AA.VV. – Ombre. Racconti ispirati ai dipinti di Edward Hopper

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Editore Einaudi / Collana Stile Libero Big
Anno 2017
Genere Noir
300 pagine – brossura e epub
Traduzione di Luca Briasco, Fabio Deotto, Letizia Sacchini
Curatore Lawrence Block


Un’antologia di titani
Lo spunto per questa antologia di tredici racconti, a firma dei più grandi autori americani del momento, è costituito dai quadri di Edward Hopper, (Nyack, 22 luglio 1882 – Manhattan, 15 maggio 1967) a sua volta considerato uno dei maggiori pittori americani del Novecento. Tutti Titani.
Raggruppare questi colossi della narrativa, ispirati da un colosso artistico, è un’idea interessante ma anche molto rischiosa. I quadri di Hopper sono senza dubbio perfetti per ispirare un racconto in quanto mostrano, lasciando spazio libero alla fantasia.
Un suggerimento (ma è solo un suggerimento!) è quello di leggere i racconti senza sapere chi ne sia l’autore. I nomi sono così importanti (Stephen King, Carol Oates, Joe Lansdale, Michael Connelly, solo per citarne alcuni tra gli altri…) che rischiano di condizionare il nostro giudizio. Invece è bene osservare il quadro ispiratore del racconto, sia prima sia mentre si legge, per ritrovare tra le pagine le sensazioni, i volti, le atmosfere così americane, così newyorkesi, così novecentesche di Hopper e per vedere come l’autore del racconto le abbia interpretate.

Alcune storie sono di matrice noir, quindi trovano la giusta collocazione nel nostro blog, altre no. Non ha però importanza cercare solo questo aspetto; sebbene Hopper non lo volesse ammettere (a domanda se il suo tema centrale fosse la solitudine rispose ‘forse sì forse no’) è proprio la sensazione di solitudine, di inquieta attesa, di fredda incomunicabilità a erompere dalle sue opere, insieme con la sua perplessità di fronte ai compagni di viaggio della vita.
Ma torniamo ai racconti. Dire che tutti siano dei capolavori sarebbe inesatto: non è così. Le aspettative sono altissime – dati i nomi eccellenti degli autori, e data l’opportunità di entrare nelle vite sospese delle figure di un genio come Hopper – ma non sempre vengono soddisfatte. Non diremo quali ci siano sembrati buoni e quali meno, i gusti sono gusti; diremo solo che si conferma qui che il racconto è la prova d’autore più difficile. In un racconto bisogna saper mescolare tanti ingredienti: il ritmo, i contrappesi, la tensione narrativa, il finale a sorpresa (se si può) e il tutto in un numero limitato di pagine. Ciò comporta che anche i grandi possano avere difficoltà nel portare a termine con successo la ricetta. Alcuni testi di questa raccolta sono riusciti, altri deludono, altri angosciano.

In tutti, però, aleggia la sospensione tipica di Hopper. Lui dipingeva un attimo, con estremo realismo e ricchezza di dettagli, ma quell’attimo reale (ad esempio una donna che aspetta, un’altra, vista da una finestra aperta, che si china indossando mutandine rosa, un uomo seduto che fissa il nulla, più persone riunite intorno al bancone di un locale che sembrano non conoscersi, ma ci si chiede cosa ci facciano lì, insieme) veniva rappresentato con tale distacco, con tale visione esterna da risultare surreale. Gli autori in questione hanno avvertito questo tratto di Hopper e lo hanno riportato nei loro racconti. Raramente infatti vi si trova fuoco, emozione forte o tensione. Anche se i colori sono decisi, come nei quadri di Hopper, non si avverte calore narrativo, ma solo osservazione, pensosità, dubbio.
Consigliamo la lettura di questa raccolta?
Sì. Come consigliamo, osservando ognuno dei quadri di Hopper scelti per la raccolta, di inventarsi la ‘loro’ storia.
Consigliamo sempre ai lettori italiani di avvicinarsi ai racconti invece di snobbarli aprioristicamente dicendo: preferisco il romanzo. Un racconto è meno di un romanzo, ma è più di una poesia o di una canzone.

Elena e Michela Martignoni


Gli autori:
Joe R. Lansdale
Jeffery Deaver
Michael Connelly
Joyce Carol Oates
Megan Abbott
Jill D. Block
Lawrence Block
Robert O. Butler
Lee Child
Nicholas Christopher
Stephen King
Kris Nelscott
Jonathan Santlofer