Agatha Christie – Dieci piccoli indiani

1826

Finalmente anche io ho terminato la lettura di Dieci piccoli indiani – titolo originale Ten Little Niggers – uscito per la prima volta nel 1939 su un giornale inglese, diviso in 23 parti. Uscito in Italia nel 1946, edito da Giallo Mondadori, è il libro che più è stato venduto in assoluto, con varie trasposizioni cinematografiche e una miniserie televisiva del 2015, andata in onda in Italia sul canale televisivo Giallo. Piccola curiosità? Dal romanzo è stato tratto anche un videogioco nel 2005, Agatha Christie: E non ne rimase nessuno. E possiamo anche ricordare che proprio da questo romanzo, e dall’omonimo film del 1976 che si riferisce al romanzo, prendono spunto le famose cene con delitto, giochi in cui gli invitati si dilettano nel ruolo di detective.

Siamo a Nigger Island, una piccola isola tidale, ovvero collegata alla terra solo da una banda sabbiosa che si cancella con le maree: un misterioso Signor Owen invita presso la propria abitazione, l’unica dell’isola, otto convitati che ricevono una lettera di invito ciascuno. Anthony Marston, John Macarthur, Emily Brent, Lawrence Wargrave, William Blore, Edward Armstrong, Philip Lombard e Vera Claythorne arrivano all’abitazione trovando però solo altri due domestici e non i proprietari. Dopo la prima cena improvvisamente, da una stanza attigua, un grammofono inizia ad elencare i nomi degli invitati e le eventuali uccisioni di cui si sono macchiati. Chi ha attivato il grammofono? Ed è sempre durante la prima sera che viene commesso il primo omicidio, quello di Armstrong. Sarà solo il giorno successivo quello in cui gli invitati si renderanno conto che in ogni stanza è riportata una poesia riguardo a dieci poveri negretti che muoiono uno dopo l’altro, mentre sulla tavola si trovano dieci piccole statuette, ora diventate nove dopo la prima morte. È poi il giorno seguente quello in cui viene trovata morta anche la domestica, la signora Rogers, e un’altra statuetta sparisce, così che i vari invitati iniziano a sospettare uno dell’altro e a muoversi solo in gruppo, cercando l’assassino nella villa e sull’isola che però non presenta punti in cui ci si può nascondere.

Dieci poveri negretti
se ne andarono a mangiar:
uno fece indigestione,
solo nove ne restar.

Nove poveri negretti
fino a notte alta vegliar:
uno cadde addormentato,
otto soli ne restar.

Il romanzo, conosciuto anche col titolo E poi non rimase nessuno, cambiò più volte titolo a causa di un’accusa di razzismo: il termine nigger, la famosa n-word, è infatti un termine che veniva utilizzato in maniera discriminante, offensiva e oppressiva nei confronti degli afro-americani. Così anche nella versione italiana si preferì mantenere il And then there were none fino al 1977 quando poi si preferì Dieci piccoli indiani.

Dieci piccoli indiani è realmente un capolavoro del mistery e del giallo; un’opera in cui si può notare tutta la maestria della Christie nel riuscire a costruire e poi completare senza errori un puzzle alquanto complesso, lasciando il lettore di stucco quando al termine si scoprono tutti i frammenti. L’intero romanzo si svolge sull’isola, seguendo lo schema della camera chiusa, già visto in Assassinio sull’Orient Express, ma in questo caso specifico manca sulla scena anche un detective di professione: scopriremo infatti la reale successione degli eventi solo grazie a una lettera trovata in una bottiglia in mezzo al mare. Ho letto a oggi solo tre opere della regina Agatha, e di certo molte me ne mancano per conoscere bene la sua scrittura e i suoi personaggi, ma fino a ora Dieci piccoli indiani è certamente il romanzo che ho preferito e che mi ha tenuta incollata alle pagine fino alla fine: un vero esempio per qualsiasi scrittore che dopo questo romanzo ha voluto scrivere un’opera noir.

Sia le trasposizioni cinematografiche – tranne quelle liberamente tratte – sia la miniserie tv si discostano solo minimamente dalla trama del romanzo, specialmente per quanto riguarda il finale che nei film si riferisce all’adattamento teatrale composto dalla stessa scrittrice: nei film e nello spettacolo infatti il colpevole viene svelato prima dell’ultima morte e sull’isola nessuno rimarrà vivo.

Adriana Pasetto