Carsten Stroud – La scintilla del male

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Editore Longanesi / Collana La Gaja scienza
Anno 2019
Genere Thriller
330 pagine – rilegato e epub
Traduzione di Sara Crimi e Laura Tasso


Avete mai desiderato di tornare indietro nel passato per cambiare la vostra vita? O, al contrario, vi è mai venuta la curiosità di osservare da vicino il futuro, per essere più preparati a quello che vi riserverà?
Gli errori che avete commesso si risolverebbero e i vostri “aggiustamenti” vi creerebbero un futuro diverso, ma… Sicuri che sarebbe migliore? Siete certi che, invece, proprio attraverso i nostri sbagli siamo stati condotti a quello che rappresenta il nostro presente e ci abbia garantito un futuro più felice o più fortunato?
L’io del passato non sarebbe più l’io del presente, influenzando anche l’io del futuro…forse.

Il carico da undici, poi, ce lo hanno messo fior di scrittori e scienziati – senza contare i film che abbiamo visto, Ritorno al futuro (film del 1985 diretto da Robert Zemeckis e interpretato da Michael J. Fox e Christopher Lloyd) o Non toccate il passato (film del 1997 di Louis Morneau) – i quali, con argomentazioni più o meno valide, ci hanno avvicinato alla possibilità di poter realizzare i nostri sogni e di conoscere nuovi mondi, non solo diversi futuri.

Credo che il primo che ne scrisse fu H. G. Wells nel 1895, con il romanzo di fantascienza intitolato proprio La macchina del tempo (The Time Machine), nel quale si inaugurò un intero filone narrativo che ha avuto particolare fortuna nel XX secolo.
Ma qui non parliamo di fantascienza, anche se Carsten Stroud cavalca l’idea con il suo nuovo romanzo intitolato La scintilla del male (dovrei fare un post a parte sui titoli nei quali si ripete la parola Male…), titolo originale The Shimmer – Il luccichio – , nel quale mescola ancora una volta thriller e soprannaturale, come fece per la trilogia del Male (ci risiamo con il titolo…) che cominciò con Niceville, seguito da I confini del nulla e La resa dei conti.

La trama comincia con l’inseguimento di un SUV da parte di Jack Redding, sergente della Florida Highway Patrol e Julie Karras, recluta al suo primo giorno di lavoro. Purtroppo finirà con una sparatoria e la morte di una ragazza, mentre un’altra viene arrestata. Chi guidava – una donna – fa perdere le proprie tracce. Redding crede di averla già vista da qualche parte e, dopo qualche ricerca scopre che suo nonno poliziotto le dava la caccia già nel 1957. Cosa matematicamente impossibile…
Invece si ritrova a inseguirla in un limite temporale diverso, viaggiando tra Jacksonville e St. Augustine, scoprendo famiglie mafiose in piena attività e un nonno che nel 1957 non conosceva ancora quello che sarebbe diventato suo nipote. Ma scopre anche che sua moglie e suo figlio sono ancora vivi rispetto al presente, nel quale un terribile incidente glieli ha portati via. Il dilemma sarà proprio sul potere che avrà fra le mani Redding e dover decidere se aiutare il nonno a prendere la donna o salvare la sua famiglia dalla tragedia che avverrà nel futuro.

Ci sono recensioni che scrivo in dieci minuti, un fiume di parole per un romanzo che ho letto in pochissimi giorni, già indice di gradimento solo per questo. Poi ci sono recensioni che necessitano di più tempo per elaborare i pensieri, come in questo caso, seppure abbia concluso anche il libro di Stroud in soli tre giorni.
Invece, le caratteristiche di questo libro mi frenano, perché come descrive perfettamente il mio pensiero anche Giulietta Iannone nel suo blog Liberidiscrivere (la recensione si riferisce a Niceville), diventa una scelta azzardata contaminare più generi nella stessa storia, in questo caso il soprannaturale con il thriller. Intanto per una questione di equilibrio, cercando di dosare al meglio entrambi. Poi perché in un thriller il lettore si aspetta una trama in cui c’è – banalizzando, ovviamente – un omicidio, un assassino da scovare, un investigatore o un poliziotto che indaga, conducendo per mano il lettore stesso a trovare la soluzione.
Quando, invece, ci si ritrova alla contaminazione con il soprannaturale, tutto assume connotati sfocati e sembra di leggere di Stephen Hawking che cerca Jack lo Squartatore nei buchi neri…
Io tendo a essere una purista dei generi e quindi non amo fusioni o mescolanze (unica eccezione Stephen King, ma certamente non tutta la sconfinata produzione), anche se Carsten Stroud mi piace a prescindere da quello che scrive, perché la sua scrittura è fluida, chiara, il suo romanzo è azione, è commozione. Non è detto che in futuro non possa cambiare idea.
Intanto mi piacerebbe leggere ancora di Jack Redding, personaggio che potrebbe diventare benissimo seriale e con tante belle storie da raccontare nel nostro presente.

Cecilia Lavopa


Lo scrittore:
Carsten Stroud, nato nel 1946 in Germania da madre tedesca e padre canadese, vive a Toronto. Prima di diventare un autore best seller internazionale e di vincere numerosi premi letterari, è stato cronista di nera in un piccolo giornale della California e poliziotto nella squadra omicidi di New York. Longanesi ha pubblicato i romanzi Niceville e I confini del nulla. Con Niceville – La resa dei conti, Stroud conferma la verve narrativa e l’abilità nel mescolare i generi che gli ha permesso di conquistare maestri del soprannaturale, come Stephen King, e del thriller, come Donato Carrisi.