Margaret Doody – L’impiccagione di Ann Ware e altre storie

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Editore Mondadori
Anno 2020
Genere Giallo
144 pagine – brossura e epub
Traduzione di Rosalia Coci


L’impiccagione di Ann Ware.
Il caso dell’istitutrice scomparsa.
I passi del duellante.
La storia dei denti di Edie.
Falchi in volo e profumo d’uva.
Vetro veneziano.

Sei racconti brevi. Sei storie completamente diverse. Sei protagonisti, con tanti altri personaggi a far loro compagnia. Sei periodi storici.
Un’unica avventura, lunga circa 140 pagine dentro le quali navigare, un po’ nel noir e nel thriller, di più nel mistery e nell’occulto. Un’avventura che ti fa camminare lentamente nella lettura, dato il ritmo pacato della scrittura. Un’avventura popolata di donne e uomini d’altri tempi, di fantasmi, incubi, condanne a morte, vizi nascosti, carrozze immaginarie, promesse non mantenute, sospetti, buio, nebbia, ricordi.
Questi sei racconti trascinano un po’ indietro nel tempo. Quel tempo dimenticato della flemma e della calma del giallo inglese , anche se di giallo c’è poco. Un modo di narrare ormai insolito al giorno d’oggi.

L’ultima opera dell’autrice canadese Margaret Doody, già creatrice del noto Aristotele detective, è come una pelle ma con pori larghi da cui fuoriesce una sconfinata immaginazione carica di suspance. I personaggi sono tutti apparentemente ordinari, per poi ritrovarsi a vivere situazioni straordinarie. Quasi una normale vita quotidiana, navigando a vista nello stupore del mistero, che si trasforma in vita immaginata e sognata, in bilico tra il reale e l’immaginario. Prevalgono le atmosfere soprannaturali, scarseggiano un po’ il sapore poliziesco e l’enigma. E si resta un tantino delusi proprio per questo: ci si aspetta, proprio in virtù del tipo di narrazione priva di ritmo sfrenato, la risoluzione di un enigma che invece non c’è.

L’enigma è sostituito dall’irreale. Negli ultimi due racconti domina un leggero senso di inquietudine che lascia un po’ perplessi. Lo spazio temporale, dalla metà del 1700 all’inizio del 2000, in cui i sei racconti viaggiano, è vastissimo. Forse troppo.
Il lettore un po’ si perde, o meglio perde qualche particolare. Anche perché i particolari sono tanti e ben dettagliati nelle descrizioni. I luoghi, gli oggetti, tutto è minuziosamente dettagliato. Tutto non è lasciato al caso. E in questo l’autrice mostra molta maestria. Nel complesso è una buona lettura, non entusiasmante, ma gradevole. Il compito di un libro è quello divertire, di portare altrove, e Margaret Doody ci fa comunque entrare nel suo mondo immaginario, carico di presenze misteriose e accattivanti. I racconti sono divertenti, a piccoli tratti, non lasciano col fiato in gola, ma scorrono facilmente negli occhi. Forse al cuore non arrivano, ma hanno un retrogusto comunque.
Perché ogni storia che profuma di carta ha un suo perché.

Brunella Caputo


La scrittrice:
Margaret Anne Doody, canadese, è professore di letteratura comparata, celebre per i suoi romanzi con protagonista Aristotele detective.