Roberta Corradin – Piovono mandorle

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Editore Piemme
Anno 2019
Genere Giallo
480 pagine – rilegato e epub


È inutile starci a girare tanto attorno. Ci sono location che vanno di moda. A un certo punto iniziano inspiegabilmente ad andare di moda e in letteratura questo fenomeno si acutizza in maniera esponenziale. E non importa se si tratta dell’estremo sud della Svezia o dell’estremo sud dell’Italia o della campagna inglese o del Maine degli Stati Uniti, tutto sembra succedere in quei posti. E così ancora una volta abbiamo il giallo siciliano ambientato a Scicli. E questa cosa può disporre i lettori solo in due modi: bene bene o male male. Certo, poi ci sono la trama e i personaggi. Ma la location occupa davvero una parte fondamentale e bisogna iniziare da lì.
In Piovono mandorle nella città di Scicli, (sì, quella del commissario Montalbano!) a un passo da uno splendido mare e un accenno di barocco da gustare, un noto psicologo newyorkese, figlio di una parrucchiera di Taormina e di padre ignoto, con studi a Oxford e alla Columbia University, viene trovato morto sul suo fuoristrada inabissatosi su una scogliera solitamente frequentata da gay. In realtà l’uomo è stato avvelenato da una dose letale di mandorle amare. Sul caso della morte di Salvo Diodato si apre, pressoché in tempo reale, un circo mediatico senza precedenti nella cittadina siciliana e tra giornalisti e curiosi pronti a scavare tra misteri e segreti nel territorio e l’atteggiamento maschilista e omofobo di molti degli abitanti il commissario Maria Gelata, chiamata a indagare sull’omicidio ha vita veramente dura.

Fortunatamente lei è anche una donna che nella vita ha dovuto affrontare grandi sfide, possiede un intuito da vero segugio, qualche segreto personale omesso nel suo curriculum e una grande convinzione: leggere i classici della mitologia greca può aiutare a risolvere ogni caso spinoso. I depistaggi e i segreti che circondano la morte di Diodato, però, sono davvero fittissimi e quindi riuscirà il commissario Gelata ad arrivare alla verità?
Roberta Corradin ha scritto libri che trattano la storia della gastronomia italiana e anche libri di ricette e con il marito ha aperto anche un ristorante di pesce in Sicilia molto apprezzato. Pertanto, avrebbe dovuto sapere più di ogni altro autore che mettere troppi ingredienti in un giallo lo rende sicuramente frizzante ma gli fa perdere di molto la suspense. Ora, ci sono varie scuole di pensiero a proposito dell’ironia nei gialli e a volte la stessa funziona. Si potrebbero fare pure molti nomi tra autori famosi e autori esordienti. Ma non sempre l’ironia è un ingrediente facile da usare e quando ci si accosta per la prima volta al giallo classico come ha fatto la Corradin, forse andava calibrata maggiormente. Stiamo parlando di suspense e di tensione emotiva. Perché in effetti il libro è piacevole da leggere, ma per gli amanti del genere classico manca di pathos e quindi diciamo che per farci addentrare meglio al giallo occorre lavorarci ancora un po’, in modo che la Corradin centri del tutto il bersaglio.

Se invece ve ne infischiate totalmente della tensione e della trepidazione allora potrete senz’altro gustarvi la carrellata di personaggi e protagonisti incredibili spalmati per tutto il romanzo e che restano il vero punto di forza dell’intero il libro.
Insomma, tutto, come sempre, è una questione di gusti. In cucina come in letteratura.

Antonia del Sambro


La scrittrice:
Roberta Corradin da bambina sognava di scrivere dei libri. Ha pubblicato, tra gli altri, Ho fatto un pan pepato (Zelig, 1995), Un attimo, sono nuda (Piemme, 1999), Le cuoche che volevo diventare (Einaudi, 2008), La repubblica del maiale (Chiarelettere, 2014). Insieme al marito Antonio gestisce, a Donnalucata, il ristorante che le ha ispirato quello in cui spesso pranzano e cenano i personaggi di Piovono mandorle.