Enrico Fovanna è nato a Premosello nel 1961. Vive a Milano, dove si occupa di temi sociali, immigrazione, diritti umani. Il 9 novembre 1989, giorno della caduta del Muro di Berlino, è stato assunto dal quotidiano «Il Giorno» dove ancora oggi lavora. Ideatore e responsabile dal 2005 della pagina “Le buone notizie”, ha realizzato reportage da Iraq (tra cui La caduta di Bagdad, 2003); Afghanistan, India, Thailandia (Tsunami 2004), Kurdistan turco e iracheno. Tra le sue pubblicazioni, i romanzi Il pesce elettrico (1996, Baldini & Castoldi – premio Stresa 1996 e Premio Festival 1° romanzo, Salone Torino 1997) e Tra Fès e Meknès (1999, E/L), e la biografia L’inventore dell’Invisibile (2012, Utet).
Disponibile da oggi in libreria il suo romanzo “L’arte sconosciuta del volo”, edito da Giunti, di cui vi riportiamo la trama:
«Da bambino ogni tanto facevo un sogno,che non ha smesso di riproporsi in altre versioni anche da adulto. Volessi semplificare, direi che sognavo di volare. […] Non ne sono mai venuto a capo, né ho risposto a un’altra importante domanda: se il volo si riproponesse in modo casuale o fosse invece legato a qualche episodio, un episodio preciso della mia vita».
Che i ricordi riaffiorino solamente dopo tanti anni è cosa comune, ma che questi riportino a casa, per aiutare a svelare un mistero irrisolto, è assai più raro.
E’ ciò che accade a Tobia, che torna nel suo paese d’origine, Premosello, per percorrere a ritroso la verità sull’omicidio di Gioacchino, sei anni, avvenuto nel 1967.
Gioacchino era un compagno di scuola di Tobia e non perdeva occasione di umiliarlo. La sera della sua morte tra loro due era finita a botte e Tobia non aveva avuto il coraggio di raccontarlo alla polizia. Tuttavia, una volta trovato il colpevole, gli era rimasto il dubbio che fosse stato qualcun altro a ucciderlo.
Quarant’anni dopo, la telefonata di un amico d’infanzia riporterà a casa un Tobia adulto, che quel dubbio ha deciso di toglierselo una volta per tutte.
Enrico Fovanna ci conduce nei luoghi montani della Val Grande, nell’Italia che è stata, di come la ricordiamo e di quello che oggi ne è rimasto. Con la maestria del giallista trascina la curiosità dal presente al passato, in una dimensione rivissuta nei sogni e scaturita da una semplice chiamata.
L’arte sconosciuta del volo è un romanzo che sa giocare con i generi, con le parole e con il lettore, in un viaggio nella montagna piemontese e nella verità.
L’universo dei bambini “allegri, innocenti e senza cuore” è stato scalfito dal mostro della morte nel 1967: finché giustizia non sarà fatta, il bambino che è in loro sarà sempre bambino a metà.












