Romain Slocombe – Il caso Léon Sadorski

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Editore Fazi / Collana Darkside
Anno 2019
Genere Giallo/Noir
442 pagine – brossura e epub
Traduzione di Maurizio Ferrara


1942. Alla fine di un rigido inverno, Parigi assume quasi un’aria festosa nonostante l’occupazione tedesca. Ma con la guerra che continua a infuriare tutto attorno, i francesi si stanno dividendo. Pro-nazisti, anti-nazisti. E tra loro naturalmente anche Sadorski. ispettore delle informazioni generali, un membro della polizia francese. Léon Sadorski è un efficiente ufficiale, un eccezionale investigatore, un marito modello per la sua adorata Yvette e un uomo stimato dai colleghi di servizio al Quai des Célestins. Apparentemente un tipo normale, solo coinvolto nelle spire della guerra. Ma pagina dopo pagina, la sua maschera cade. Obbedire agli ordini e alla gerarchia è un perfetto alibi per lui.

Sadorski infatti è un antisemita convinto, addirittura il suo estremismo l’aveva portato a essere sospeso dalla polizia tra il 1934 e il 1939, anticomunista, anti-gay, un pervertito egoista e un convinto Pétainista. Poi il brav’uomo, si fa per dire, oltre a non farsi mancare niente come aberrazione morale, è persino un vigliacco. Sempre pronto a voltare gabbana. Unici progetti di vita: essere ben visto dall’occupante, guadagnare denaro alle spalle dei più vulnerabili, lavorare… a volte, ma soprattutto proteggere il suo arrogante piccolo ombelico. Sadorski infatti opera nella terza sezione dell’intelligence generale, quella che controlla e arresta gli ebrei per inviarli nello spaventoso campo di internamento di Drancy. Lavoro che questo onesto funzionario alsaziano, con un nome di origine polacca che potrebbe prestarsi a diversa interpretazione, svolge con scrupolo e rara abnegazione…

Romain Slocombe ci regala un giallo atipico, pervaso dell’atmosfera classica del noir francese ma allo stesso tempo minuziosamente documentato sul piano della ricostruzione storica. Il suo Léon Sadorski è uno di quei mascalzoni che sa presentarsi bene e sfruttare la collaborazione per creare un redditizio traffico personale, regolando i conti a modo suo con chi gli attraversa la sua strada. Ma, come tutti gli approfittatori, Sadorski è troppo avido e qualche volta il troppo stroppia, perché alla fine la sua disinvolta attività lo farà arrestare dalla Gestapo e chiudere in una prigione di Berlino. Là dovrà accettare una serie di compromessi e poi agire d’astuzia, per poter continuare indisturbato a fare i propri giochi nella oscura e corrotta Parigi collaborazionista. Il nome di Louis Sadorski dice qualcosa a chi sta leggendo? No, immagino. Meglio perché Sadorski, che è realmente esistito ed è stato un brigadiere della Polizia di Vichy, era un essere abbietto, un vero rifiuto umano che non merita certo di essere ricordato dalla storia. Ma proprio a lui, viscido, crudele e lurido individuo realmente esistito, si è ispirato Romain Slocombe per la figura del suo protagonista Léon Sadorski, per potere raccontare la quotidiana e arrogante realtà di un vero collaborazionista francese. Non c’era limite alla loro doppiezza e ferocia. Basta andarsi a leggere i documenti di quell’epoca e si trova ogni inimmaginabile aberrazione e cioè :corruzione, tradimento, spionaggio, tortura. Tutto era lecito.

Slocombe non ha certo avuto bisogno di inventare o aggiungere particolari. Con tono freddo, distaccato, senza però mai risparmiarci, si è limitato a farci calare nella triste e opprimente atmosfera di Parigi nel 1942. Ci ha portato a camminare raso muro per queste strade poco sicure, trattenendo il respiro, stringendo i denti e piegando la testa. Tanto orrore, troppa perversione e purtroppo tanta impotenza. Ha costruito una durissima fiction basata su fatti reali, cambiando solo alcuni nomi. Nel 2011, con “Monsieur le Commandant”, Romain Slocombe aveva già portato i suoi lettori nel cuore della cattiva coscienza francese durante la Seconda Guerra Mondiale, nel 2016 con Il caso Léon Sadorski torna a parlare di quel difficile e travagliato periodo in cui tante persone persero la vita e l’onore per puro opportunismo. “ Il caso Léon Sadorski” è un romanzo duro, nero che narra di un gretto e sorridente bastardo che, riesce ad approfittare in ogni modo del suo piccolo grande potere. Oggi, dopo aver ricordato questa vergognosa pagina della oscura storia francese possiamo dimenticare il 1942 e tornare ai nostri giorni, forse sentendoci meglio. Perché ovviamente non vogliamo certo pensare di dover mai rivivere tali esperienze. Quella Francia che sapeva solo odiare, di mentalità chiusa, ostile, rappresenta ormai solo il passato. Vero, no? Oppure…?

Patrizia Debicke


Lo scrittore:
Romain Slocombe è nato nel 1953 a Parigi. È scrittore, regista, illustratore e fotografo. Il caso Léon Sadorski è stato finalista al Premio Goncourt e Goncourt des Lycéens.