Bruno Balloni – Il cuore nero della Sicilia

1569

Editore Algra / Collana Scritti
Anno 2019
Genere Giallo
260 pagine – brossura e epub


“Ah, ti piacciono i gialli?
No – rispose il maresciallo – Mi rompono le palle: non me ne importa niente di scoprire chi è l’assassino, non m’interessano le rogne del detective meridionale, divorziato e alcolista, del ritratto d’ambiente, della suspense e delle atmosfere noir. Io sono un finanziere, studio le carte, sto al computer e ricerco le evasioni e le violazioni tributarie.”
Ecco: quale migliore presentazione che questo breve brano, per introdurre il nostro protagonista, un po’…anomalo?
Infatti qui non ci troviamo alle prese con il solito poliziotto , o con l’investigatore privato, ma con un maresciallo della Guardia di finanza, abituato a tutt’altro genere di indagini.E  poi, lo dice lui stesso che odia i gialli e la suspence!
Ma Luca De Silvestri – questo è il suo nome – cambia rapidamente direzione nel momento in cui si presenta al suo cospetto una donna bella e tormentata: vuole denunciare uno stupro, da lei subito. Vani i suoi tentativi di convincerla a rivolgersi alla Polizia o ai carabinieri: la paura che le voci corrano è troppo grande, e con questo canale dovrebbe essere più sicura la sua privacy.
Luca prende a cuore il caso, anche perché capisce subito che dietro a quello stupro ci sono l’usura, il ricatto, la delinquenza: l’azione orribile è solo la punta dell’iceberg.
Il primo passo, assai duro, è convincere i grandi capi ad affidargli il caso; quando ci riesce, il maresciallo De Silvestri inizia col convocare dei loschi personaggi, in odore di mafia, coinvolti nella storia. Non è facile. Nulla sarà facile, anche se con un sapiente gioco di intercettazioni e telecamere nascoste, arriva a scoprire presto risvolti inquietanti, legati soprattutto al mondo degli strozzini.

C’è un personaggio di spicco che aleggia in tutte le pagine, anche quando non si parla di lui: Zu Carmelo, il burattinaio, lo spietato capomafia della zona.
Gli occhi di quell’uomo erano scuri e profondi, lumi neri che denotavano intelligenza , durezza, e dai quali si sprigionava un senso immediato di potere”.
Tra Luca e Zu Carmelo si crea immediatamente un rapporto singolare: quasi di rispetto reciproco, pur restando entrambi in opposte posizioni.
Luca lo teme, sa che basterebbe un cenno della sua mano nodosa per finire i suoi giorni terreni; nello stesso tempo sente che, se giocherà bene le sue carte, potrà trovare in lui complicità, perché anche il peggior mafioso ha un suo codice d’onore ben preciso.

La storia si svolge tra Enna e Catania, luoghi meno “gettonati” nei gialli di ambientazione siciliana: è questo il “cuore nero” cui fa cenno l’autore? Non si riferisce soltanto al paesaggio, diverso da molti a cui siamo abituati, ma a tutto ciò che di oscuro accade in questa terra.

Il maresciallo De Silvestri è un ligure, trapiantato in Sicilia per amore: infatti ha seguito una donna, che poi lo ha abbandonato; intense, le pagine in cui parla di questa sua storia finita, del suo malessere, dei ricordi che lo tormentano. Una bella introspezione psicologica.
“Voglio dirti la verità. Lei è stata molto importante per me.
Mi ha dato immensa gioia e immenso dolore.”
Ma qualcosa gli getta un’ancora di salvezza: è il tango, a cui Luca si appassiona, e che gli regala momenti di spensieratezza: pagine leggiadre, qua e là, che spezzano un po’ la tensione della storia gialla. Eh sì, perché a dispetto dell’antipatia del protagonista, è una bella storia gialla, quella che ci narra Bruno Balloni.
Il tango gli permetterà poi di fare nuovi incontri, e uno in particolare, che nonostante qualche momento di malumori e di dubbi, fa presagire un buon finale.

Piacevolissimi due particolari.
Il primo, è l’uso del dialetto, non portato all’esasperazione come nei romanzi del Maestro Camilleri, che pur godibilissimi, risultano ancora ostici a molte persone per via del “camillerese” stretto. Qui, il dialetto è dosato bene, gradevole e molto comprensibile.
Il secondo, l’uso dei proverbi siciliani, deliziosi! Tutti da ricopiare e tenere a mente per la vita quotidiana.

Un bel romanzo, completo, soprattutto: una vicenda coinvolgente, tanti particolari originali – a partire dal protagonista – un’ottima introspezione dei personaggi e un contesto affascinante, la provincia siciliana, con i suoi chiaroscuri e le sue molte contraddizioni. Consigliato!

Rosy Volta


Lo scrittore:
Bruno Balloni, nato a La Spezia, si è arruolato nella GdF. E’ stato comandante di un Nucleo Mobile e infine in servizio presso un Gruppo Operativo Criminalità Organizzata in Sicilia. “Il cuore nero della Sicilia” è il suo primo romanzo. Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati su riviste specializzate e premiati a concorsi.