14 febbraio, San Valentino in noir

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Oggi è il 14 febbraio, San Valentino. e voi vi chiederete: ma cosa c’entra l’amore in uno spazio dedicato al thriller, noir e giallo? E io vi rispondo: c’entra eccome e vi chiedo: quante volte vi è capitato di leggere un romanzo nel quale non vi sia intrecciata una relazione tormentata, ostacolata, che spesso finisce in modo violento? Come non pensare a Romeo e Giulietta, tragedia di Shakespeare o dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni?
Ma addentrandoci più nello specifico nel genere seguito dal nostro blog, partirei dalle origini della ricorrenza di San Valentino.
Intanto il nome deriva da Valentino di Terni, vescovo e martire cristiano. Fu decapitato il 14 febbraio 273, perché aveva deciso di celebrare il matrimonio tra la cristiana Serapia e il legionario romano Sabino, che invece era pagano: la cerimonia avvenne in fretta, perché la giovane era malata; i due sposi morirono, insieme, proprio mentre Valentino li benediceva. A chiudere il cerchio della tragedia sarebbe poi intervenuto il martirio del celebrante.
La reliquia di San Valentino è conservata nella chiesa di Santa Maria in Cosmedin a Roma.
San Valentino però è associato anche al massacro che avvenne nel 1929 a Chicago. Erano gli anni del proibizionismo e per mano degli uomini di Al Capone vennero uccisi 7 uomini della banda del gangster George Bugs Moran. con questa operazione la mafia italo-americana prese il sopravvento e l’episodio resta uno dei più cruenti regolamenti di conti della storia della malavita americana.

Ma torniamo alle storie d’amore nei romanzi. Mi piacerebbe scoprire attraverso i vostri commenti, che vi invito a lasciare sulla pagina di Contorni di noir dopo aver letto questo pezzo, in quali relazioni vi siete appassionati leggendo un thriller, un noir o un giallo. Potrei citarne alcuni, come il commissario Ricciardi, personaggio di Maurizio de Giovanni, che in tutta la serie dedicata a lui vive questo rapporto platonico con Enrica.
Oppure il commissario Montalbano di Camilleri e la sua eterna fidanzata Livia, un amore un po’ contrastato e con alti e bassi dovuti anche alla distanza, lui a Vigata e lei a Boccadasse, vicino Genova.
Rocco Schiavone dello scrittore Antonio Manzini, invece, lotta per non dimenticare sua moglie, morta a causa di un attentato contro il vicequestore a Roma, come raccontato nel romanzo 7-7-2007. E’ ancora molto innamorato ed è struggente il suo rapporto con una donna che non c’è più.
Balistreri, commissario nato dalla penna di Roberto Costantini, invece, è un impenitente donnaiolo e dalla personalità complessa.
Ne ho citati solo alcuni, ma nel mondo della letteratura di genere ci sono davvero molti esempi nei quali l’amore ha fatto da sfondo alle trame, sia come movente per un omicidio, sia come contorno alla storia.

Scriveva Stendhal: L’amore è un fiore bellissimo che però bisogna avere il coraggio di cogliere sull’orlo di uno spaventoso precipizio.

Crimini e passioni da sempre vanno a braccetto e basta attingere dalla cronaca di ieri e di oggi per avere spunti di ogni genere. C’è un che di morboso in tutto questo, una sorta di spirale nella quale si uccide in nome dell’amore. Una dicotomia che nasce da un’idea contorta della relazione fra due persone.
A tale proposito è nata più di dieci anni fa, esattamente nel 2007, una trasmissione che ha nel titolo un ossimoro: Amore criminale. Affidata a Veronica Pivetti dal 2018, si cerca di tratteggiare con molta sensibilità le vicende di donne che attraverso l’amore sono andate incontro alla morte. attraverso ricostruzioni, materiale documentaristico e testimonianze dirette ci si avvicina alla vita di queste martiri.
I delitti a sfondo passionale si sprecano e travalicano quella che è la finzione di un romanzo. Purtroppo spesso si confondono senso di possessione con la cura della persona amata.
Questi fatti hanno ovviamente dato l’idea per la realizzazione di molti film.
Ricordo ancora la bellissima trama del romanzo “Sconosciuti in treno”, il classico di Patricia Highsmith (1950) che ispirò a Hitchcock il memorabile thriller “Delitto per delitto”. Due uomini che si incontrano per caso e si lamentano della propria situazione: uno vorrebbe uccidere sua moglie e l’altro il padre. Ed è così che nasce l’idea di invertirsi i ruoli, così da non essere scoperti. Una trama direi geniale.

Mi viene in mente un film cult degli anni ’80: Attrazione fatale: un affascinante Michael Douglas e una psicopatica Glenn Close, un avvocato al culmine della carriera che tradisce la moglie pensando a un’avventura di un paio di giorni, che invece si trasforma nel peggior incubo che potesse immaginare: la donna lo perseguita, trasformandosi in una vera e propria stalker.

Un altro film, più recente, stupendo per la trama davvero contorta, è Gone Girl, l’amore bugiardo, tratto da un romanzo di Gillyann Flynn del 2012, interpretato da Ben Affleck e Rosamund Pike. L’uomo viene accusato di aver ucciso la moglie, dopo che la polizia ha trovato tracce di sangue all’interno dell’abitazione dove viveva la coppia a seguito della scomparsa della donna.
Un thriller mozzafiato, imperdibile, da leggere e da vedere.

E cosa ne dite di Il postino suona sempre due volte? Un romanzo di sole 120 pagine, eppure di una potenza devastante di James M. Cain pubblicato nel 1934. Inserito fra i migliori cento romanzi gialli di tutti i tempi dalla  Crime Writers’ Association.

Il romanzo ha fatto da soggetto o ispirato diversi film:
Le dernier tournant, regia di Pierre Chenal (1939)
Ossessione, regia di Luchino Visconti – (soggetto non accreditato) (1943)
Il postino suona sempre due volte, regia di Tay Garnett (1946)
Il postino suona sempre due volte, regia di Bob Rafelson (1981)
Szenvedély, regia di György Fehér (1998)
Jerichow, regia di Christian Petzold (2008)

Anche qui sono solo degli esempi in un panorama zeppo di storie simili, ma in fondo uguali nella sostanza. Per amore è giusto che si uccida?
Ecco che vi chiederete cosa ne penso di San Valentino: non si può dedicare una giornata all’amore, è qualcosa che va coltivato tutti i giorni, come un fiore a cui dare da bere, altrimenti appassisce. E’ qualcosa che va curato, accudito e rispettato, ogni santo giorno.

Cecilia Lavopa