Luca Crovi – L’ultima canzone del naviglio

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Editore Rizzoli Collana Narrativa Italiana
Anno 2020
Genere Giallo
240 pagine – brossura e epub


Tra gli anni Venti e gli anni Trenta del 1900 Milano è stata protagonista di tanti accadimenti, molti dimenticati altri ricordati per ricorrenza. Ciò che ha fatto Luca Crovi con L’ombra del campione prima e con L’ultima canzone del naviglio poi, è stato recuperare un personaggio straordinario come il commissario Carlo De Vincenzi, creato dalla raffinata penna di Augusto De Angelis, e utilizzarlo come strumento per raccontare a noi lettori, la storia di una Milano e di una società proiettata nel futuro e lo fa come un illustratore che in ciascun quadro cura ogni dettaglio, ogni particolare perché rimanga nella memoria di chi lo osserva in modo che l’insieme sia armonioso, bello da guardare. Quelli erano gli anni in cui cominciavano ad apparire le autovetture e in cui Milano, vide l’arrivo di migliaia di auto per il Gran Premio di Monza.

Erano gli anni in cui cominciava ad affermarsi il fanatismo fascista e se da un lato c’è la forza del branco a sostenerla, dall’altro c’è la forza della cultura e del coraggio a contrastarla. Erano gli anni in cui circolava il Vino Mariani, un vino tutt’altro che legale ma che da consumatori eccellenti, come ad esempio Èmile Zola, veniva definito “vino di giovinezza che procura la vita, conserva la forza a coloro che la dispensano e la restituisce a quelli che non l’hanno più”. Erano gli anni in cui scese il Grande Freddo e in cui si voleva chiudere il Naviglio. Come in L’ombra del campione l’autore ha diviso il romanzo in capitoli e ciascuno, nonostante faccia parte integrante della storia, rappresenta un piccolo racconto a sé, creando nel lettore non solo l’impressione di guardare in successione delle cartoline d’epoca ma spesso anche di entrarvi per sentirne i profumi, gli afrori, e soprattutto i suoni resi anche grazie all’utilizzo del dialetto.

La scelta di utilizzare il milanese è la “pennellata” che impreziosisce i racconti e se al primo impatto la lettura può sembrare incomprensibile, nello scorrere delle righe se ne percepisce la traduzione, e in questo, a mio parere, sta l’acume dell’autore. Inoltre da abile narratore ha ricostruito le dinamiche occorse al grande maestro Arturo Toscanini, riportando tra le altre, una chiosa apparsa sul giornale “il Popolo d’Italia” che, pur facendo parte di un certo tipo di propaganda atta a insinuare e istigare comportamenti violenti verso chi osteggiava il regime, risulta particolarmente attuale e di cui è necessario tenerne memoria. Infine, tante sono le citazioni e tanti sono gli omaggi che l’autore fa agli artisti, ai poeti e agli scrittori milanesi, ma il cameo è sulla figura di Carmelo Camilleri, indiretto tributo al grande Andrea.

Il poeta del crimine, il commissario Carlo De Vincenzi, non poteva trovare penna più attenta e ricercata di quella di Luca Crovi per raccontare la storia di Milano con la sua lente di indagatore della natura umana e di servitore dello stato, nonostante l’evidente contrasto interiore.

Luciana Fredella


Lo scrittore:
Luca Crovi è redattore alla Sergio Bonelli Editore, dove cura le serie del commissario Ricciardi e di Deadwood Dick. Collabora con diversi quotidiani e periodici, ed è autore della monografia Tutti i colori del giallo (2002) trasformata nell’omonima trasmissione radiofonica di Radiodue. Per Rizzoli ha pubblicato L’ombra del campione (2018).