Maria Adolfsson – Avviso di burrasca

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Editore SEM
Anno 2019
Genere Thriller
412 pagine – rilegato e epub
Traduzione di Stefania Forlani


Maria Adolfsson, scrittrice svedese, è tornata alle stampe con Avviso di burrasca – edito SEM -, dopo aver pubblicato – sempre con la stessa casa editrice – Inganno nel 2018. I due libri della serie Doggerland sono ambientati su un arcipelago immaginario tra la Gran Bretagna e la Scandinavia.
Karen Eiken Hornby è l’ispettrice protagonista della serie.
Sarà lei a indagare, insieme agli altri elementi che formano la squadra investigativa, su due omicidi, quello di di Fredrik Stuub – prima – (anche se all’inizio tutto parrebbe far pensare ad un tragico incidente) e quello di suo nipote Gabriel Stuub – dopo -.
Le vicende si svolgono a cavallo tra fine e inizio anno, un periodo altamente freddo con temperature – considerato i luoghi utilizzati da sfondo – piuttosto taglienti. E non saranno solo le temperature a essere taglienti. Lo sono anche le tematiche scelte e raccontate dalla scrittrice.
La violenza sui minori, la violenza sulle donne, i traumi e i sensi di colpa in seguito alla perdita dei propri cari, gli assassinii programmati e messi in atto esclusivamente per un proprio tornaconto personale ed economico.

Il freddo delle temperature e il freddo trasmesso dalle problematiche raccontate si intersecano, si interfacciano, seppur con le diverse angolazioni e i loro differenti lati collegati all’emotività. Contro il freddo delle temperature è sufficiente una casa calda, il calore di una famiglia, il ricorso ad un abbigliamento adatto. Per il freddo tagliente delle problematiche trattate la faccenda si complica. E’ necessario, in questi casi, un valido aiuto esterno e una forza interiore altrettanto valida che dia la spinta per la risalita, per riemergere dall’abisso in cui si sprofonda.
Leo Friis : “Sono passati soli pochi mesi da quando non aveva un tetto sulla testa e si trascinava in giro per Dunker con un carrello della spesa in cerca di bottiglie vuote… l’aveva invitato lei, per badare ala casa e al gatto mentre era in vacanza. Vacanza che aveva dovuto rimandare. E nemmeno lui sembra avere fretta di andarsene. D’altro canto non ha molte alternative… “Ho conosciuto bambini che dormono con le dita nelle orecchie tutte le sere” “Non riesci ad addormentarti con le dita nelle orecchie” dice Leo, alzandosi. “E non riesci nemmeno se le togli. E’ quello il problema.” Karen guarda la sua schiena mentre si riempie un bicchiere d’acqua al lavello, con movimenti rigidi. Si capisce che sa benissimo di cosa sta parlando. “Tuo padre?”. Leo si stringe nelle spalle. “Il mio patrigno. E non solo quando beveva. Lo odiavo.”
Aylin, una cara vecchia amica di Karen. E’ lei che subisce la violenza da parte di suo marito Bo Ramnes, avvocato lanciato nella carriera politica. Come spesso accade Aylin non ne parla con nessuno, né con i suoi e né con le sue amiche, la paura è tanta e anche la convinzione che in fondo sia colpa sua se Bo scatena la sua furia su di lei. Una donna che ha dovuto rinunciare al suo lavoro per fare la moglie e la madre, solo per andare incontro alla volontà di suo marito.

Quando Aylin raggiunge il limite massimo, quando capisce che sua figlia ha intuito qualcosa, quando dire basta diventa l’unica via di uscita nonostante la paura ed il terrore, lei decide di scappare con i suoi due figli e allontanarsi per sempre dall’uomo che le ha fatto tanto male. Lo farà grazie alla molla che è scattata e chiedendo riparo a Karen e al loro gruppo di amici.
“Per quasi mezz’ora sono rimaste sedute per terra in camera da letto, e Karen ha cullato la sua amica accarezzandole delicatamente i capelli. Non una parola, solo un pianto silenzioso che le provocava spasmi nel corpo sottile e e respiri affannosi che piano piano sono diventati regolari. Per non svegliare i bambini, Karen ha sussurrato ad Aylin di seguirla in bagno, l’ha aiutata a togliersi i vestiti e ha serrato le mascelle alla vista del suo corpo”.
Karen ha perso suo marito e il loro figlio in un incidente stradale. Il ricordo è vivido ogni giorno, ogni giorno Karen pensa a loro, ogni istante della loro vita insieme scorre nella mente e nel cuore.
E i sensi di colpa non la lasciano un attimo, perché alla guida c’era lei, irritata perché quella stessa mattina aveva discusso con John. E se fosse stata colpa sua, anche se la polizia le aveva detto che il camionista era pieno di anfetamine? I sensi di colpa non perdonano, non lasciano scampo e niente può convincere che siamo innocenti, che un nostro errore ha causato una ferita così profonda, indelebile, che non potrà mai essere cancellata.
“… l’invisibile filo spinato che circonda la sua esistenza. Là dentro ci sono ancora Mathis e John. Fuori non c’è niente.”
Le motivazioni che hanno portato ai due omicidi come sempre sono frutto di un proprio tornaconto, sono figlie di un interesse economico che sovrasta tutto e tutti, il percorso è ogni volta lo stesso, un percorso che l’uomo percorre a rotazione continua, come un ingranaggio che continua a girare in un movimento durevole e perpetuo.
In un freddo glaciale, l’autrice ci racconta le vicende sia attraverso gli aspetti molto personali dei protagonisti ricorrendo ad una interessante introspezione e sia attraverso un’incessante procedura investigativa costituita da interventi professionali. Il libro si conclude con un finale adrenalinico che vedrà coinvolta Karen, una dura battaglia che dovrà affrontare per sopravvivere, lottando con tutta la forza di cui è capace, quella forza che viene fuori dirompente quando ci aggrappiamo a ogni appiglio per non perdere quello che più di prezioso si ha: la vita.

Cecilia Dilorenzo


La scrittrice:
Maria Adolfsson (Stoccolma, 1963) è cresciuta in una piccola isola dell’arcipelago non lontano da Stoccolma, dove ha lavorato per diverso tempo nella comunicazione. Inganno è il primo, attesissimo libro della serie Doggerland, ambientata su un’isola immaginaria, in corso di pubblicazione in diciotto paesi.