Mark Doten – Trump Sky Alfa

808

Editore Chiarelettere / Collana Narrazioni
Anno 2019
Genere distopico
320 pagine – brossura e epub
Traduzione di Teresa Ciuffoletti


Salve. Sono lo sceriffo della morte. Prepariamoci a morire.
1113 retweet. 3394 like.

Qualche minuto nel futuro.
Trump è stato rieletto e la Presidenza degli Stati uniti si trasforma in quello che forse era sempre stata: un reality show globale, in diretta streaming continua, adesso anche da centinaia di dirigibili Trump Sky sulle principali città del mondo.
Il distacco dalla realtà del presidente americano continua senza sosta. I posti sui dirigibili si pagano a peso d’oro, lo stesso degli arredamenti della Trump Tower, lo stesso con cui i dittatori e le corporation del mondo pagano Trump. La follia, poi il caos si diffondono attraverso Internet.
La rete collassa per 4 giorni, i discorsi sconsiderati di Trump impazzano, alcuni dirigibili Trump Sky vengono abbattuti. Non si sa esattamente cosa sia successo, chi abbia attaccato per primo ma non appena internet riprende a funzionare i memers si scatenano invocando la fine del mondo, manifestanti assaltano la Trump Tower, Trump ordina un massiccio attacco nucleare.
È l’Olocausto atomico.

Dal Watergate al Gamergate, dal Pizzagate a Trump. Un’unica linea, forse, o una serie di linee.
Fantasmi, rettili del mondo perduto.
Poi il 28/01.
Sto cercando di aggirare la parte danneggiata, di ricordare. Come funzionava internet, come lo usavamo.
Cos’era fico.

Un anno dopo i resti della civiltà umana.
Tra questi Rachel, una giornalista la cui moglie e figlia sono certamente morte insieme ad altri 300 milioni di americani. Rachel vuole sapere cosa è successo, come si è arrivati al punto in cui il MAD, la distruzione mutua assicurata, l’equilibrio del terrore nucleare che per decenni ha evitato che le superpotenze scatenassero una guerra atomica, abbia fallito così miseramente.
L’indagine di Rachel non è facile. I sopravvissuti come lei sono rinchiusi in alberghi e strutture controllati dall’esercito, una forma di Internet ha ripreso a funzionare ma sotto stretto controllo da parte di ciò che resta del governo.
Per far “ripartire” l’economia è necessario però ricostruire il flusso informativo che alimenta i mercati finanziari. I grandi quotidiani, lo spettro di quello che erano, vengono riformati e un articolo su internet poco prima della “guerra” viene commissionato a Rachel. Per scriverlo le viene dato accesso a una struttura in cui si conservano dei data center con il traffico social di quei giorni prima della Fine. Da giornalista Rachel si trasforma in un’archeologa dell’Apocalisse.

È Canuplin il responsabile del 28/01.
Su quella parte di rete in cui la gente fa battute sulla matrice jihadista del 28/01 si affaccia un nuovo account, @Apocalypse-Poets, un log del 28 gennaio che mescola verità e finzione, raccontando come il tanfo della gamba ulcerata di Enrico VIII moribondo pervadesse la stanza, ma i suoi inservienti avessero troppa paura per dirgli che stava per morire, poiché predire la morte di un re è una forma di tradimento punibile con la tortura e la pena di morte. Tanto lo gonfia il morbo, che il cadavere esplode nella bara durante il corteo funebre, e la carrozza nel ribaltarsi spezza il collo ad alcuni cavalli da traino; ma quanti colli (tutti? E quanti erano in totale?) la storia non lo dice.
Il 28/01 è stato un lavoro da insider.

Le tracce e i segni online di una cospirazione estinzionista, interna, immanente, originariamente connessa all’idea stessa di Internet si dipana pian piano come uno scherzo sulla fine del Mondo ma da un gruppo di hacker stavolta determinati a scatenarla davvero stavolta, un “ci meritiamo l’estinzione” che poi accade.
Questo romanzo della Catastrofe di Mark Doten è un libro complesso in struttura e contenuti, un apocalittico del crollo della realtà che infrange sul pianeta e i suoi abitanti.
Tratta i sogni neri nella violenza sui social, della sua origine profonda nei desideri di morte della specie. Nella narrazione apocalittica della guerra fredda l’errore di valutazione politico, strategico e militare accade, la gabbia della complessità della fiction geopolitica si guasta ed è l’apocalisse nucleare.
Doten ne mostra una aggiornata, in cui il grande singleton permesso da Internet, con il suo distacco spersonalizzate e disumanizzante tra virtuale e reale, viene sfruttato per creare prima Trump poi per ottenere quello che intrinsecamente Internet vuole: la sua stessa distruzione.
E il mondo con sé, in un’apocalisse nucleare credibile in questo tardo capitalismo e Antropocene manifesto.

Antonio Vena


Lo scrittore:
Mark Doten, nato in Minnesota nel 1978, ha pubblicato il suo primo romanzo, “The Infernal”, nel 2015. Nel 2017 la rivista letteraria “Granta” lo ha definito uno dei migliori scrittori americani della sua generazione, inserendolo nella lista Best of Young American Novelists. È editor di narrativa presso la casa editrice Soho Press a New York e insegna scrittura creativa alla Columbia University e alla Princeton University. Vive a Princeton, New Jersey.