Jim Thompson – Inferno sulla terra

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Editore HarperCollins Italia
Anno 2020
Genere Noir
302 pagine – brossura e epub
Traduzione di Eleonora Lacorte


L’inferno è un luogo. O un non luogo. Inferno è un posto dove ti trovi a camminare ma più fatalmente a precipitare. È uno stato d’animo. Qualcosa da cui ti senti circondato, dove ti senti asserragliato. O che senti crescere dentro di te e non importa quanto lontano scapperai perché non esiste fuga né salvezza. Inferno è non riuscire a guardare al futuro. Vivere nella precarietà di mezzi e sostentamenti. E l’inferno più spaventoso e totalizzante è non riuscire a provvedere ai propri cari, mancando di dare loro una certa stabilità economica che in parte aiuti a raggiungerne anche una emotiva. Inferno è volere e non potere. Disperatamente.

“Ti sei mai sentito in pace? E mi trovai costretto a rispondere:
Cielo, no, per l’amor di Dio: ti sei sempre sentito all’inferno. Sei solo scivolato più in basso.”

Siamo in America, negli anni Quaranta, Jimmie Dillon, padre e marito, nutre il sogno di essere uno scrittore, ma si trova a dover scendere a compromessi per riuscire a mantenere la famiglia che grava in serie difficoltà economiche. I problemi sono quotidiani e sembrano non aver mai fine. Dal pagare l’affitto, al mettere il cibo in tavola fino a comprare un paio di scarpe nuove per i figli. Messa da parte con dispiacere la macchina da scrivere, Jimmie si dedica ad nuovo lavoro in una grande fabbrica dove assemblano componenti per aeroplani, nella speranza che un impiego fisso, anche se mal pagato, riesca a migliorare la loro esistenza. Se con il cuore vorrebbe stare seduto in un angolo, su una sedia scomoda ma con le mani intente a dar vita ad una nuova storia, la sua indole scrupolosa invece lo spinge ad applicarsi nelle proprie mansioni. Questo lo porta, anche nella speranza di un maggiore guadagno, ad impegnarsi per migliorare la catena e l’andamento del lavoro in fabbrica, arrivando ad avere intuizioni e a trovare soluzioni che peggioreranno però i suoi rapporti con i colleghi.

Inferno sulla terra di Jim Thompson è il suo primo romanzo, scritto nel 1942. Più che noir è una sorta di memoir, in parte autobiografico, dove l’autore riesce a fotografare con precisione la disperazione di un uomo e il sogno di prosperità che aleggia nella nazione in cui vive. Una scrittura lineare, semplice e diretta che descrive i fatti senza addolcirli e che si avvale dei ricordi di una famiglia per ricercare nel passato le ragioni del presente che li affligge.
Jimmie Dillon era un bambino che si è sentito privato dell’affetto e della considerazione dei genitori, che si è sentito sempre un po’ relegato nell’ombra rispetto alla sorella. Jimmie Dillon era un ragazzo che ha fatto scelte sbagliate che lo hanno condotto su strade che non avrebbe dovuto percorrere. Jimmie Dillon è un uomo frustrato e disperato che si sente privato del sogno di scrivere per dover provvedere ai bisogni dei suoi cari. Una famiglia in cui si sente costantemente sotto controllo. Una famiglia per la quale non è mai abbastanza. Per la quale vorrebbe fare di più.
Attorno a lui la madre che non si esime dal giudicare e che dà tante, troppe, cose come scontate. La moglie che lo soffoca di un amore ossessivo. I figli con le loro esigenze, i loro pregi ma anche con i loro difetti. Il ricordo del padre, dei suoi comportamenti, delle sue parole, il modo in cui ne è rimasto segnato. I colleghi e le loro azioni meschine.
Inferno è un romanzo da cui non dovete aspettarvi suspence, inseguimenti o sparatorie. Inferno è un viaggio in cui vi sentirete sospinti verso l’abisso. L’abisso di un uomo e della sua famiglia. Un abisso che conosce solo brevi e fugaci sprazzi di luce in cui tornare a respirare.

Inferno è un romanzo che ha il sapore amaro di una sigaretta fumata sul portico di casa stringendo un bicchiere con l’ultimo sorso, mentre la notte con le proprie ossessioni vi piomba addosso. E non c’è silenzio o oscurità che liberino la vostra mente dai pensieri o che alleggeriscano il vostro cuore dall’angoscia.
Inferno è un romanzo che parla anche delle piccole cose che si riescono ad apprezzare. Della crudeltà gratuita ed imbarazzante. Dei sogni che s’infrangono sui muri solidi e consumati della realtà. Delle dinamiche impazzite che possono sconvolgere le famiglie. Delle dipendenze, sia fisiche che emotive. Della necessità di scovare nelle persone qualità che non esistono. Del rumore assordante, del dolore insopportabile, delle cicatrici insanabili che scaturiscono da alcune promosse. Dalle promesse non mantenute.

Federica Politi


Lo scrittore:
James Myers Thompson, detto Jim (Anadarko, 27 settembre 1906 – Hollywood, 7 aprile 1977), è stato uno scrittore e sceneggiatore statunitense di genere noir.
Thompson deve la sua fama principalmente ai romanzi. Ne ha scritti più di trenta, molti dei quali nel suo periodo più prolifico, dalla fine degli anni quaranta alla metà degli anni cinquanta. Poco apprezzato in vita, la sua statura di autore cresce negli anni ottanta con le riedizioni dei suoi romanzi per la casa editrice Black Lizard.