Alan Parks – L’ultima canzone di Bobby March

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Editore Bompiani / Collana Narrativa straniera
Anno 2020
Genere Thriller
410 pagine – brossura e epub
Traduzione di Marco Drago


Certe storie nascono nel presente ma ti portano nel passato. Un passato non troppo lontano di cui però non hai una tua memoria personale ma solamente immagini e suggestioni ricavate dai ricordi di altri. Certe storie hanno il potere di prelevarti da casa e condurti in un viaggio, lasciandoti scoprire a poco a poco i dettagli di una città che non hai mai visitato e che inizi a costruire nella tua immaginazione grazie alle parole. Certe storie sanno farti assaporare il piacere della lettura, che non è solo conoscenza ed evasione ma anche entrare in confidenza con i suoi protagonisti riuscendo ad evocare in te la suggestione di sensazioni che non hai mai vissuto.

“Pensò che è così che fanno i giovani. Sono intenti a fare le grandi battaglie e si dimenticano delle persone per le quali avrebbero dovuto combattere.”

Glasgow, 1973. Fair Friday. E’ un luglio caldo e accecante e molti cittadini si preparano a partire per due settimane di vacanze. Ma le strade sono presto inondate da una terribile notizia e con essa la paura inizia a dilagare nelle coscienze. Alice Kelly, una ragazzina di tredici anni è scomparsa da più di quindici ore. Bernie Raeburn è responsabile dell’indagine e il suo astio nei confronti dell’ispettore McCoy, lo spinge ad escluderlo dalla ricerca rilegandolo a questioni di ufficio. Wattie, di solito al fianco di McCoy, questa volta è costretto ad assistere Raeburn in questa inchiesta che, dal modo in cui viene condotta, sembra non portare ad alcun risultato.
Intanto in una stanza d’albergo in città viene ritrovato il cantante Bobby March, famoso per aver suonato con i Rolling Stone ma ormai rockstar in declino, morto per quella che sembra essere stata una overdose. Mentre McCoy cerca di scoprire qualcosa in più, l’ispettore capo Murray gli chiede in maniera ufficiosa di cercare la nipote, quindici anni, che è fuggita da casa.

“L’ultima canzone di Bobby March”, di Alan Parks, terzo romanzo della serie legata all’ispettore McCoy, edito in Italia da Bompiani, si rivela essere un libro ancor migliore dei due precedenti. L’ abilità dell’autore non è solo quella di ricreare perfettamente le atmosfere di una città che si trova a fronteggiare gli anni ’70, ma anche quella di aver creato personaggi a cui ha dato corpo e spessore, capaci di scatenare nel lettore potenti emozioni, ed una forte empatia.
Il protagonista, Harry McCoy, sembra aver stabilito una tregua con i fantasmi del suo passato riuscendo a concentrarsi quasi completamente su ciò che gli succede attorno, cercando di porre rimedio agli eventi da cui sono investiti gli altri personaggi. McCoy resta fedele a se stesso, riesce a non farsi corrompere da tentazioni e lusinghe.

“La prospettiva di trasformarsi nel tipo di sbirro che odiava lo irritava, il tipo di sbirro che sceglie la strada più corta, che non causa problemi. Il furore di Wattie gli ricordava il suo di qualche anno prima.”

Wattie si conferma il tipo pieno di obiettivi che trovandosi ad assistere a situazioni compromettenti riesce a conservare una propria integrità. Un personaggio che si tormenta quando scorge il limite della legalità e si sforza di non lasciarsi affondare da ciò che è profondamente sbagliato.
Gli altri personaggi, negativi e positivi, si inseriscono nella trama apportando il peso del proprio vissuto, mostrandoci come nell’oscurità a volte si possano aprire, seppur fugaci, ma ampi spazi di luce dove riuscire a tirare il fiato.
Un romanzo nero che mostra il lato spietato della faccia della città senza il timore di spaventare: il declino strutturale che va di pari passo con la rovina che affonda negli animi vacillanti dei suoi cittadini, senza lavoro, senza la prospettiva di futuro, con la dedizione all’alcool, alle droghe e il pensiero, inquietante, che quella del crimine sia la sola strada percorribile.

“La prima cosa che devi imparare è che la vita non è giusta.”

Federica Politi


Lo scrittore:
Alan Parks è nato in Scozia e ha lavorato per oltre vent’anni nel mondo della musica. Vive a Glasgow. Per Bompiani ha pubblicato “Gennaio di sangue”, suo romanzo d’esordio che ha ottenuto un enorme successo di critica, e “Il figlio di febbraio”. Il suo nuovo romanzo è “L’ultima canzone di Bobby March”, terzo episodio della saga che ha come protagonista l’ispettore Harry McCoy.