Patrizia Zappa Mulas – Il talento della vittima

1791

Editore SEM
Anno 2019
Genere Giallo
208 pagine – brossura e epub


Siamo a Gubbio, nella notte di Capodanno, quando viene ritrovato in strada il corpo di una donna. Sembra sia precipitata dalla balaustra della piazza principale, luogo non estraneo ai suicidi. A rispondere alla chiamata è il comando dei Carabinieri nelle persone del carabiniere Pizzetti, da poco giunto nella città, e il capitano Agostino che invece è in attesa di trasferimento.
Le indagini hanno subito inizio per stabilire le circostanze del fatto. Si cerca di scoprire l’identità della vittima, venuta a Gubbio da Milano diversi mesi prima per realizzare un documentario sulla città e sulle preziose Tavole Eugubine. Sette lastre di bronzo di misure diverse dove sono descritte in maniera dettagliata le liturgie della religione civica, le cerimonie e sacrifici di un’epoca antica, scritte in due alfabeti, l’etrusco e il latino, ma nella lingua degli umbri, la lingua degli antenati.
Nell’appartamento della donna viene ritrovata una lunga lettera che sembra quasi un racconto di ciò che è accaduto nei mesi prima. Una lettera rivolta ad un uomo, il Direttore, personaggio di spicco della politica regionale e nazionale con cui la ragazza ha avuto un’intensa e tormentata storia d’amore.

Che cos’altro può spingere alla scrittura, se non la minaccia di una perdita?

Nell’alternarsi di parti lette, provenienti dal passato, a parti del presente dove il capitano legge e formula ipotesi su ciò che è successo, si giunge in poco tempo alla vera indagine in cui vengono sentiti testimoni e possibili sospettati in una rincorsa contro il tempo dovuta all’incipiente trasferimento del capitano stesso e alla certezza che se lui non arriverà alla verità, chi verrà dopo di lui con ogni probabilità si accontenterà di ciò che gli viene raccontato a causa dei giri di poteri che si agitano nell’ombra.
Patrizia Zappa Mulas, attrice e scrittrice, con “Il talento della vittima” ci porta nel cuore di Gubbio trasmettendoci tra le righe e con le parole tutto il fascino antico di questa città. E lo fa con grande maestria incastrandola tra il presente e un lontano passato che incuriosisce, creando un parallelismo tra la storia della vittima e quella narrata nelle famose tavole degli avi.
Un giallo che scorre veloce, in cui forse è facilmente intuibile comprendere da dove sgorga il male ma che poi a ben guardare in faccia agli eventi è necessario cambiare ritmo e fermarsi a scrutare bene ciò che si nasconde negli animi umani, nelle vere ragioni che hanno fatto insorgere il piano di morte.

Un romanzo ben scritto e ben costruito, con personaggi particolari. Il capitano Agostino, un gigante biondo dall’aria ironica, amante del buon cibo e della vita solitaria, appassionato di vecchi libri e di scritte antiche. Il carabiniere Pizzetti, scrupoloso e attento, che non si accontenta di mezze verità ma deve sempre andare a fondo e si serve di ciò che conosce bene, come i computer e l’informatica, per raggiungere le sorgenti di questa storia. Il Direttore, un uomo politico e potente, dall’indubbio fascino e carisma, che ha saputo farsi strada ma che per riuscire a mantenere la direzione ha dovuto scendere a compromessi, e questi hanno un prezzo. La vittima, che conosciamo dapprima come cadavere e che poi ritroviamo viva nel ricordo delle sue stesse parole. Con i suoi capelli biondi e quella scintilla viola nello sguardo, con la sua passione per la storia della città e i segreti che si nascondono in quelle Tavole antiche, con il suo amore per un uomo che non può essere suo. La vittima con il suo talento, che può essere timido ma al quale si aggrappa con tenacia, con i suoi sogni ai quali decide di dar credito nonostante tutto, con il pericolo e il terrore difficile da gestire.

Ogni volta che muore una persona, è un universo intero a venire distrutto, pensò.”

Una lettura che ho apprezzato, per il fascino antico da cui nasce il desiderio di lasciarti avvolgere e per le indagini emotive che ti spinge ad intraprendere come un impervio percorso tra le rovine ma capace di condurti a scoprire qualcosa di veramente unico. E prezioso.

Federica Politi


La scrittrice:
Patrizia Zappa Mulas, attrice e scrittrice, ha esordito nel teatro di prosa con Massimo Castri e in seguito ha lavorato nei più importanti teatri italiani con registi del calibro di Luigi Squarzina, Carlo Cecchi, Mario Missiroli e Maurizio Scaparro, in un repertorio che va da Shakespeare a Genet. Laureata in estetica, ha scritto e pubblicato due romanzi, L’orgogliosa, e Rosafuria, diventato poi un tv movie per Rai 2 con la sceneggiatura di Lidia Ravera. Con le edizioni Nottetempo è uscito il racconto Tigre adorata e con Et. Al. La raccolta di racconti Purché una luce sia accesa nella notte. L’autrice ha scritto anche per il teatro, ottenendo la menzione speciale al Premio Riccione per Chiudi gli occhi. Vive a Roma.