collegati da un insospettabile destino in cui presente e passato si toccano, uniti da un mostruoso filo conduttore di sangue e persecuzione. Talvolta ai limiti del fantascientifico, ma dal lato tecnologico ho controllato le ipotesi avanzate da Rollins e ok ci siamo, siamo di fronte a un travolgente thriller futuristico. La trama è talmente verosimile che alla fine ci conforta sapere che è stato tutto inventato. Ma… Speriamo. Certo forse sarà meglio chiudere gli occhi e le orecchie e non farsi troppe domande su dove e cosa rischia di portarci l’avanzatissima tecnologia dei nostri giorni… A quale futuro, se un futuro ci sarà.

Patrizia Debicke

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Lo scrittore:
James Rollins è nato a Chicago il 20 agosto del 1961. Dopo aver frequentato l’Università del Missouri, per anni ha svolto la professione di veterinario, fino a quando ha deciso di lasciare il lavoro per dedicarsi completamente alle sue passioni: la speleologia, le immersioni subacquee e, soprattutto, la scrittura. Oggi é considerato uno degli scrittori più autorevoli di romanzi d’avventura. Apprezzato sia dal pubblico che dalla critica, ha scritto numerose serie ed è stato ingaggiato per adattare a romanzo il film “Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo”. Talvolta scrive sotto lo pseudonimo di James Clemens. Attualmente vive e lavora a Sacramento, in California.