Francesco Recami – La verità su Amedeo Consonni

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Francesco Recami (Firenze, 1956), oltre alle storie della Casa di ringhiera – La casa di ringhiera (2011), Gli scheletri nell’armadio (2012), Il segreto di Angela (2013), Il caso Kakoiannis-Sforza (2014), L’uomo con la valigia (2015), Morte di un ex tappezziere (2016), Sei storie della casa di ringhiera (2017), Il diario segreto del cuore (2018), La verità su Amedeo Consonni (2019) -, con questa casa editrice ha pubblicato anche L’errore di Platini (2006, 2017), Il correttore di bozze (2007), Il superstizioso (2008, finalista al Premio Campiello 2009), Il ragazzo che leggeva Maigret (2009), Prenditi cura di me (2010, Premio Castiglioncello e Premio Capalbio), Piccola enciclopedia delle ossessioni (2015), Commedia nera n.1 (2017), La clinica Riposo & Pace. Commedia nera n.2 (2018) e L’atroce delitto di via Lurcini. Commedia nera n.3 (2019).

Disponibile in libreria dal 17 ottobre il nuovo romanzo “La verità su Amedeo Consonni”, edito da Sellerio, di cui vi riportiamo la trama:

Ritornano in un grande affresco gli inquilini della Casa di ringhiera ognuno alle prese con le sue fissazioni e miserie. Angela Mattioli dopo la dipartita del pensionato Amedeo Consonni, crivellato di colpi sul ballatoio di casa come i lettori di Morte di un ex tappezziere ricorderanno, se ne è andata sulla riviera ligure e lì vive, con il nuovo compagno. Recami sposta la scena a Camogli ma solo per poco perché presto ci ritroviamo nel condominio milanese, e lì tiene le fila di tutti i personaggi della saga, interseca le storie, scombina i giochi, spiazza il lettore fino a ricomporre tutto come in un gioco di prestigio.

Dopo la Morte di un ex tappezziere, Amedeo Consonni, la Casa di ringhiera non è più la stessa. Tutto è successo nel pieno di una sparatoria, a Milano, e Consonni non c’è più. Perché? Perché ha visto troppo: una strage, tra poliziotti, acquirenti e venditori ad un’asta di giovani schiave dell’Est. Qual è la verità? Basterà un processo a chiarirla? Adesso la sua intraprendente compagna, Angela Mattioli, si è trasferita a Camogli, in Liguria, dove condivide l’esistenza con un signore silenzioso e molto discreto, Alberto Scevola. La coppia abita in una casetta appartenuta una volta a un marinaio eccentrico e il nido d’amore nasconde dei segreti, pesantissimi. Alla Casa di ringhiera manca Consonni, colui che era un po’ il suo centro di gravità, la parte razionale di quell’organismo che l’autore Francesco Recami riesce a rappresentare come dotato di vita autonoma. E una serie di iperboliche vicende si aggroviglia. L’anziano Luis De Angelis sembra diventato più freddo verso l’eccessiva BMW Z3. 3.2 24 valvole roadster perché teme che il suo trilocale sia visitato da presenze demoniache, forse addirittura Poltergeist. Claudio Giorgi, l’ex alcolista, scopre un segreto della signorina Mattei-Ferri la quale ordisce una macchinazione per annientarlo. Sono coinvolti anche: il nipote di De Angelis, Daniel, un microdelinquente; i due ragazzi Giorgi, influenzati da visioni splatter; Antonio, il bravo manovale, che ha portato non si sa da dove una specie di dea, Yutta, una tedesca dalla bellezza sovrumana che, imprendibile e disinibita, seduce tutti, ma soprattutto l’architetto imbroglioncello Du Vivier. La trama ordinata diventa un groviglio inestricabile, ma è Enrico, il Cipolla, il nipotino adorato da Consonni, quello che fa di tutto sfidando l’impossibile per rivedere il nonno, a trovare l’ordito. E infatti la storia di Consonni – sia quella della sparatoria sia quella che parte con una luccicante scoperta fatta nell’appartamento di Camogli – continua, come spina dorsale del romanzo. Forse più che negli altri libri, in questo il «cattivo» Francesco Recami riesce a mescolare vertiginosamente generi diversi, mistero, avventura, perfino horror, fantasy e mitologia. Ma lo fa con un distacco comico e sarcastico che svela il suo fine vero: una postmoderna commedia degli equivoci che si prenda gioco dei luoghi comuni che imperversano, anche nei romanzi gialli.