Simone Buchholz – Uomini in gabbia

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Editore Emons / Collana Gialli Tedeschi
Anno 2019
Genere Giallo
192 pagine – brossura e epub
Traduzione di Franco Filice


Alzi la mano chi non abbia mai pensato di prendere per il colletto il proprio superiore, all’ennesimo lavoro da fare entro il giorno prima o comunque non abbia mai avuto pensieri omicidi verso qualche collega leccapiedi e saputello.
Nessun braccio alzato? Non ci credo… Ma Simone Buchholz quel pensiero lo ha trasformato in un giallo molto irriverente e io mi sono davvero molto divertita a leggerlo.

Torna Chastity – Chas – Riley, la pm più tosta e scombinata di Amburgo e attendevo la nuova pubblicazione, dopo aver letto il suo romanzo precedente “La notte del coccodrillo”.
Questa volta la troviamo alle prese con un caso quanto mai anomalo: un uomo è stato lasciato davanti al portone della propria azienda, un grande complesso editoriale, all’interno di una gabbia. Nudo, semisvenuto e pieno di lividi, era circondato da turisti e dipendenti e viene riconosciuto come il capo del personale.
Sembravano animali rapaci poco prima di avventarsi sulla preda.

Alquanto strano il fatto che nessuno lo avesse liberato, erano tutti intorno e lo guardavano, come fosse un animale feroce o comunque una specie in via di estinzione. A distanza di tre giorni, anche l’amministratore delegato viene rapito e fatto rinvenire in un’altra gabbia all’ingresso della società.
Siamo a fine settembre e, per essere Amburgo, fa ancora troppo caldo con quasi venti gradi al mattino.
Partono le indagini che coinvolgono Chas e un nuovo collega, Ivo Stepanovich, una new entry che spezzerà il gruppo ormai affiatato dell’ufficio regionale di polizia 44.
L’idea di fondo è che qualche collega si sia voluto vendicare dei comportamenti dei due dirigenti, ma la verità sarà molto più complicata e lontana di quanto si possa immaginare.
Parallelamente, una donna viene investita da un’auto pirata e al suo collega Lino Calabretta – meno macchietta del romanzo precedente, per fortuna – gli affidano il caso.

Narrato in prima persona, il romanzo ha un plot più intimista, nel quale la protagonista sembra mettere a nudo i propri sentimenti, come se stesse dialogando direttamente con i lettori.
E a noi lettori confiderà di essere alla ricerca di qualcosa di meglio che una relazione nello scantinato del Blaue Nacht con Sberla o di voler smettere di bere così tanto da perdere il contatto con la realtà. Ci racconterà dei suoi sentimenti, dei suoi dubbi nei confronti del nuovo partner, del suo bar preferito con gli amici di sempre: Rocco e Carla, del suo aspetto fisico da casa mezza demolita, con i capelli lunghi color rosso castano che le guardano tutti. Non mancheranno i monologhi del rapitore, i momenti divertenti ma, soprattutto, ritrovo lo stile di scrittura che mi aveva colpita nel precedente giallo.
Lettura davvero piacevole.

Cecilia Lavopa


La scrittrice:
Simone Buchholz è nata nel 1972 e dal 2006 scrive romanzi gialli. Collabora con giornali e riviste. Le piacciono le nuvole in cielo e i gabbiani che non sanno cosa vogliono. Vive nel quartiere di St. Pauli, Amburgo, con il marito italiano e il figlio.